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Marchesi di Tione, una decina i posti di lavoro in pericolo. Deciso il taglio alla quattordicesima per 38 dipendenti. Prolungato il contratto di solidarietà di 14 settimane

La Marchesi a Tione - Ettore zini

 Basta quattordicesima per i 38 dipendenti della ditta Marchesi Spa di Tione. Il premio aziendale, istituito in anni di vacche grasse che arrivava con la busta paga di agosto, è stato sospeso. "Si vedrà in futuro – ha detto il responsabile dell'azienda Diego Bonazza – se sarà possibile istituirlo di nuovo. Mantenerlo era impossibile, in quanto, da due anni, l'azienda non fa utili". La decisione è stata presa in accordo con le rappresentanze sindacali che hanno preferito metterlo sul piatto della trattativa per il prolungamento del contratto di solidarietà, in scadenza a luglio, e che proprio ieri è stato prolungato di 14 settimane. Per i dipendenti della Marchesi, azienda storica della borgata, sfuma dunque quel premio di produttività che di fatto, ogni anno, arrivava come una manna in concomitanza con le ferie d'agosto. Dal 2007, quello che un tempo era uno dei porti sicuri dell'economia locale, sta facendo i conti con una crisi settoriale prolungata. E c'è chi teme che, entro la fine dell'anno, si potrebbe dover respirare aria di una ristrutturazione aziendale molto dolorosa. Lo stesso Bonazza, ne conferma, ne smentisce. "Stiamo valutando e nei mesi prossimi decideremo". Già da qualche anno i proprietari di questa azienda di origini bresciane, arrivata a Tione nel 1946, sta dibattendosi con le difficoltà di un mercato ormai saturo, sempre meno capace di assorbire sia la produzione tradizionale di maniglie in ottone, sia di materiali alluminosi destinati alle telecomunicazioni.

Effetti di una crisi dall'ombra lunga che ha portato la ditta, fornitrice di colossi come Siemens e Alcatel, a fare uso, prima della cassa ordinaria, poi di quella straordinaria. Infine del contratto di solidarietà che si voleva prolungare fino alla fine dell'anno. "Opportunità – ha confermato Paolo Cagol della Fim Cisl – che scongiurerebbe i dieci esuberi preventivati dall'azienda". Ieri, in Confindustria nell'incontro programmato per trattare l'allungamento del contratto di solidarietà, è stata ottenuta una proroga di quattordici settimane. "In pratica – ha confermato il sindacalista Cagol – fino alla fine di ottobre. Poi si vedrà se con cassa integrazione si riuscirà ad arrivare a fine 2013. L'obbiettivo è comunque quello di procrastinare il più possibile gli esuberi chiesti dall'azienda". Negli anni d'oro la Fonderia Marchesi di Tione occupava più di cento dipendenti. Ed era una delle aziende più floride della valle. Oggi però gli operai, sono sempre più timorosi di trovare un giorno le porte sbarrate.

"Le cose sono andate di male in peggio – dicono– quando la ditta ha decentrato in Cina. Ora qui la produzione è pressoché nulla. E i nostri compiti sono per lo più di assemblaggio di prodotti semilavorati che arrivano da fuori". Lo stesso vale anche per le aziende affiliate esterne (una decina ndr.) che hanno visto negli anni ridursi le commesse all'osso. Lo scorso anno, tra maggio e luglio, l'azienda aveva chiesto la cassa integrazione sia per il settore alluminio che della maniglieria, un tempo il vero "core business" dello stabilimento. Un provvedimento provvisorio, era stato detto, per superare il temporaneo calo di commesse. A distanza di un anno le cose non sono migliorate. E da parte delle maestranze si temono altri tagli, che porterebbero la fabbrica al minimo storico. La proroga di solo 14 settimane, strappata ieri in Confindustria, lo starebbe a dimostrare.