Due mozioni approvate all'unanimità sull'ospedale di Tione chiudono i 5 anni della comunità di Valle

Comunità di Valle - patrizia Ballardini

La stessa identica mozione, presentata dall'Upt, è passata due giorni or sono con solo tre astensioni i Consiglio Provinciale. Giovedì sera, anche la Comunità di Valle di Tione l'ha ratificata all'unanimità. Con uno dei rarissimi provvedimenti che, in cinque anni di legislatura, ha messo d'accordo maggioranza e opposizione, compresa l'ala oltranzista del PD che in più di un'occasione, nelle 25 assemblee del mandato, aveva dissentito contro lo stesso orientamento del partito. L'argomento è la richiesta per la creazione in provincia di Trento di un progetto pilota per l'assistenza alla nascita. Una mozione che aggiunge un capitolo importante alla battaglia condotta dalla Comunità di Valle di Tione (23 mila firme raccolte) in difesa del proprio punto nascite. E che mira a far sì che, anche in ospedali periferici con un numero di nascite inferiori agli standard del Ministero della Sanità, possa essere garantita la continuità all'assistenza al parto, scongiurando – come nel caso di Tione – la paventata chiusura del reparto. "La richiesta – dice la mozione - prende le mosse dall'impegno profuso da molte Comunità di Valle per il mantenimento dei servizi ospedalieri periferici, e per contrastare il progressivo accentramento dei servizi sanitari, con il conseguente rischio d'impoverimento e spopolamento delle Valli Trentine". E', infatti da tenere in debita considerazione, si spiega nel documento, la possibilità di complicazioni al momento del parto.

Eventi che, non sempre possono essere affrontati tramite il servizio di trasporto assistito, date le distanze di alcune Comunità di Valle dal Capoluogo. "Pertanto - giacchè, a quanto pare nella definizione degli standard connessi al parto non è stata fatta un'adeguata valutazione dei rischi connessi al decentramento geografico - si chiede alla Giunta Provinciale, oltre alla parità di trattamento per tutti i presidi ospedalieri periferici, di prendere in esame la possibilità di modificare la delibera n. 2114 del 5 dicembre scorso, inerente la definizione delle linee guida per la riorganizzazione ospedaliera, inserendo la previsione di un progetto pilota per l'assistenza alla gravidanza e al parto, capace di coniugare le esigenze di sicurezza e qualità delle prestazioni con quelle legate alle caratteristiche geografiche e di viabilità dei Territori Alpini".

La possibilità, si spiega nella richiesta inviata agli organi provinciali, potrebbe essere quella di organizzare un servizio ospedaliero di assistenza alla nascita, unico. Ma, con sedi staccate. Che possa garantire prestazioni ginecologiche e ostetriche dislocate nei territori periferici, attraverso specifiche modalità organizzative, già sperimentate sia Trentino, sia nell'ambito dello stesso Dipartimento infantile dell'APSS, che in altre Regioni d'Italia e in alcuni paesi Europei. Sull'argomento, come su un'analoga mozione riguardante la riorganizzazione dell'ospedale di Tione presentata da Maria Chiara Rizzonelli, nessuno ha avuto modo di eccepire. La mozione è passata con voto unanime di tutti i presenti. "Il modo migliore – ha detto la presidente Patrizia Ballardini – di chiudere i cinque anni di mandato". Per cui, si è sentita in dovere di un ringraziamento particolare ai capigruppo di opposizione di Lega Nord Giuseppe Cervi e di Start 2 Giuseppe Corradini, per la grande disponibilità e il senso civico dimostrato su argomenti di interesse comunitario nell'arco di tutta la legislatura.