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Sì alle riforme. Coinvolgendo i territori. La lettera di Patrizia Ballardini, Presidente Comunità delle Giudicarie

Patrizia Ballardini Giudicarie.com 1b

In una lettera al Direttore dell'Adige, Pierangelo Giovannetti, la Presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, spiega nuovamente le motivazioni alla base del percorso intrapreso dal Territorio rispetto alla sanità e, nel confermare la disponibilità al confronto costruttivo sulla questione, chiede innanzitutto Rispetto, in primis per le oltre 23mila Persone che hanno sottoscritto la petizione per il punto nascite, quindi per gli Amministratori che chiedono di essere coinvolti dalla Provincia rispetto alla pianificazione sanitaria, assumendosi la responsabilità anche di scelte difficili, ed infine anche con riferimento a situazioni e scelte personali e private che tali devono rimanere e che nulla hanno a che vedere con la convinzione e l'impegno per la tutela del diritto alla salute dei Cittadini delle valli del Trentino.
Di seguito il testo integrale della lettera, apparsa in versione ridotta sull'Adige di oggi.



Non sono ad oggi intervenuta nel dibattito mediatico legato alla riorganizzazione della sanità trentina, preferendo concentrare il confronto nelle dovute sedi istituzionali. L'articolo del Direttore Giovannetti di domenica scorsa, ricco di accuse diffamanti assolutamente infondate, mi induce però a portare all'attenzione dei Lettori alcune considerazioni, quantomeno per fornire informazioni corrette rispetto a diversi punti palesemente travisati, o forse semplicemente ignorati.

Il percorso condotto dalla Comunità delle Giudicarie negli ultimi tre anni, in particolare nell'ambito del Consiglio della Salute che include anche i Sindaci, è da sempre stato incentrato su un confronto aperto e partecipato con la Provincia e l'Azienda Sanitaria, nella consapevolezza che 'serve il coraggio delle riforme' ed al tempo stesso che è 'giunto il tempo di fare delle scelte', atte a garantire il diritto alla salute dei Cittadini, con un presidio territoriale in grado di fornire servizi sanitari di qualità e sicuri, pur a fronte di un contesto finanziario profondamente modificato, caratterizzato da risorse in contrazione. Una sfida grande questa, nella quale il Territorio si sente impegnato, a tal punto di avere chiesto in modo forte e chiaro di essere realmente coinvolto nel processo decisionale (di competenza della Provincia) e quindi disponibile ad assumersi in modo congiunto con la stessa la responsabilità di scelte anche difficili che ci troveremo a dover compiere.
Il percorso condotto in Giudicarie nulla ha a che fare con la prospettata 'irresponsabilità e demagogia', e nemmeno con 'rendite di posizione e microinteressi di vallata'. Chi è stato eletto dai Cittadini in Giudicarie per entrare nelle istituzioni ha lavorato esattamente per ciò che anche Giovannetti auspica: 'per fare sentire le ragioni dei territori e trovare la soluzione migliore (insieme alla Provincia e all'Azienda Sanitaria) nel nuovo contesto'!

Per tre anni abbiamo lavorato attraverso molteplici confronti istituzionali sul tema della sanità, anche con riferimento al presidio ospedaliero, e della integrazione socio sanitaria. Abbiamo deciso di coinvolgere più direttamente la popolazione, proponendo una petizione popolare, nel momento in cui ci siamo resi conto che la Provincia non ha più dato spazio al confronto al quale si era impegnata, non onorando gli accordi assunti solo pochi mesi prima su un tema tanto delicato quanto rilevante come quello della salute, con particolare riferimento alla unità di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Tione. Questa presa di posizione, come abbiamo ampiamente spiegato, ha un valore puramente simbolico, in un contesto nel quale le vie istituzionali di confronto non sono risultate più percorribili.

Con riferimento nello specifico alle istanze sollevate dalle Giudicarie, affiancate dalle altre Comunità e quindi dall'insieme delle Autonomie Locali, mi preme riportarle alla attenzione dei Lettori, poiché in gran parte di fatto coincidono sostanzialmente con quanto auspicato nell'articolo di domenica scorsa sulla prima dell'Adige.
Abbiamo chiesto alla Provincia di predisporre un organico e dettagliato Piano sanitario provinciale nel quale venga ripensata l'attuale articolazione del sistema sanitario (con particolare riferimento alla localizzazione del N.O.T.), al fine di garantire il reale funzionamento dell'Ospedale Trentino concepito in rete tra i sette presidi ospedalieri ; abbiamo chiesto di evitare altri scatti in avanti non condivisi e decisioni frammentarie in assenza di un piano complessivo; abbiamo chiesto un 'riassetto dell'organizzazione sanitaria in tempi rapidi', con la garanzia di qualità e sicurezza. Abbiamo chiesto a gran voce di essere coinvolti nel percorso, come peraltro previsto dalla norma provinciale, attraverso i Consigli della Salute per questo istituiti. Proprio per 'fare la nostra parte nel riordino delle regole e della spesa', consapevoli che 'la situazione è tale che siamo tutti obbligati a tifare che le riforme riescano, e siano profonde e lungimiranti'. A beneficio dei Cittadini tutti, a partire dai più deboli.

Con la petizione, firmata da oltre 23mila persone contattate quasi tutte personalmente (sono solo 600 le firme on line), è stata spiegata la situazione e chiesto di sottoscrivere queste istanze, unitamente alla richiesta di parità di trattamento per i Cittadini del Trentino rispetto ai servizi sanitari, ed in particolare rispetto ai servizi legati all'ostetricia e alla ginecologia.

Infine, nei più recenti momenti di incontro con il Presidente Rossi e con l'Assessore Borgonovo Re, quindi con il Presidente del Consiglio provinciale Dorigatti, abbiamo ribadito, anche alla luce dell'intenso dibattito in corso, come il diritto alla salute sia da ritenersi prioritario, anche e soprattutto in una fase di contrazione delle risorse, precisando che non chiediamo 'tutto a tutti sotto casa', ma chiediamo servizi sanitari di qualità e sicuri accessibili con parità di trattamento per tutti i cittadini del Trentino; non sosteniamo quella che taluno ha definito 'logica del campanile' e nemmeno chiediamo 'comodità': chiediamo servizio ai cittadini, tenendo conto del contesto logistico nel quale vivono e delle fasce più deboli; non chiediamo di 'assecondare le firme', ma di avere rispetto dei territori, coinvolgendoli realmente come previsto dalla legge. Tutto questo non c'entra nulla, ma proprio nulla, con quanto prospettato sulle pagine dell'Adige nei giorni scorsi.

Sempre disponibili per un confronto costruttivo sulla delicata quanto rilevante questione specifica, anche al Direttore Giovannetti chiediamo quindi innanzitutto rispetto, in primis per le oltre 23mila Persone che hanno sottoscritto la petizione, quindi per gli Amministratori che chiedono di essere coinvolti anche in scelte difficili, assumendosi la responsabilità che ne deriva, ed infine anche con riferimento a situazioni e scelte personali e private che tali devono rimanere e che nulla hanno a che vedere con la convinzione e l'impegno per la tutela del diritto alla salute dei Cittadini delle valli del Trentino.

Patrizia Ballardini, Presidente Comunità delle Giudicarie