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Costruiamo insieme il futuro: "Giudicarie 2020". La Comunità presenta la “fotografia” delle Giudicarie dalla quale partire per redigere il doc. preliminare al Piano Territoriale

Il tavolo 1

«Ci aspetta un percorso complesso e non facile, per questo è fondamentale che sia affrontato con la partecipazione e la condivisione degli attori territoriali attivi in Giudicarie, con corresponsabilità». Apre così lo spazio dedicato al progetto "Giudicarie 2020" la Presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, nel corso dell'assemblea di ieri, aggiungendo: «Stiamo lavorando per un piano di sviluppo che includa aspetti economici e sociali per il rilancio dell'economia, per il miglioramento dei servizi alla collettività e la costruzione della Comunità: un piano "del" territorio e non "per" il territorio, che emerga dal "sentire giudicariese" piuttosto che dal lavoro di esperti delegati alla realizzazione di analisi, alla definizione degli obiettivi e delle strategie».

Un nuovo approccio che mette al centro la gente del territorio, che si assume in prima persona le scelte e le responsabilità del proprio sviluppo. Così in questa fase preliminare sono state effettuate oltre 100 interviste a stakeholder quali sindaci, parco naturale, istituti di credito, associazioni di categoria, bim, apt, volontariato, giovani e altri soggetti rappresentativi, così come sono stati organizzati focus group mirati, per coinvolgere e ascoltare il percepito rispetto al delicato tema dello sviluppo. Parallelamente, la raccolta e l'analisi di dati statistici aggiornati relativi all'intero territorio giudicariese, per partire da numeri reali ed approfondire.

Partner dell'operazione l'Università degli Studi di Trento ed in particolare un gruppo di lavoro coordinato dal professor Umberto Martini, del Dipartimento Informatica e Studi Aziendali, un punto di riferimento in ambito nazionale su progetti di sviluppo in aree alpine.

«Non abbiamo buttato via quanto sin qui fatto dal territorio: abbiamo lavorato in una logica di integrazione e messa a sistema. Così il 'Piano di sviluppo sostenibile della Val Rendena' ed il connesso accordo di programma, sottoscritto da Provincia, Comunità delle Giudicarie, Comuni della Rendena, Parco Naturale e Apt nel maggio 2010 rappresenta il primo tassello del 'Piano Socio Economico delle Giudicarie'. Si è poi tenuto conto anche del Piano elaborato dal Parco Naturale Adamello Brenta, e ancora, delle analisi condotte di recente in Val del Chiese e nelle Esteriori» precisa la Presidente, che aggiunge «Due sezioni del 'Piano Giudicarie' sono già state elaborate nei mesi scorsi, in parallelo al lavoro condotto insieme all'Università di Trento: il 'Piano stralcio Mobilità e Viabilità delle Giudicarie' e il 'Piano sociale delle Giudicarie', presentati rispettivamente a luglio e a dicembre dalla Comunità».

«Il nostro ruolo è quello di facilitare la Comunità a cogliere i dati che giungono dal territorio e di evidenziare una lettura a vari livelli degli stessi offrendo anche un punto di vista esterno» sottolinea il professor Umberto Martini. «Abbiamo messo in atto un grande lavoro di ascolto e intervistato persone specializzate su varie tematiche che hanno dimostrato di possedere conoscenza e coscienza; inoltre, costruito un database, attraverso la raccolta di dati freddi, che permette di delineare il tessuto giudicariese. Sui dati raccolti abbiamo fatto delle analisi statistiche che ci hanno permesso di evidenziare aspetti significativi, talvolta sorprendenti.».

La presidente Ballardini ha posto sul tavolo alcune questioni chiave, chiedendo al prof. Martini di dare risposta alla luce di dati statistici e poi del percepito del territorio, pur nel tempo ristretto che un'assemblea può concedere: "Dall'analisi complessiva emergono in modo distintivo le "quattro aree" che tradizionalmente compongono le Giudicarie (Rendena, Chiese, Busa, Esteriori) oppure dai numeri emergono fenomeni trasversali?" e ancora "Il modello di sviluppo economico oggi presente in Giudicarie è attuale ed ha reali prospettive oppure dobbiamo pensare a nuovo modello di sviluppo (o più modelli)? La crisi economica è percepita come passeggera o strutturale? Dall'analisi emergono quattro aree diverse oppure no? Il Turismo appare come unico settore di traino ora e domani (magari ripensato)?", poi "Dall'analisi socio demografica emergono 'campanelli d'allarme' in prospettiva per le Giudicarie? Quali evidenze dovrebbero farci riflettere in particolare rispetto ad esempio al tasso di anzianità e natalità, all'immigrazione, alla formazione ed alla fuga di cervelli?", ma anche "A livello urbanistico, i dati che cosa dimostrano rispetto agli impatti legati alle scelte del passato? E quale è il percepito del territorio?".

