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Margherita Cogo in merito alla provocazione di Giacomini: Lo scritto è diffamatorio e per nulla obiettivo

Margherita cogo scuola musicale

Gentile Direttore
Vedo pubblicata sul Suo Giornale la cosiddetta provocazione satirica di Giacomini e mi permetto una breve riflessione che Le chiedo, gentilmente, di pubblicare.
Premesso che:

lo scritto è diffamatorio e per nulla obiettivo;
i ricorrenti sono ben 65 e che tra essi ci sono anche miei conterranei di cui non si fa mai menzione;
ho sempre detto che per risolvere un pasticcio politico non si doveva ricorrere ad un pasticcio giuridico;
ho sempre affermato che ero disponibile a rinunciare volontariamente a una quota delle somme che una legge mi ha attribuito e a rispettare la legge, condizione ancora valida;
ho affermato che l'attuale legge consente a chi ha svolto una sola legislatura di mantenere intatta la liquidazione di 280 mila euro e che questa previsione andava corretta;
ho affermato che l'attuale legge consente a chi non ha maturato il diritto al vitalizio di incassare subito dai 500 ai 600 mila euro e anche questo non mi pare sia equo;
che molti attendono l'esito dei nostri ricorsi per non restituire alcunché senza esporsi.

Tutto ciò premesso, ma avrei anche altro da aggiungere, Le chiedo se non convenga con me che l'attenzione che mi viene rivolta sia un po' morbosa e sicuramente eccessiva e quindi provi anche Lei a leggere con la stessa lente di oggi tutte le vicende che mi riguardano.
Un ex collega, che non condivide le mie battaglie femministe, nel riconoscere l'accanimento giornalistico nei miei confronti ha ammesso che il motivo va ricercato nel mio essere donna e nelle mie reazioni maschili, non inclini all'auto compatimento: può essere una lettura verosimile!
Infine, molti, che conoscono Giacomini, mi dicono che i suoi scritti non siano farina del suo sacco e molti riconoscono nel suggeritore un segaligno nemico storico, della sottoscritta. Amen!

 

Genitilissima Margherita Cogo,

Lo scritto non credo abbia la pretesa dell'obiettività. È una lettera, e come tale è un punto di vista. Ed è una provocazione. I toni sono sicuramente forti ma non credo diffamatori. È chiaro che non ci sarà alcuna targa a sua memoria, che ha tutto il diritto di fare un ricorso contro una decisione che le appare ingiusta,  e che potrà fare quello vuole con i soldi che riceverà.  Le confido però che in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo l'opinione di Giacomini è condivisa da molti che vedono nella vicenda vitalizi un'offesa a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese e forse una altro comportamento avrebbe aiutato a dimenticare una brutta pagina della politica trentina.

In merito all'attenzione morbosa... probabilmente Lei è uno dei pochi  personaggi politici che ancora desta qualche interesse. Degli altri giudicariesi effettivamente se n'è persa traccia. E le lettere che riceviamo, solitamente le pubblichiamo.

cordialmente

Matteo Ciaghi