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«Si vada al Tar...» è la richiesta emersa dall'Asuc di Saone sulla questione delle particelle della frazione che il comune di Tione "vuole intestarsi" nell'ambito del riordino delle proprie partite tavolari

Giacomo Scalfi Asuc Saone

I comuni potranno anche sciogliersi ma ogni tanto i loro fantasmi ritornano nella forma ben concreta dei loro possedimenti e nel sentire dei cittadini che, sotto il nome di altre amministrazioni, quell'appartenenza originaria non l'hanno scordata. "Si vada al Tar" - chiedono a gran voce a Saone - "ci hanno fatto un blitz e si prendono la nostra roba" rincara qualcun'altro dalla platea. Il clima era caldo domenica sera alla riunione organizzata dall'Asuc di Saone sulla questione delle particelle della frazione che il comune di Tione vuole intestarsi nell'ambito del riordino delle proprie partite tavolari avviato a inizio anno.

Un braccio di ferro fra gli Usi Civici di Saone e l'amministrazione che va avanti da qualche settimana, culminato ieri sera con la decisione di ricorrere alle vie legali per impedire al Comune di procedere alla nuova intavolazione.

Tutto ha inizio il 22 marzo scorso quando il consiglio comunale, con il voto dei consiglieri di Saone ignari della portata del provvedimento, delibera quello che doveva essere un semplice atto tecnico di riordino dei beni immobili di proprietà del comune, attualmente divisi in maniera arbitraria e poco funzionale in 43 partite tavolari.

Fra questi beni ci sono anche una serie di particelle non gravate da uso civico sul territorio della frazione di Saone - in particolare la particella, in parte boschiva in parte artigianale, che circonda la discarica di Zuclo - per un totale di circa 4 ettari e mezzo. "Non gravate da uso civico, ma gravabili perché sono particelle di natura agricola" specificano all'Asuc, indignati per non essere stati interpellati prima di portare la questione in consiglio. Non è solo una questione di cortesia la telefonata che il comune avrebbe dovuto fare all'Asuc, ma secondo gli Usi Civici c'è un fondamento legale: la circolare tavolare 2/2008 della provincia autorizza i Comuni a regolarizzare l'intestazione tavolare solo una volta ottenuto il nulla osta da parte degli Usi Civici. Parato il colpo, i cinque giovani che dal 2011 amministrano l'Asuc rilanciano, citando una nota informativa del Servizio Autonomie Locali datata 13 marzo 2012 dove si legge: "si impegna ad assicurare una corretta applicazione della circolare relativa alla regolarizzazione di immobile intestato all'ASUC o alla Frazione privo di annotazione di uso civico, attraverso l'apposizione del vincolo d'uso civico a favore della Frazione".

Insomma, l'Asuc guidata da Giacomo Scalfi è convinta di aver subito un sopruso e proseguirà per vie legali. Nel mese trascorso c'è stato un tentativo di accordo informale con il Comune di Tione, ma la proposta, fanno sapere all'Asuc "era inaccettabile". Il segretario comune ai due enti, Diego Viviani, ha espresso parere contrario al procedimento legale dell'Asuc e ieri mattina ha presentato le proprie dimissioni al presidente Scalfi. "La motivazione – spiega Giacomo Scalfi – è che Viviani, saputo del ricorso ha deciso di dimettersi per incompatibilità". Ad appena un mese dalla scadenza dei termini per inoltrare la richiesta al Tar la situazione si complica per l'Asuc che deve trovare in fretta un nuovo segretario per poter deliberare la volontà di ricorrere contro il Comune e avviare il procedimento.