Il Prof Martini ha quindi snocciolato dati e grafici d'impatto. Dall'analisi un primo aspetto da qualcuno definito "sorprendente": le quattro aree abitualmente identificate come costitutive delle Giudicarie (Val Rendena, Busa di Tione, Valle del Chiese, ed Esteriori) evidenziano fenomeni che le accomunano fortemente. Da un punto di vista demografico, dell'assistenza, e da un punto di vista economico i dati ci dicono che vi è una trasversalità tra le aree. Emerge quindi in maniera forte che la scelta di un ambito giudicariese è supportata anche da analisi scientifiche.

Anche dai bilanci dei comuni si evince una similitudine nei comportamenti di spesa tra realtà nei diversi ambiti; similitudine che si può riscontrare anche nella modalità di gestione della competenza urbanistica da parte dei comuni appartenenti a zone diverse. «I bilanci, nei quali viene evidenziato che il 56% se ne va in spesa strutturale, si assomigliano per quasi tutti i comuni – precisa Martini, che prosegue - Questa struttura di bilancio omogenea può essere letta come una ridotta libertà di manovra dei comuni nella gestione della res publica ma anche come una comune esigenza che muove l'azione delle amministrazioni». A fronte dei dati, la considerazione di alcuni consiglieri rispetto alla opportunità di una gestione sovracomunale di alcuni servizi, che potrebbe risultare particolarmente efficace ed efficiente.

Altro aspetto rilevante che balza agli occhi dalla lettura di questi dati è che le Giudicarie godono ancora di un benessere diffuso e sotto il profilo occupazionale il sistema sembra reggere, anche se non mancano i campanelli di allarme: ci sono dei settori che stanno rallentando, gli iscritti alle liste di mobilità sono in crescita e la quota di assunzioni a tempo determinato si è notevolmente alzata.

Anche nelle dinamiche della composizione della popolazione ci sono report che manifestano delle criticità. In linea con i valori nazionali l'indice di natalità è estremamente basso mentre cresce la prospettiva di vita di maschi e femmine, assestata rispettivamente a 86 e 88 anni, con un conseguente invecchiamento della popolazione e una minore disponibilità in percentuale di popolazione occupata. Dati che devono condizionare le scelte degli amministratori, ma non solo.

Se le modifiche riguarderanno settori strategici, si dovranno esaminare i cambiamenti che esse generano negli altri settori e così via. «Sarà dunque necessario tenere in considerazione gli effetti di ciascuna variabile sulle altre perché il sistema è uno e fortemente correlato: la variazione di un elemento può far cambiare gli altri e tutto deve essere valutato tenendo conto dello stato delle cose, ma anche dei cambiamenti in atto».

Da tutti questi dati raccolti nel database e nelle interviste, che saranno a breve disponibili sul sito della Comunità delle Giudicarie (www.comunitadellegiudicarie.it) si è prodotto un documento di sintesi unitario ma sfaccettato, per identificare i tratti aggiornati del territorio giudicariese, letto attraverso la lente degli assi portanti il "Piano territoriale di comunità": competitività del territorio, urbanistica, economia, servizi alla collettività. «Sono i focus sui quali si concentra il 'Piano Socio Economico delle Giudicarie' e di ciascun tema sono stati evidenziati i numeri aggiornali, la percezione degli attori territoriali, i punti di forza e quelli di debolezza e le priorità di intervento», precisa la Presidente.

Scattata dunque, con questa prima fase di ascolto e di analisi, questa "fotografia" delle Giudicarie, ora si passa alla fase due, che vedrà l'identificazione di obiettivi, strategie e progetti prioritari, funzionali alla definizione del "Piano Socio Economico delle Giudicarie", quale tassello fondante del "Documento preliminare al Piano Territoriale di Comunità". Nei prossimi giorni tabelle ed analisi saranno oggetto di analisi da parte dei Sindaci, quindi della Commissione Assembleare della Comunità guidata da Alessandra Sordo e, a seguire, dal "Tavolo territoriale per il PTC", nel quale i soggetti rappresentativi del territorio dovranno confrontarsi per giungere al documento definitivo.

«Le difficoltà di lavorare per un piano partecipato sono un ostacolo che deve essere necessariamente superato» conclude la Presidente Ballardini, «perché lo sviluppo futuro del territorio è legato alla nostra capacità di lavorare insieme, di costruire un piano condiviso, di sposare un'ottica sistemica concertata di medio e lungo periodo, di metterci "in rete" per valorizzare le risorse disponibili.Ci aspetta in questi primi mesi dell'anno una fase di confronto e condivisione per giungere a definire la missione del territorio e le priorità di intervento. A questa seguirà la definizione del "Documento preliminare al Piano Territoriale delle Giudicarie" completo, per poi giungere all'"Accordo di programma per lo sviluppo sostenibile delle Giudicarie", nel quale verrà tradotta l'assunzione di responsabilità degli attori principali, e che sta alla base del "Piano Territoriale di Comunità" (che tradurrà in scelte urbanistiche quanto concertato in questa prima fase). Lavorare insieme per trovare una strada di sviluppo sostenibile: una scelta obbligata, non più procrastinabile vista la crisi economica, la rapida evoluzione globale, la competitività sempre più forte tra i territori a fronte di risorse sempre più scarse».