Gli interventi al bar ristorante Dosson allo Spinale e alla Casa forestale di Campiglio al centro della programmazione delle Regole Spinale Manez per il 2015

dosson inverno

PREORE. Il bar-ristorante "Dosson" allo Spinale e la Casa forestale di Madonna di Campiglio, sono stati al centro della serata informativa rivolta ai regolieri, tenutasi a Preore nella rinnovata Casa Mondrone. Nell'occasione, il Comitato amministrativo della Comunità delle Regole, ha tenuto una dettagliata relazione sull'attività svolta nel 2014 e su quella in programma per il 2015. I due edifici rappresentano, infatti, i principali e onerosi investimenti per il futuro. Durante il lungo e partecipato incontro, il presidente Zeffirino Castellani e gi altri cinque componenti l'organo esecutivo, (Elio Ballardini, Serafino Leonardi, Bruno Simoni, Enzo Ballardini e Gioachino Castellani) ognuno per la parte di propria competenza, con l'ausilio di slide, hanno illustrato minuziosamente e meticolosamente l'attività svolta e in programma.
Le argomentazioni relative all'albergo-bar-ristorante Dosson, e alla Casa forestale, sono state oggetto di chiarimenti e di discordanze, espresse in particolare da Daniele Bolza e Luca Cerana. Per la Casa forestale, Elio Ballardini, responsabile dei lavori pubblici, ha prospettato la totale demolizione e la ricostruzione, con l'aggiunta di un piano interrato, con funzione di garage, cantine e locale tecnologico, per un importo di spesa di 1 milione 900mila euro e un valore patrimoniale acquisito di 4 milioni e 700mila euro. Daniele Bolza, lo ha giudicato un investimento poco conveniente dal punto di vista economico, suggerendo una diminuzione di volume e in contropartita la realizzazione di una struttura di alta qualità progettuale e realizzativa.

casa forestale madonna di campiglio 1 

Per il ristorante Dosson (Chalet Ferrari), il vice presidente Enzo Ballardini, alla luce della progettazione preliminare, ha prospettato due interventi: la ristrutturazione dell'edificio, attraverso il recupero di volume già concesso dalla Giunta del Parco, con lo spostamento dei servizi igienici al piano inferiore, l'ampliamento della cucina e del ristorante, la nuova disposizione della tavola calda e del bar. A cui, con un lotto successivo andrebbe ad aggiungersi la ristrutturazione del piano che ospita gli attuali 18 posti letto; o, seconda opzione, la demolizione totale e la ricostruzione. Il primo intervento con una spesa di circa 3 milioni, il secondo con una spesa doppia che sfiora i 6 milioni. Delle questioni si è ragionato a più voci, con gli interventi di Daniele Bolza, di Luca Cerana e di Luca Ballardini, orientati per la demolizione e la ricostruzione, motivate dall'obsolescenza della struttura, della necessità di mettere in atto tutti gli accorgimenti per il risparmio energetico e per l'applicazione delle nuove tecnologie. Emblematica è stata l'osservazione del presidente Castellani, che ha fatto notare come al doppio della spesa, non corrisponderà senz'altro il doppio del canone di affitto.

Molti altri gli argomenti di interesse, enunciati purtroppo con l'obbligata ristrettezza di tempo. Fra questi due novità: l'affido in gestione del caseificio Montagnoli, per 4 anni, all'azienda agricola di Polla Mauro di Caderzone, e non meno importante, l'avvio della trattativa con un privato per il recupero della Casa di Manez. (f.s.)

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