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Una targa a Margherita Cogo a memoria dei fatti. La provocazione di Alessandro Giacomini in una lettera al Sindaco di Tione Gottardi

fac simile targa margherita Cogo

Mai avrei immaginato, mai avrei pensato che rinnegare la propria area geografica potesse diventare realtà, mai dire mai.
Un mio caro amico Napoletano mi confidò il proprio imbarazzo nel dichiarare la sua zona di origine, nato e vissuto a Napoli aveva e ha un qualsivoglia disagio alla domanda dove abiti.
Ora anche per il sottoscritto c'è lo stesso stato emotivo, la mia vergogna la mia tristezza si racchiude dentro la sfera dei vitalizio.
È insopportabile che alcuni " nostri " ex governanti si siano aggrappati alla giustizia ( chi a quella terrena come la signora Margherita Cogo e chi a quella divina come Pino Morandini ) per mantenere dei privilegi, anzi no, una sorta, mi si passi il termine, di "bottino" legalizzato, ricorrendo contro una legge dell'autonomia.

Assurdo poi che tali persone abbiano avuto importanti responsabilità nella gestione della stessa legge e il paradosso lo si riscontra palesemente nelle elucubrazioni assurde e arroganti nel difendere quella specie di "malloppo legalizzato", ed è proprio qui, che l'ipocrisia giunge al quadrato.
Come nel caso di chi, ad esempio, raggiunto da messaggi divini, "monsignor" Pino Morandini, potrà addirittura permettersi nella propria difesa un avvocato di fama: "Dio in persona".

La cupidigia spinge però l'uomo (e la donna per par condicio) ad ogni bassezza ( Auri Sacra Fames ) è il caso della signora Margherita Cogo, che tra i vari ex politici è quella, suo malgrado, più logorroica (sotto questo aspetto i suoi colleghi sono stati marpiosamente omertosi ) nella difesa di quella che in più di uno hanno definito una "refurtiva legalizzata": termine un po' forte ma che rende l'idea di un ingiusto guadagno.

La signora Cogo, addirittura dichiarò a marzo, sui quotidiani regionali, la sua disponibilità a mettere in un fondo sociale la sua liquidazione: ha predicato la restituzione e praticato il trattenimento.
A differenza di Morandini che ha coerentemente predicato e praticato il trattenimento.

Per questa squallida vicenda, chiedo all'amministrazione comunale di Tione di attivarsi nel dedicare una targa alla signora Cogo, a memoria dei fatti, e di esporla presso la sede della Comunità delle Giudicarie cosicché resti a imperitura memoria una targa che, deve essere da monito alle future generazioni, perché non sempre una stele ha l'obbligo di ricordare un elogio, a volte è più educativo esporre alla cittadinanza un fatto decisamente negativo.
Per tutte quelle amministrazioni che ancora respirano quella voglia di giustizia, o per i singoli cittadini Trentini che, purtroppo, hanno come conterraneo un "ricorsista" offro una traccia per l'annotazione :

"Ci sono ricordi che non vanno rispolverati, ma questo dovrà vivere per sempre nelle nostre menti: nell'anno 2014 con caparbietà e sprezzo delle istituzioni, la signora Margherita Cogo, nonché, purtroppo, nostra conterranea, difese come le mitologiche amazzoni il proprio vitalizio e mai volle restituire ciò che la stessa legge le imponeva, non la ricorderemo per quello che ha fatto ma sarà giudicata per quello che avrebbe dovuto fare" .

Alessandro Giacomini
Massimeno TN