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Giorno per giorno con la stampa locale, Venerdì 13 gennaio 2012

l’Adige” -Purtroppo già in prima pagina si comincia con le brutte notizie: “Chiuso l’ufficio postale di Vigo Lomaso” con l’aggiunta (a pag. 19) “che sono previsti tagli in tutte le valli del Trentino”; ma giustamente il presidente dei Comuni Trentini sbotta: «Si tratta di una cosa che non possiamo assolutamente accettare; dobbiamo prendere in mano la situazione perché le poste sono un servizio fondamentale per i nostri paesi e non è possibile che alcuni ne rimangano sguarniti.

Sconsolante annuncio anche il rincaro delle rette delle RSA (Case di Riposo) che cresce del 2,5 per cento (analisi a pag. 22).. - Invece curiosità storico-alpinistiche a pag. 15 con le riproposte imprese legate al Campanil Basso con “schegge di storia alpina” (foto). - Interessa il mondo del turismo un articolo, corredato di dati, che afferma come il 15 percento della ricchezza provinciale venga da questo settore; i dati dell’estate 2010 segnerebbero un aumento del 7,6 per cento. - Nella pagina delle Giudicarie (pag. 41) spicca la posizione “contro” del Sindaco Mosca di Caderzone Terme che “contesta Dellai e la perdita dei Municipi” con una missiva intitolata: «Considerazioni sui rapporti istituzionali” di cui l’articolo di A. Z. offre alcuni spunti indicativi. Da Condino, invece, ma sempre in campo amministrativo, l’impegno del Bim del Chiese per le ultimi decisioni sullo storico, “Palazzo” Belli di cui si stano definendo funzioni e modalità di gestione, fra cui si prospetta l’idea di un Centro di formazione. Per gli sportivi: la “Boniprati Ski Adventure” di sci alpinismo in Valle del Chiese, la “3Tre bike”, l’originale gara con le ruote chiodate, in notturna sulla neve a Carisolo, Alonso-Massa-Rossi a Madonna di Campiglio per una sfida sul ghiaccio.

 

Trentino”. - Per il mondo del turismo, a pag. 10, un’analisi sul fatto che “i turisti arrivano ma spendono poco”; un settore notevolmente importante in Giudicarie ma di cui abbondano le “cronache giornalistiche” (e le solite “lamentele”) ma che risulta pochissimo studiato ed analizzato nelle sue potenzialità sociali ed economiche. - Per le Giudicarie (pag. 35) una bella notizia da Bocenago: “Lo scuolabus si allarga”, ossia potrà essere utilizzato anche dai residenti: anziani e per chi non ha l’auto. Una notizia che si inserisce in un più ampio discorso sui “trasporti pubblici in Giudicarie” di cui si discute da parecchi decenni (addirittura un secolo: vedi il succedersi storico delle iniziative dal 1900 ad oggi: ferrovia, Comitato Giudicariese, Comprensorio ecc.) e che ancora non è stato definitivamente affrontato e risolto in maniera adeguata e soddisfacente per l’intera popolazione dei 38 mila Giudicariesi. Fra le altre notizie: l’impegno dei volontari tionesi nell’associazione “Africa Rafiki” a favore di padre Franco Cellana missionario a Nairobi; il “premio-Presepio” a Manuel e Luciana Caliari (madre e figlio) di Cavrasto; la mostra dei “Mobili delle Ande” all’Hotel Posta di Ponte Arche legata alla solidarietà dell’Operazione Mato Grosso in favore delle popolazioni indigenti dell’America Latina. - Nelle lettere al Direttore (pag.

41) ad un lettore che scrive “Le Comunità di Valle sono solo un carrozzone” il direttore Faustini replica: «Non va dimenticato che si tratta di una questione di assetti istituzionale, di nuovi rapporti fra centro e periferia, dove il primo dovrebbe finalmente essere stato messo tutto sullo stesso piano delle seconde; è un dibattito su tutto questo, che è mancato davvero».

 

Corriere del Trentino”. - In un una lettera al Direttore (pag. 9). di Alessandro Petracci , segretario provinciale del PSI di Trento, fra l’altro si legge: «La vicenda delle Comunità di Valle è emblematica (...). Occorre poter discutere anche di “Comunità” che corrono il reale rischio di essere perlomeno percepite come un nuovo carrozzone mangia soldi. Non si può affrontare il tema con un atteggiamento di lesa maestà. Le Comunità non devono essere abolite quando non sono ancora entrate nella pienezza delle loro funzioni, ma ugualmente occorrono delle migliorie difficilmente attuabili da provvedimenti della Giunta Provinciale. Lo strumento migliore sarebbe una riforma complessiva del sistema autonomistico trentino; almeno parliamone senza preclusioni». Conseguente la risposta del Direttore Enrico Franco: «Concordo con lei sulla necessità di dare massimo spazio al dibattito sulle Comunità di Valle: al momento è infatti evidente come la norma non abbia ancora dato risultati sperati. È dunque necessario riflettere se tale riforma possa essere migliorata, se basti accelerare la concretizzazione o se, al contrario, sia opportuna una drastica marcia indietro». - Notizie di economia (a pag. 9) nel settore turistico: “Manca la neve ed il turismo segna un -7,8 per cento. Il giro d’affari dell’estate 2011 è cresciuto del 3 per cento. Alberghi fermi; “volano” agritur e B&B”.

 

“Vita Trentina” (a. 87, n. 02, 15/01/12). - A pag. 2, Cristina Donei, procuradora Comun General de Fascia, invita a non firmare il referendum della Lega Nord: «Le minoranze sono un pilastro dell’Autonomia; cancellare le “Comunità di Valle” sarebbe un affronto alla storia»; anche il settimanale diocesano sente l’attualità del problema socio-politico-amministrativo che investe tutta la provincia e del quale tutta la popolazione deve rendersene conto. - Nella pagina delle Giudicarie (pag. 23) un resoconto sulla visita pastorale nella Valle del Chiese da parte di mons. Luigi Bressan, con particolare riferimento all’incontro del presule con gli amministratori e gli imprenditori nell’affollata (e stupenda per le pitture sulla storia di Condino) sala consiliare. Interessanti gli interventi dei Sindaci; in particolare quello di Condino ha detto: «Ha visto bene chi ha tracciato l’idea della “Città del Chiese” tempo fa: oggi è l’unica soluzione per garantire un futuro dignitoso ai nostri Comuni»; mentre il Sindaco di Storo ha ricordato l’incidenza sociale dei valori cooperativi: «Tengono fortunatamente i vari comparti della Cooperazione ancorata ai principi ideali dei fondatori che sono riusciti a tener lontano il contagio dell’ebbrezza del consumismo sfrenato e del benessere; le istituzioni cooperative resistono come colonne del solidarismo cristiano e del mutuo aiuto in chiave moderna».