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La fuga da SAIT per passare a DAO decisa o prospettata qui in Giudicarie da alcune Famiglie cooperative in difficoltà, è apparsa alquanto affrettata e discutibile.... La lettera di Luigi Beccari

conad sait - da questotrentino

La fuga da SAIT, il loro consorzio, per passare a DAO, il fornitore dei dettaglianti, decisa o prospettata qui in Giudicarie da alcune Famiglie cooperative in difficoltà, è apparsa alquanto affrettata e discutibile a quanti hanno creduto e ancora credono nel ruolo del movimento cooperativo e nei suoi princìpi.
Di sicuro merita una serie di considerazioni e qualche riflessione in più di quelle illustrate sin qui dai proponenti, chiamati a giustificare certe scelte, bilanci chiusi in rosso e/o a trovare un capro espiatorio.
Sarebbe stato eticamente corretto, oltre che necessario e più opportuno, una volta individuate le ragioni del malessere, intervenire al proprio interno per correggere e migliorare i processi deboli, gli errori e le negatività di un'organizzazione consortile che, va ricordato, è stata creata dalle Famiglie cooperative a proprio supporto e appartiene a loro. Tanto più che il suo Consiglio di Amministrazione, il luogo dove si prendono le decisioni, è costituito per intero dai rappresentanti delle Famiglie cooperative sparse nelle valli, le quali in assemblea adottarono all'unanimità gli investimenti per il nuovo magazzino all'Interporto di Trento..
Di sicuro l'attuale gestione di SAIT può essere criticabile – a cinque mesi manca il direttore e nessuno sembra essersene accorto – insieme a quella di tener aperti negozi in perdita nei piccoli centri, alla crisi perdurante che condiziona gli acquisti e all'arrivo sul territorio di una concorrenza sempre più agguerrita, ragione delle difficoltà a fare utili.
Ma non è il "fare utili" (anche se bisogna sempre operare con la massima oculatezza) lo scopo delle Famiglie cooperative, bensì quello di adeguare le proprie risorse alle esigenze dei soci. Sono sorte per offrire servizi alle persone, alle comunità e al territorio in cui operano. Se realizzano delle plusvalenze, queste non possono venir spartite e distribuite agli affiliati, ma devono venir investite sul posto.
Il fare utile invece è l'obiettivo primo dei dettaglianti, che più vendono, più mettono in tasca propria, da sempre in concorrenza con le Famiglie cooperative.
DAO è il loro centro acquisti.
Andare a comperare le merci dal loro fornitore, come avrebbero in mente di fare a Tione e a Carisolo, significa aumentare, ingigantirne il potere d'acquisto, rinforzare la concorrenza, arricchire i singoli negozianti e ridurre le potenzialità di Sait, di cui le Famiglie cooperative sono proprietarie!
Come tagliarsi gli zebedèi per far dispetto alla moglie!
Purtroppo viviamo in una situazione dove spesso i princìpi fondanti del movimento cooperativo vengono spesso ignorati, statuti e regole modificati a seconda di interessi del momento, quando non sacrificati sull'altare di ambizioni personali o di gruppi secondo la logica del capitalismo, della gestione del potere; tutt'altra cosa dalla pratica del servizio al prossimo in un'ottica di uguaglianza...
La dimostrazione più lapalissiana è che DAO sia stata accettata nella Federazione trentina delle cooperative e che possa beneficiare, una società formata da commercianti privati con il profitto per fine, dei benefici di un movimento, di una società che non ha scopo di lucro.
Sono le situazioni come questa a creare, oltre ai danni materiali ai soci, diffidenza e sospetti nei confronti del movimento cooperativo da parte dell'opinione pubblica e dei politici, che finiscono per legiferare di conseguenza.
Ci vuole un bel coraggio definire "idealismo pragmatico" tale condotta, come abbiamo letto di recente sull'organo della Federazione! A noi suona come una beffa....Smoke Gets in Your Eyes...(fumo negli occhi) la canzone dei Platters.
