Giudicarie, approda in Comunità di Valle il 2° stralcio del PTC

ponte sul Sarca Giudicarie

Approda questa sera in assemblea il secondo stralcio del Piano Territoriale delle Giudicarie. Dopo le aree industriali e gli insediamenti produttivi approvati nel giugno scorso, arriva in approvazione a Tione il "Piano Stralcio delle aree di protezione fluviale" che comprende reti ecologiche ambientali, aree agricole e agricole di pregio.
E' un lavoro certosino, che mira a conservare le bellezze ambientali esistenti, puntualizzando alcuni aspetti di ottimizzazione del territorio già evidenziati dal PUP, di cui ne delinea meglio confini e peculiarità. Delle aree agricole, identifica maggiormente i contorni anche su carta catastale, e rimescola circa il 35% delle superfici individuate dalla panificazione provinciale, creando maggiori vincoli (soprattutto edilizi) nelle zone definite di pregio. Di grande interesse, è anche il Piano di protezione fluviale e di reti ecologiche ambientali. Interessa 300 chlometri di corsi d'acqua. E si propone di tutelare i due bacini fluviale della zona: Chiese e Sarca e i loro 28 affluenti. In questo contesto, sono state individuati ambiti a basso, mediocre ed elevato valore ecologico. Ambiti compresi in 2.857 ettari presi in considerazione. Da cui si evince che, dei 30 corsi d'acqua esaminati, almeno 18, hanno problemi dal punto di vista ecologico ambientale. Tra questi ci sono 7 chilometri di fiume Sarca e 5,2 di Torrente Adanà. Sul Sarca la percentuale di fiume compromesso è del 13,8% del totale, mentre più problematiche sono le situazioni di alcuni affluenti come appunto i corsi dell'Adana (44,2%), della Lora (42,5%), del Palvico (25,3%), del Meledrio (20,5%), del Manez (17,1%) o del Duina (16,8). In questa classifica quelli che godono di una migliore condizione risultano essere il Bedù di Pelugo (1,5%), il Bedù di S. Valentino (1,8%), il Sarca di Nambrone (1,9%), l'Arnò (2,6%) e il D'Ambiez (3,1%). Tra i corsi principali, invece, il Chiese sta meglio del Sarca, facendo registrare un compromissione totale del 6,6%, contro il doppio del gemello rendenese. Com'è facile da intuire, la nuova programmazione ambientale - che fotografa nei dettagli la situazione esistente - mira a definire gli ambiti di intervento per un miglior utilizzo del territorio. Dopo l'approvazione, il piano di protezione fluviale si sostituirà di fatto al PGVAP (Piano dell'Autorità di Bacino). Mentre le reti ecologiche ambientali si integrano con le aree di tutela ambientale previste dal PUP.