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Montagne. A Villa Santi si discute del futuro delle Dolomiti di Brenta

Villa Santi Mointagne-Dolomiti di Brenta 


L'interesse attorno al futuro delle Dolomiti è sentito in tutti i territori del Bene Naturale UNESCO. Ieri sera a Villa Santi, la Casa Natura del Parco Naturale Adamello Brenta, si sono incontrati amministratori locali, rappresentanti degli enti di promozione turistica, enti funiviari, associazioni alpinistiche e ambientalistiche, albergatori, rifugisti e semplici cittadini che vivono e lavorano nel sistema dolomitico 9, il Brenta, per partecipare all'iniziativa promossa dalla Fondazione Dolomiti denominata #Dolomiti2040. La modalità di discussione e confronto organizzata dalla Fondazione Dolomiti sta riscuotendo notevole consenso nei nove sistemi dolomitici. Dal Trentino al Friuli, dal Veneto all'Alto Adige, la partecipazione attiva degli attori del territorio è numerosa e le tre ore programmate risultano quasi scarse. Quattro i tavoli e i temi di discussione: turismo, sviluppo socio economico, conservazione attiva, costruire relazioni. Alla fine del percorso partecipativo, che conta complessivamente undici incontri nei punti strategici dell'intero patrimonio Dolomiti, sarà fatta una lettura-studio di quanto emerso e ciò contribuirà ad orientare la strategia complessiva del Bene Naturale Dolomiti.

La modalità di confronto e discussione prevede la rotazione delle persone ogni 30 minuti in modo che, ogni partecipante, possa dare il proprio contributo, in termini di idee e proposte a ciascuno dei temi proposti. Quattro esperti coordinano le riflessioni e, alla fine della serata, fanno sintesi per comunicarla a tutti i partecipanti. Giulia Gelmi sociologa è la coordinatrice del percorso partecipativo #Dolomiti 2040 e collabora con la Fondazione Dolomiti, i facilitatori sono: Cesare Micheletti architetto del Paesaggio, Irma Visalli architetto, Anna Scuttari ricercatrice EURAC e Andrea Omizzolo ricercatore EURAC, entrambi svolgono il loro lavoro nell'ambito dello sviluppo regionale e montano.
La scelta dei temi va, naturalmente, nel cuore della questione sul futuro delle Dolomiti.
Turismo: in quale direzione è opportuno che si sviluppi il turismo in Dolomiti? Come agire per salvaguardare le risorse, base fondamentale dell'attrattività del territorio dolomitico? Come ragionare rispetto alla mobilità? Quali soluzioni adottare per favorire una mobilità sostenibile? Dove e come agire per orientare l'alternativa del trasporto pubblico rispetto a quello privato? Come trovare il giusto equilibrio fra le esigenze dei residenti e quelle dei visitatori?
Sviluppo socio-economico: quali scelte economiche e sociali vanno fatte per migliorare gli standard di vita? Quali potranno essere i fattori di attrazione economica per il futuro delle Dolomiti? La sostenibilità nelle dinamiche di sviluppo del patrimonio Dolomiti UNESCO è un principio irrinunciabile, uno dei pilastri della strategia complessiva dei "Monti Pallidi".
Conservazione attiva: già la definizione fa capire che per le Dolomiti parliamo di conservazione come esito di azioni concrete e non solo come conservazione del paesaggio e del territorio che, peraltro, sono garantite da leggi. Quale può essere in questo senso il ruolo delle aree protette? Come possono aumentare la qualità della vita nel patrimonio Dolomiti? La conservazione può e come essere funzionale alla crescita locale? Come può garantire il rispetto degli equilibri ecologici?
Costruire relazioni: che significa? Trasformare la condizione di frammentarietà delle Dolomiti (9 sistemi in 5 territori di versi) da debolezza a punto di forza, lavorando sull'integrazione di vari fattori piuttosto che sulla risoluzione di un singolo aspetto. La strategia complessiva dovrebbe procedere "bilanciando" le esigenze del residente in Dolomiti con quelle del turista/visitatore. Sono ancora tre gli incontri in programma, uno in Trentino e due in provincia di Belluno. Alla fine di tutto il percorso partecipativo saranno resi noti i risultati. (fs)