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Calano gli Alpini in congedo nelle Giudicarie

La riduzione delle truppe alpine comporta un mancato ricambio degli alpini in congedo, il cui invecchiamento fa lentamente diminuire gli iscritti ai Gruppi della Sezione Ana del Trentino, sezione che si caratterizza per l'intensa attività di volontariato portata avanti negli ambiti di appartenenza. Per fortuna accanto a quanti hanno prestato il servizio militare si iscrivono all'Ana soci aggregati, che non hanno fatto la naja, ma che si sentono attratti dall'ambiente particolare delle penne nere, cui danno una mano nel realizzare le iniziative promosse sul territorio, dalle adunate alle feste campestri, dal sostegno agli anziani a quello offerto a chi si trova in difficoltà o è stato colpito da eventi come sismi, o terremoti. Così nella Sezione provinciale nel 2011 rispetto all'anno precedente si è registrato un calo di 447 alpini in congedo. Oggi sono 24.187.

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Alessandro Rognoni: "Piano Giovani da rottamare. Tutti sconfitti ad El Alamein, nessuno escluso..."

 El Alamein 1

"Sconfitti ad El Alamein. Tutti, nessuno escluso". Così Alessandro Rognoni, membro del Forum Nazionale Giovani e coordinator e del gruppo Rinnovamento di Tione, commenta il comunicato della Provincia. Salta il progetto El Alamein, la gita che avrebbe dovuto tenersi a coronamento del corso di paracadutismo "Oltre il limite", all'interno del Piano giovani.

"Ad El Alamein ci fu una delle battaglie più decisive della seconda guerra mondiale, perché mise fine alla minaccia italo-tedesca sul Canale di Suez. La proposta di collegare il piano giovani ad una missione di rilevamento e ripristino delle postazioni militari italiane nel deserto egiziano con soldi pubblici la trovo ridicola e antieducativa. Assistiamo ad un completo ribaltamento dei valori e punti di riferimento della società. Il Piano giovani dovrebbe essere uno strumento di partecipazione giovanile improntato su "veri" valori, quali la giustizia, l'amore, la cultura, per favorire quel processo di crescita generazionale su cui tutti discutono ma nessuno purtroppo fa niente.  

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Il disagio giovanile al centro dell’attenzione di un incontro promosso dalla Comunità con Comuni, istituzioni scolastiche, referenti per la sicurezza, privato sociale, volontariato, azienda sanitaria

disagio giovanile

Una Comunità può dirsi tale se riesce a capire e a analizzare le situazioni e i contesti in cui si sviluppa e se individua e cerca di porre rimedio a situazioni di disagio che si possono presentare. E se i disagi riguardano le nuove generazioni diventa ancora più impellente la necessità di trovare strategie e mezzi condivisi per poterli risolvere e garantire delle prospettive ai giovani. È su queste basi che la Comunità delle Giudicarie si sta muovendo ed è questa la logica che ha spinto a organizzare un incontro sulle problematiche giovanili. «Il primo di un percorso di ascolto che interesserà tutti i territori – come ha precisato la presidente della comunità, Patrizia Ballardini - finalizzato a una riflessione sulla realtà giovanile in Giudicarie non solo in termini di disagio ma anche di benessere e prevenzione, partendo dalle esperienze di tutti gli attori territoriali in grado di dare un contributo per costruire insieme alcune proposte operative».

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Il ricordo di Paolino Scalfi. «Ciao, Bàito, dal Musón»

paolino scalfi 2 copia

La notizia ormai è ormai di pubblico dominio: giovedì 20 gennaio è scomparsa un'altra delle più eminenti personalità culturali delle Giudicarie, quel Paolino da Preór che aveva sempre voluto essere chiamato con lo scotùm di famiglia: él Bàito! Ottimo e prezioso maestro elementare in vari paesi, in particolare a Breguzzo ed a Tione, aveva saputo sostanziare ed arricchire la formazione scolastica dei propri alunni dotandoli dell'attaccamento al loro territorio attraverso la conoscenza geografica e storica che gli scaturiva non solo dal suo sentirsi giudicariese a tutti gli effetti, ma soprattutto dal continuo studio che ha perseguito per tutta la vita sui documenti degli archivi per carpirvi l'essenza della vita secolare del Trentino e delle Giudicarie, con particolare riguardo a Preore, Ràgoli, Regole di Spinale e Manéz e Tione.

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Costruiamo insieme il futuro: "Giudicarie 2020". La Comunità presenta la “fotografia” delle Giudicarie dalla quale partire per redigere il doc. preliminare al Piano Territoriale

Il tavolo 1

«Ci aspetta un percorso complesso e non facile, per questo è fondamentale che sia affrontato con la partecipazione e la condivisione degli attori territoriali attivi in Giudicarie, con corresponsabilità». Apre così lo spazio dedicato al progetto "Giudicarie 2020" la Presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, nel corso dell'assemblea di ieri, aggiungendo: «Stiamo lavorando per un piano di sviluppo che includa aspetti economici e sociali per il rilancio dell'economia, per il miglioramento dei servizi alla collettività e la costruzione della Comunità: un piano "del" territorio e non "per" il territorio, che emerga dal "sentire giudicariese" piuttosto che dal lavoro di esperti delegati alla realizzazione di analisi, alla definizione degli obiettivi e delle strategie».

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