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Pistole sì, pistole no... pistole per cosa?Perchè dobbiamo avere una polizia municipale armata?

pistole polizia municipale

Pistole sì, pistole no. Questa la sostanza, ma le implicazioni dell'armamento della polizia municipale delle Giudicarie aprono questioni più complesse perché una volta che l'arma è nella fondina bisogna capire quando e come verrà estratta. Considerazioni che pare pochi consiglieri abbiano fatto in questi mesi in cui la convenzione per armare i vigili del Corpo di polizia locale delle Giudicarie è passata senza troppo clamore: dei quindici comuni interessati – quelli delle Esteriori, la Busa e la Rendena fino a Caderzone Terme - dodici l'hanno già approvata, Darè e Vigo Rendena non l'hanno ancora portata in consiglio e solo Villa Rendena ha dato parere negativo.

L'impressione che vi sia stata troppa superficialità nelle amministrazioni e nessun coinvolgimento dei cittadini su un tema tanto delicato ha portato il consigliere di minoranza di Preore Davide Ballardini a indire un incontro pubblico per parlarne e valutare l'opportunità di condurre una campagna di sensibilizzazione sul territorio in vista del rinnovo della convenzione in scadenza il 31 maggio prossimo. Tutto iniziò nel marzo 2011 quando il comune di Tione decise di rispondere all'esigenza espressa dai sindaci di avere un servizio di vigilanza notturna approvando il regolamento che, condizione indispensabile per pattugliare dopo le ore 22, stabilì la dotazione dell'arma per i vigili. Da novembre, dopo un corso di 36 ore e un'attività formativa interna di una decina di ore, 9 degli 11 vigili nostrani portano la pistola al fianco. Il dubbio sulle tempistiche sorge, e pensare che secondo la normativa nazionale sarebbero bastate le 36 ore: le ulteriori dieci fatte internamente dai vigili giudicariesi sono frutto di un accordo fra provincia e i vertici della forse di polizia.

Tant'è, a tre mesi dall'istituzione del servizio notturno il comandante del Corpo Carlo Marchiori riscontra una risposta positiva della cittadinanza: "ci hanno contattato più volte e in parecchi si sono informati su come chiamarci in caso di bisogno". Il servizio è però limitato a una sola notte a settimana di una sola pattuglia per tutto il territorio dei comuni convenzionati, e il monte ore è lo stesso di quando il servizio era solo diurno. Cioè, se si aggiungono ore di notte, si diminuiscono le ore di giorno. Davide Ballardini commenta: "Si è davvero risolto, se c'è davvero e ne dubito soprattutto nei piccoli comuni, il problema di vigilanza notturna? Non mi pare. In compenso le pistole ci sono anche di giorno".

Durante la serata sono stati illustrati i dati sulla criminalità elaborati da Transcrime - un servizio dell'Università di Trento che opera con l'Osservatorio sulla Sicurezza del Trentino – che raccontano di un tasso di criminalità già basso, e in discesa: sull'intero territorio delle Giudicarie i crimini nel biennio 2008/09 sono scesi del 18%, rispetto al biennio 2005/06, mentre quelli appropriativi hanno segnato un -8%. La tendenza per il 2011 era pure stata valutata come in calo, con diminuzioni del 15% nei reati violenti e del 3% nei reati appropriativi.

A fronte di una situazione che non appare grave i dubbi sulla dotazione di armi emersi l'altra sera fra i cittadini sono numerosi: serve per il tipo di reati che accadono in Giudicarie la possibilità di ricorrere alle pistole? Davvero vogliamo poter usare il potenziale distruttivo di un arma quando la stragrande maggioranza dei (limitati) crimini nostrani non coinvolgono armi? A problematiche sociali, non sarebbe più appropriato reagire con risposte sociali? E via chiedendo. Non ha invece dubbi il comandante Carlo Marchiori: "Se facciamo quello che fanno le altre forze che hanno l'arma è ovvio che anche la polizia municipale debba portarla, per dare un servizio ottimale alla popolazione, che lo sta apprezzando".