Compie dieci anni il Giornale delle giudicarie, «un giornale nato per informare», ma anche «un giornale di parte», che nel tempo è riuscito ad entrare in tutte le famiglie delle Giudicarie. Fondato nel 2002 da Adelino Amistadi e da Tiziano Salvaterra non ha mai nascosto la propria visione e anzi ha sempre ribadito e difeso il suo "essere di parte". Nel "manifesto" del 2002 che esprime la mission vi si legge:«Abbiamo costruito un giornale di parte, non c'è dubbio, ne siamo coscienti, ma non ne siamo per niente rammaricati.
Siamo di parte perché ci piace, comunque, schierarci con qualcuno o qualcosa. Siamo di parte perché la ragione sta da una parte sola, dove c'è più di una ragione regna l'ambiguità e l'anguillismo. Siamo dalla parte di chi si vuol confrontare, di chi vuol dialogare con gli altri. Siamo dalla parte di chi le cose le vuol conoscere e capirle fino in fondo. La nostra parte è quella che ama la terra su cui vive, ne ama la storia, il passato ed è impegnata a costruire un avvenire sereno. Siamo dalla parte di chi, quotidianamente, subisce angherie ed ingiustizie. Siamo dalla parte di chi considera l'onestà ancora una virtù, dalla parte di chi lavora, di chi risparmia, di chi conserva l'orgoglio di essere giudicariese. Siamo dalla parte di chi combatte il male peggiore delle nostre istituzioni: la burocrazia, la cartocrazia, la finta efficienza che blocca tutto. Siamo dalla parte di chi vorrebbe gridare qualcosa a qualcuno e non sa come fare. Siamo dalla parte di chi vuol essere libero di pensare e di parlare, libero da invidie e gelosie, da cattiverie e malignità, da sospetti e pregiudizi. Siamo dalla parte di chi soffre la periferia, la marginalità, lo svantaggio di vivere lontano dai grandi centri. Siamo dalla parte di chi considera la periferia un problema da risolvere e non un argomento da discutere. Aborriamo l'ipocrisia, il fariseismo diffuso. Siamo dalla parte dei leoni, siamo contro le pecore ed i pecoroni. Siamo dalla parte della maggior parte della gente giudicariese, siamo dalla parte di chi crede che tutte le persone siano rispettabili, che tutti abbiano diritto a stima e considerazione, siamo dalla "nostra" parte, dalla parte di tutti. Insomma, siamo dalla parte dei nostri lettori...».
Nel numero di maggio del giornale, come si legge nel redazionale, «un inserto speciale di 16 pagine per celebrare un decennale importante, un "giornale nel giornale" da leggere e conservare nel quale trovare contributi, ricordi e idee delle firme che negli anni hanno fatto crescere questa pubblicazione. Un momento dove provare a ripercorrere un po' anche la storia delle Giudicarie degli ultimi 10 anni, attraverso titoli, ritagli e l'analisi dei nostri collaboratori, arricchiti da due firme di eccezione come quelle del giornalista Franco de Battaglia e del professor Antonio Scaglia. Partendo proprio simbolicamente dalla prima copertina, quella del maggio 2002 che segna l'inizio di questo percorso e che testimonia anche visivamente l'evoluzione e il cambiamento maturato nel tempo dal Gdg. All'interno dell'inserto, poi, c'è il "manifesto" del nostro giornale, una sorta di "mission" del Gdg, tratto da un articolo di Adelino Amistadi di alcuni anni fa. Nel finale parliamo di noi, ovvero ne parla la gente, cercando di capire che cosa rappresenta il Gdg per i giudicariesi e quale può essere il suo ruolo per gli anni a venire. Infine, un doveroso ringraziamento a tutti i nostri sponsor; aziende, associazioni, privati che in questi anni hanno scelto il Gdg per promuovere la propria attività e che non ci hanno fatto mai mancare il proprio sostegno. Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile».