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Nelle Esteriori, Depero in salotto. La singolare esposizione proposta nello showroom dell'azienda Falc Salotti di Cares dal 3 al 25 maggio

Depero in Salotto Terme di Comano Falc Salotti  

Oltre 60 opere di Depero, alcune delle quali mai esposte prima al pubblico. È quanto propone Falc Salotti, azienda di Cares specializzata nella produzione artigianale di divani, poltrone e letti, in una mostra curata da Maurizio Scudiero ed allestita da Elisabetta Balduzzi. Da sabato 3 maggio, giorno dell'inaugurazione ufficiale (ore 17.30), a domenica 25 maggio l'azienda del piccolo centro delle Giudicarie Esteriori apre le porte all'arte e agli amanti dell'arte, proponendo un assaggio della produzione artistica di Fortunato Depero, nato nel 1892 a Fondo in Val di Non, e cresciuto artisticamente a Rovereto dove fondò la Casa d'Arte Futurista Depero.

Orari della mostra:
Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, dal lunedì al sabato.
Ingresso libero.
Inaugurazione sabato 3 maggio alle ore 17.30

fortunato DeperoFortunato Depero.
Nato a Fondo, in Val di Non, nel 1892, Depero artisticamente si formò a Rovereto. La sua "carriera futurista" iniziò quando, nel 1914, partì per Roma, conobbe Giacomo Balla e fu ammesso nel Movimento Futurista. Nel 1915 assieme sottoscrissero il manifesto Ricostruzione futurista dell'universo, che rivoluzionò anche il Futurismo perché voleva portare l'arte nella vita quotidiana.

La Casa d'Arte Futurista Depero
Dopo la prima guerra mondiale Depero tornò a Rovereto dove fondò la Casa d'Arte Futurista Depero, destinata a laboratorio d'arte decorativa e dove produsse vestiti futuristi, arazzi, pubblicità, giocattoli per bambini, mobili, ecc.. Depero assunse un piccolo gruppo di dipendenti, con cui realizzava i suoi progetti, e usava materiali tradizionali come le stoffe e il
legno. I prodotti del laboratorio erano pervasi dalla ludicità delle Prealpi, dal folclore trentino più schietto, e così il regionalismo si coniugava con la modernità del dettato futurista.

Fortunato depero  bitter campari manifesti pubblicitariDepero e l'arte pubblicitaria
Depero aveva fondato la sua arte su di una stilizzazione geometrica e volumetrica, e spesso usava i colori a tinta piena. Insomma era perfetta per la Pubblicità, che lo affascinava in quanto arte radicata nel quotidiano dell'uomo moderno. La si vedeva su muri, pareti, finestre, treni, strade: dappertutto. E la Pubblicità, a sua volta, secondo Depero era perfetta per il concetto futurista di unità tra vita e arte. Nel manifesto Il futurismo e l'arte pubblicitaria, pubblicato nel 1931, Depero scrisse che la pubblicità era presente in tutta l'arte, da secoli. "L'arte del futuro sarà potentemente pubblicitaria"
– affermava, individuando nel prodotto da pubblicizzare una fonte di attività inesauribile per artisti concordi con l'estetica futurista.

Sul finire degli anni venti Depero partì per gli Stati Uniti alla ricerca della fama, ma anche per toccare con mano l'epicentro della modernità. Quando, nel 1928, attraversa l'Atlantico, l'architettura di New York vive il suo periodo più incandescente. Vi si stanno costruendo quelli che diverranno i suoi più famosi grattacieli in stile Art Déco: il Chrysler,
il Chanin e l'Empire State Building. Ma quale differenza tra il ritmo caotico della metropoli e la piccola Rovereto prealpina: al posto delle montagne c'erano i grattacieli, ed al posto del folclore trentino un mix di culture da tutte le parti del mondo. Al 464 West della 23.ma Strada Depero ricostituisce il suo laboratorio roveretano e lo ribattezza come Depero's Futuristic House e là realizza copertine di riviste prestigiose quali "Vogue", "Vanity Fair", "New Yorker", "Movie Makers, ecc., che risentono dell'incontro del suo Futurismo con l'Art Déco imperante sulle riviste di moda. Esse, comunque, gli permisero di far conoscere la sua arte nella più grande città del mondo.