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I termen di Tione, dal 1600 l'appuntamento commerciale più importante di tutta la vallata. Ieri mercato per gli animali, oggi fiera di generi misti

Terme di tione 2 

Dopo il primo Termen d'ottobre, di mercoledì scorso, cade domani il secondo appuntamento annuale delle tradizionali fiere d'ottobre di Tione, le cui origini certe risalgono al 1660. Ma, c'è chi le fa risalire alla prima metà del 1500, ancor prima dell'arrivo nel capoluogo giudicariese della residenza Vicariale e, per il cui funzionamento si scomodavano addirittura i "Privilegi vescovili".
La "Fiera del Termine" era senza dubbio l'appuntamento commerciale più importante di tutta la vallata. Nato come mercato degli animali, dove i contadini venivano a vendere le bestie alla fine della stagione, negli anni ha subito una metamorfosi, diventando una semplice fiera di generi misti. Oggi l'Ufficio commercio del comune ha in mappa 165 bancarelle lungo via Roma (ex via dei Cavai) e nelle trasversali del centro. In passato se ne sono contate anche più di 300. Solo una revisione del regolamento del mercato, negli anni 90, ha reso più snella l'esposizione dimezzandone gli espositori. "Di cui – spiega la responsabile dell'ufficio commercio Paola Bellini – solo 9 di prodotti alimentari". Nonostante i mercati rivestano minor importanza che in passato, l'appuntamento con il Termen è ancora radicato nella tradizione locale.

Negli ultimi tre mercoledì di ottobre, attirano a Tione centinaia di persone. Mentre nei locali pubblici, come in passato, si ammannisce la trippa, piatto povero che era alla portata di tutti. Anche di coloro che dal Termen tornavano a casa a mani vuote, per non essere riusciti a vendere i loro capi di bestiame. In quell'occasione, i contadini ottenevano la liquidità necessaria per il mantenimento della famiglia. Con la vendita del bestiame raggranellavano il denaro necessario per pagare i conti lasciati in sospeso nei negozi.

Terme di tione 1

"I tre appuntamenti – ricorda lo storico Mario Antolini Muson – rappresentavano l'equilibrio economico della valle". Dal Termen si traeva la liquidità necessaria per saldare i conti. E anche per il commercio fisso era festa grande. I compratori provenienti dalle valli, dal bresciano e dalla province di Mantova e Cremona, portavano liquidità sul territorio, generando un ciclo virtuoso. Solo dopo aver venduto la manza o la mucca tirata su a fieno durante l'estate, si potevano comprare le scarpe e il vestiario per l'intera famiglia. I Termen insomma erano il pilastro dell'economia del paese. Il Comune era custode geloso dell'area dove si esponeva il bestiame. E gli esercenti del luogo avevano l'autorizzazione a vendere vino e generi alimentari all'interno della fiera. Purché le baracche costruite allo scopo, osservassero la distanza di 8 pertiche, dalla strada pubblica. Perché sul piazzale dovevano di preferenza collocarsi gli animali. E chi non si assoggetta a codeste discipline – recita un avviso del Regio Giudizio distrettuale, del 1818 – era punito con conveniente castigo".

I Termen, insomma, erano il toccasana dell'economia locale. La loro logistica ha seguito passo passo lo sviluppo edilizio del paese. Quando le contrade di Tione erano ancora isolate tra di loro, il mercato si teneva nei prati di Cortalbo, l'area compresa tra il quartiere di Brevine, e l'attuale farmacia, allora completamente priva di edifici. Poi, verso la fine dell'800, quando furono costruiti l'Hotel Tione e l'ex casa Covi, ora sede della biblioteca comunale, la zona prescelta fu quella occupata attualmente dalla Barchessa, in via Filzi. Il "Termen" era un palo di confine posto tra i quartieri di Brevine e La Villa. Oggi, al suo posto, c'è un idrante del servizio antincendi.