Tione, Bar Autostazione: un contenzioso durato 14 anni. La vedova di Flavio Simoni transa con il comune per 120 mila euro

Tione autostazione

Trattiene un immobile diciotto anni, anziché dodici, come previsto dal contratto di affitto d'azienda, e la vedova è costretta a transare con il Comune, 120 mila euro, frutto di un appartamento avuto in eredità dal marito. Accade a Tione. Ed è il succo di una transazione siglata tra Ponessa Agnese, vedova di Flavio Simoni, per anni affittuario del Bar Autostazione di Proprietà del Comune, e l'amministrazione locale. Lo riassume la delibera 76/2013 della Giunta Comunale Gottardi. E chiude una vicenda in ballo dal 1999, quando il barista, al termine della locazione si era rifiutato di lasciar liberi i locali, in quanto non avendo ricevuto disdetta dall'amministrazione, credeva in un rinnovo automatico del contratto. Per chiudere il contenzioso ci sono voluti 14 anni e tre amministrazioni. Oggi la vedova (Flavio Simoni è morto nel 2010) e le due figlie per far fronte alla causa persa dal marito, sono state costrette a rinunciare all'eredità, e a pagare al Comune un indennizzo superiore ai 100 mila euro. Nel 1987 Flavio Simoni aveva preso in affitto dal comune di Tione, il bar attiguo alla stazione dei pullman. Il contratto, come prevede la legge sulle locazioni commerciali, affida al locatario l'immobile con la formula sei più sei. In pratica, dopo i primi sei anni, il rinnovo del contratto è automatico per altri sei. Ma al termine del dodicesimo anno, se non c'è un rinnovo concordato con il locatore (in questo caso il Comune), l'affittuario deve lasciare liberi i locali. Simoni non l'ha fatto. Ha continuato a gestire il bar, convinto che, senza disdetta da parte del proprietario, l'affittanza si fosse rinnovata automaticamente. La causa intentatagli dall'amministrazione gli ha dato torto. E, per aver gestito ininterrottamente l'esercizio fino al diciottesimo anno, gli eredi sono stati costretti a risarcire il Comune del danno subito. Le lungaggini giudiziarie hanno attraversato le amministrazioni: Cogo, Zubani e Gottardi. Il Comune di Tione è stato difeso dall'avvocato Tullio Marchetti. Le tappe del "risarcimento , derivante da danno per tardivo rilascio dell'esercizio pubblico" sono cadenzate dall'accertamento definitivo della Corte di Cassazione (sentenza del 24 ottobre 2004) che si trattava di affitto di azienda e non di locazione, come sostenuto dall'affittuario. Successivamente, dalla richiesta di un curatore dell'eredità, costituita da un appartamento in viale Dante a Tione, per evitare la perdita di garanzie patrimoniale sul credito, da parte del Comune. Nel 2009 la Sezione staccata del Tribunale di Tione aveva condannato il signor Simoni al pagamento di 115.500 euro, più gli interessi legali. Infine la transazione.