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L'area archeologica di Monte San Martino, una ricchezza per il territorio trentino e per tutta l'Italia. Prosegue l'attività di scavo nel Lomaso grazie ad un progetto di ricerca internazionale

Monte-San-Martino Lomaso 

"Quello che si sta facendo per recuperare l'area archeologica di Monte San Martino nel Lomaso ad oggi ha un valore che è ancora inimmaginabile. Siamo di fronte ad una ricchezza per il territorio trentino e più in generale per tutta l'Italia". Ha esordito in questo modo l'assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini prendendo la parola ieri pomeriggio nel municipio di Comano Terme in occasione del breve incontro per sottoscrivere il documento tecnico di programmazione e d'indirizzo che garantisce le attività di scavo fino alla conclusione delle attività, nella primavera del 2019.
"La Provincia autonoma di Trento - ha proseguito Mellarini - crede nel valore di questo sito e quindi fin dall'inizio ha supportato l'amministrazione comunale e l'intera comunità locale per proseguire con i lavori di scavo. Il risultato sarà un valore aggiunto che andrà ad accrescere il potenziale turistico di questo territorio già famoso per le terme e per altri aspetti. Un segnale che dovrà essere colto anche dall'offerta turistica. In Trentino sono circa cinquanta i siti archeologici che danno vita ad un 'club di prodotto' in grado di richiamare molti appassionati di storia".

Prosegue il progetto di ricerca archeologica internazionale nel Lomaso. Ieri, il sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti, ha firmato un documento che garantisce le attività di scavo fino alla conclusione delle attività, nella primavera del 2019. Il documento è stato sottoscritto anche dal dirigente della soprintendenza per i beni culturali, Franco Marzatico, e dalla Bayerische Akademie der Wissenschaften, dal 2008 partner scientifico e finanziario con il proprio dipartimento di ricerca "Archeologia romana e altomedievale dei territori tra Alpi e Danubio". All'incontro era presente anche il professor Enrico Cavada che da anni segue gli scavi.

MONTE-SAN-MARTINO-Incontro Comano Terme


Il progetto ha radici lontane. Nasce infatti sul finire degli anni novanta all'interno dell'amministrazione del Comune di Lomaso e prende definitivo corpo nel 2004 con il recupero dei ruderi ancora superstiti della chiesa di San Martino. Era questa, in quel momento, l'unico manufatto noto sul posto, frequentato per il culto fino alla metà del Novecento e poi caduto in rovina e quasi definitivamente scomparso.
Da allora ha avuto inizio una straordinaria avventura archeologica, che ha portato a scoprire uno singolare insediamento fortificato. A farlo il lavoro estivo di decine e decine di giovani studenti e di ricercatori, giunti al "campo base" a Lundo e sul monte da molte regioni italiane e da diversi Paesi europei. Anno dopo anno, nell'ambiente forestale del monte si sono così individuate e riportate alla luce i ruderi sepolti di un presidio costruito su un dietro di roccia verso il Garda, parte di quelle che quindici secoli fa è stata un'estesa frontiera costruita nelle Alpi, in cui l'impero romano si trovò a fronteggiare i "barbari", prima che tutto questo si esaurisse senza risultato.
L'apparire progressivo su un'area di oltre 17.000 mq di superficie, a quasi mille metri di altitudine, di mura di cinta, torri, porte, edifici, tracciati stradali e il ritrovamento di decine di reperti della cultura materiale di coloro che hanno frequentato questo luogo danno la misura del risultato. Gli stessi sono stati anche il motivo per cui progressivamente su questo sito è arrivato l'interesse del mondo scientifico, da cui la proposta, nel 2007, della Commissione archeologica dell'Accademia delle Scienze della Baviera (Bayerische Akademie der Wissenschaften), di partecipare alla ricerca in sinergia con la Soprintendenza e il suo Ufficio beni archeologici.
Sono nati così un protocollo d'intesa tra l'ente di ricerca tedesco, la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Lomaso, una convenzione attuativa con durata prevista fino al 2019, degli atti d'indirizzo stabiliti sulla base di periodiche valutazioni espresse da una Commissione di esperti internazionali nominata presso Bayerische Akademie.
Il documento è stato predisposto in maniera congiunta dagli uffici giuridici e amministrativi della Soprintendenza per i beni culturali, della Bayerische Akademie der Wissenschaften e del Comune di Comano Terme e concretizza un impegno dato lo scorso anno alla Giunta provinciale, assicurando così la stabilità alla prosecuzione del progetto, secondo tempi e programmi stabiliti.
Il contenuto indica di completare le attività di scavo archeologico (da quest'anno ampliate in modo mirato al territorio limitrofo al monte di san Martino), di assegnare attività e incarichi specialistici di studio e di approfondimento relativi a dati, manufatti e reperti, assicura l'edizione scientifica della ricerca e dei risultati, come il progetto fin dal suo inizio si è imposto.
Altro ruolo, non disgiunto dalle attività precedenti, più direttamente impegna la realtà locale e provinciale con la costruzione, sulla base di principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, di modalità e forme utili alla gestione, custodia e disponibilità futura del sito. Il che implica capacità, tutte da costruire, di proporre, di investire e di programmare iniziative in un più ampio sistema di comunicazione, capace di intercettare vari livelli di domanda e di pubblico: dalle scuole agli adulti, dalla popolazione locale a chi è ospite in questi luoghi senza dimenticare coloro che, grandi e piccoli, avranno occasione di raggiungere in forma libera e autonoma l'area del sito archeologico, lasciandosi affascinare dalla natura e da un paesaggio mai uguale, da conoscere e far conoscere oltre che rispettare.
A supporto delle attività e degli investimenti, il documento precisa infine le risorse complessive che le Parti firmatarie assicurano a carico degli esercizi finanziari del triennio prossimo con la Provincia autonoma di Trento che interviene con una prenotazione di un importo complessivo non superiore al 42,5% della spesa complessiva preventivata, la Bayerische Akademie der Wissensaften per un impegno del 44,5% e il Comune di Comano Terme per il restante 13%.