A questo punto ci piace ricordare come negli anni Ottanta del secolo scorso, anni di notevole difficoltà per il consumo cooperativo, (lo stesso SAIT versava in una grave crisi economica dalla quale uscì grazie all'aiuto delle Famiglie cooperative che portarono la loro fedeltà a sfiorare il 100% delle merci acquistate) per far fronte alla concorrenza sulla piazza di Tione le Famiglie cooperative di Condino, Roncone, Tione, Saone, Ponte Arche, Caderzone, Pinzolo e Carisolo, tutte insieme con grande spirito di solidarietà e un impegno economico straordinario, pensarono a creare un importante negozio a Tione, un centro acquisti innovativo e all'avanguardia per prevenire la concorrenza, per far fronte all'avidità dei quali proprio don Guetti fondò il movimento cooperativo. Lo realizzarono con grandi sacrifici, spremendosi fino all'osso, qualcuna addirittura facendo anche mutui. L'iniziativa conseguì lo scopo voluto. Quel negozio fu il primo mattone, divenne la pietra angolare sulla quale venne costruita l'attuale Famiglia cooperativa delle Giudicarie costituita dalla fusione di quelle di Tione e Saone. A questo punto va rimarcato come le consorelle che avevano contribuito con il proprio denaro a costruire il centro – una struttura sviluppatasi al di là delle previsioni e di notevole valore! - niente di più pretesero se non i soldi versati, qualcuna anche meno da rimborsarsi quando le condizioni lo avessero consentito.
Fu questa una dimostrazione di spirito e di cultura cooperativi che dovrebbe far meditare quanti oggi pensano di portare in DAO la società, danneggiare SAIT e far concorrenza proprio a quelle cooperative che l'avevano costruita, il tutto a vantaggio dei dettaglianti, proprio contro l'avidità dei quali don Lorenzo Guetti ideò la cooperativa di consumo, .
In questo contesto andrebbe ripensato anche il problema della gestione del nuovo Eurospin di Tione, il discount che DAO sembra voler usare come ricatto per costringere la Famiglia Cooperativa Giudicarie a servirsi da lei. La storia insegna che cedere ai ricatti significa non aver dignità, non aver le palle! Oggi si cede qua, domani là...
Se ogni cosa ha un costo commerciale, la dignità (alle cui spalle sta una lunga storia di fatti e di uomini generosi) non ha valore, non è spendibile. Soprattutto nel mondo della cooperazione, dove ogni testa dovrebbe valere quanto l'altra, presa per se stessa, considerata come persona, non in rapporto ai beni che possiede. In caso contrario non si parli più di cooperazione, ma se ne celebrino le esequie..
Se i rifornimenti fatti da SAIT sono più cari di quelli di DAO – cosa tutta da accertare - occorre cercarne le ragioni e promuovere iniziative per ridurre i costi con confronti nelle sedi adatte. Partendo dal confrontare il numero degli addetti, il tipo di servizi offerti, la qualità dei prodotti, il rapporto qualità/prezzo, l'incidenza delle offerte. Queste ultime, se curate con attenzione, permettono di ridurre di un 30% il costo della spesa e di essere molto competitivi sul mercato. Provare per credere. Andrebbe preso atto anche del problema dei trasporti: in Sait paga tanto uguale sia chi acquista poco, date le piccole dimensioni, sia chi compera tanto, sia chi viene servito a San Donà, come chi viene servito a Vermiglio! Nella cooperazione il forte aiuta e protegge il debole, altrove non è così. Se oggi il Trentino gode di un benessere invidiabile in tutta Europa, questo è, senza discussione e al di fuori di ogni dubbio, merito del movimento cooperativo. C'è da chiedersi quale tipo di società possa garantire in futuro analoghi risultati.
Importante, fondamentale sarebbe informare bene i soci, discutere con loro su questi problemi e verificare, una volta messi al corrente di tutto, ma proprio di tutto!, i loro comportamenti, i loro orientamenti e i loro suggerimenti. E' quanto ci piacerebbe verificare e la speranza è che questo nostro desiderio non si limiti ad essere un auspicio.

Luigi Beccari già presidente della Famiglia Cooperativa delle Giudicarie