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No alla diavolina, sì alla fascina. Il motto dei profughi, graditi ospiti all'Ecofiera di Tione

Looki Eghe e Giorgio  no alla diavolina sì alla fascina

Fra i 191 stand che hanno resa di piena attualità l'Ecofiera di Montagna di Tione, ha trovato adeguata collocazione anche uno spazio riservato ai "migranti" – 11 giovani Nigeriani - diventati ospiti fissi nella "Casa don Santo Amistadi" a Roncone ora gestita dall'associazione culturale "More". Un gruppo di giovani aitanti già impegnati in lavori socialmente utili – giardinaggio, pulizia urbana, riassetto di sentieri – e che si sono presentati alla Mostra autunnale di Tione con la riesumata e ormai inesistente vendita delle piccole fascine di ramoscelli, da loro raccolti nei nostri boschi nel lavoro di ripristino dei sentieri di montagna. Bella e invitante la scritta sopra il modestissimo stand: «Non usare la diavolina ma usa la fascina».

I responsabili del gruppo avevano il timore che qualcuno disapprovasse quella presenza; invece hanno dovuto felicemente constatare che tutte le migliaia di visitatori hanno avuto sguardi di approvazione e di benevolenza, anche con persone che si sono fermate ed a benevolmente sorridere ai Nigeriani, purtroppo ancora nell'impossibilità di scambiare qualche parola perché solo in possesso di un po' di inglese.

Tony impara le fascine da Cesere
L'ospitalità si sta trasformando, fortunatamente, in integrazione. Il "forestiero" è sempre stato presente in Giudicarie, e gli Statuti del Cinquecento ne fanno fede. Anche parecchi di questi "forestieri moderni" - benché diversi da quelli dei secoli passati e dei tempi più vicini a noi, in quanto solo vittime di povertà e di soprusi -, potranno certo trovare possibilità di trasformarsi in altrettanti giudicariesi come lo sono diventati tutti quelli (e sono tanti!) giunti nelle nostre vallate da ogni dove e da sempre fino agli ultimi decenni.