Tione, torna in consiglio comunale la delibera del taglio del faggio centenario nel Parco Saletti

il faggio centenario del Parco Saletti a Tione
Non il sindaco, ma una consigliera di maggioranza potrebbe aver viziato la delibera del taglio del faggio secolare di Parco Saletti. "Per questo motivo, la questione sarà riportata all'attenzione del consiglio". La giunta comunale di Tione, a firma del suo vicesindaco Eugenio Antolini, in qualche modo fa ammenda per il contestato provvedimento che autorizzava, ipso facto, il taglio di quell'albero in pieno centro, per cui i cinque consiglieri di minoranza vi si erano incatenati, inscenando una protesta molto vigorosa. E riporta lo stesso dispositivo (quella pianta, un Fagus Ruber, circa 100 anni, situata nel Parco Saletti, in pieno centro urbano, era tutelata dal Piano Regolatore, per questo necessitava di una deroga comunale ndr.) all'approvazione nella seduta consiliare del prossimo 6 maggio.
"Quel faggio è attiguo alla casa del sindaco" - aveva osservato dai banchi consiliari Adriano Maraner. Che non si è limitato solo alla protesta, che ha indotto l'amministrazione a desistere temporaneamente, al contestato abbattimento. Ma ha presentato anche un ricorso, sollevando motivi di irregolarità, in quanto il primo cittadino quel provvedimento lo aveva votato. Ora la stessa delibera torna sui banchi consiliari, per essere riapprovata.
L'opposizione non è accettabile - dice sostanzialmente la risposta recapitata ai consiglieri di minoranza – "in quanto non corrisponde al vero che l'edificio menzionato in delibera sia di proprietà di parenti di primo grado (ovvero genitori) del sindaco". "Nel merito – scrive la Giunta – la maggioranza ha valutato che, quanto prospettato non attiene a fatti oggettivi, tali da invalidare le motivazioni della delibera". Quindi, spiega il vicesindaco, si può ritenere che l'opposizione non sia ammissibile.
E allora perché viene nuovamente riportata in consiglio? La spiegazione sarebbe contenuta in una svista dell'amministrazione che, al momento di deliberare, non ha tenuto conto della presenza di un altro membro di maggioranza che partecipando al voto potrebbe aver viziato il provvedimento. "Tuttavia, sulla base delle verifiche e delle segnalazioni pervenute – spiega il vicesindaco - si è riscontrato che dell'edificio predetto è comproprietario il coniuge della consigliera Manuela Ferrari, che ha segnalato come la sua partecipazione alla deliberazione, sulla base di considerazioni di massima prudenza, potrebbero contrastare con le previsioni dell'art. 14 del Tullrroc".
Quindi, dice il vicesindaco Antolini, la questione sarà riportata all'attenzione del consiglio comunale. In pratica non il sindaco, dice la giunta, ma un altro membro della maggioranza avrebbe dovuto abbandonare l'aula durante le operazioni di voto. Una versione che non collima con le posizioni della minoranza, fermamente convinta che anche il sindaco Mattia Gottardi avrebbe dovuto astenersi dal voto. "La casa dei genitori del sindaco – anticipa Maraner – c'era prima e c'è anche adesso. Confina con il Parco. Quindi qualora il sindaco non riterrà opportuno assentarsi durante il voto, un nuovo ricorso è un atto dovuto. Niente di personale. Ma le regole devono valere per tutti".
Lunedì 6 maggio il provvedimento torna sui banchi consiliari. Ci sono solo otto punti all'ordine del giorno, tra cui il bilancio dell'Azienda Municipalizzata Asm, il rendiconto dell'esercizio finanziario 2012 e l'adeguamento della cartografia del Prg. Ma la delibera per l'abbattimento di quell'albero in pieno centro, al punto n. 4, c'è da giurarci che la farà da padrone.