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La maestra Ladi di Saone: un raro esempio. Il ricordo di Mario Antolini

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Ad 84 anni di età è scomparsa Adelaide Malacarne, la maestra per antonomasia, che ha lasciato in Giudicarie profonda traccia di sè ovunque sia passata col suo sorriso, la sua cordialità e la sua generosissima disponibilità che per gli altri, chiunque fosse.
Era nata a Sejttina-Sarajevo, in Jugolsavia, nell'ottobre del 1921 quando i suoi genitori vi si erano temporaneamente trasferiti per ragioni di lavoro. Però aveva frequentato gli studi magistrali a Rovereto, presso l'Istituto B. V. Maria, diplomandosi il 1° luglio 1940, ed iniziando subito il suo lungo percorso scolastico nell'anno scolastico 1941-42 attraverso al trafila burocratica di supplente, incaricata, provvisoria, straordinaria ed ordinaria (ossia fissa di ruolo) solo nell'anno scolastico 1954-55. Già da allora il fare scuola alle Elementari costituiva un vero e proprio calvario, per di più in un'epoca senza mezzi di strasporto e senza adeguata viabilità, per cui i viaggi a piedi di maestri e maestre e le residenze domiciliari disagiate in loco erano frequenti.
Ed anche la maestra Ladi ha avuto la sua via crucis nelle varie sedi scolastiche: Iavrè, Saone, Bolbeno-Zuclo, Spiazzo, Javrè, Breguzzo, Peio capoluogo, Coltura, Roncone, Tiarno di Sopra, Bolbeno- Zuclo, Ponte Arche, tutte sedi cambiate di anno in anno dal 1941 al 1950; poi a Coltura di Ràgoli ininterrottamente dal 1951 al 1964; quindi definitivamente a Tione dal 1964 al 1985 anno del suo collocamento a riposo. Sul documento del suo stato di servizio la voce "ottimo" è la più ricorrente e che la contraddistingue da parte dei dirigenti di turno, ma il giudizio unanime al suo "far bene la scuola" le è stato costantemente riconosciuto dai suoi alunni e dai colleghi che hanno avuto la ventura di trovarsi ad insegnare con lei.
Essendo rimasta nubile, la scuola divenne la sua famiglia, la sua ragione di vita, e vi si dedicò con entusiasmo, impegno e dedizione per cui, anche fra noi suoi colleghi, era considerata la "maestra maestra": e questo rimase il suo appellativo; era, infatti, da tutti chiamata e riconosciuta come la "maestra Ladi" non solo riconoscendola come insegnante, ma come capace di dedicarsi – costantemente aggiornata – a quella da lei considerata una vera missione nella continua sua disponibilità a vantaggio dei suoi scolari che erano sempre e comunque al primo posto dei suoi pensieri e della sua attività.
La sua squisita sensibilità sociale la portò anche a rendersi disponibile per il suo paese – Saone – del quale divenne l'animatrice preziosa solerte, senza mai chiedere nulla per sè; così come collaborò per altre iniziative ed associazioni anche fuori paese, specie a Tione dove fu sempre presente nella Caritas ed a disposizione degli extracomunitari. È stata debitamente ricordata anche come collaboratrice della TVG con don Flaim: la prima ed unica televisione giudicariese che ebbe i suoi momenti di esaltanti entusiasmi.
Mi auguro che sia ricordata per molti anni ancora, specie dai suoi alunni di ogni località in cui è stata presente, ma anche in quegli spazi di società giudicariese in cui ha saputo lasciare il profumo di quell'onda benefica che le è stata propria.
m.a.m.