
I fruitori di giudicarie.com ed i Lettori de "il Giornale delle Giudicarie" certamente sono già a conoscenza sia del referendum fatto dalle popolazioni della Valvestino per tornare ad essere riaggregate al Trentino - la loro terra da sempre e "strappata loro" nel 1934 - sia della promessa/offerta fatta loro dal presidente Dellai di inserire nel progetto "Fondo Odi" - (milioni di euro messi a disposizione delle Province di Trento e di Bolzano a favore dei "Comuni confinanti" con la nostra Regione) - il tunnel di collegamento fra la Valvestino e le Giudicarie.
E proprio dalla Valvestino mi è giunta la bella notizia dagli amici di quella meravigliosa (e poverissima) terra: «Sabato alle ore 10,30 si è riunito il Consiglio comunale per dare l'annuncio della concessione del finanziamento per la costruzione del tunnel e alle ore 11 tutte le campane per un quarto d'ora hanno suonato a festa. Erano presenti una cinquantina di persone che hanno accolto con molta soddisfazione l'evento ed hanno applaudito diverse volte».
I quotidiani trentini hanno segnalato la notizia, ricordando che il tunnel previsto collegherà gli abitati di Persone/Turano con Baitoni, avrà una lunghezza di poco più di quattro chilometri e prevede una spesa di circa 30 milioni; dovrebbe essere disponibile in tre anni, con lavori da iniziarsi nella primavera del 2013.
Se la notizia è importate per la Valvestino deve esserlo ancora di più per le Giudicarie, perché "tornano a casa loro" popolazioni che sono vissute con noi da ancora prima del Mille e sono sempre state "nostre" - ossia terra giudicariese - sia sotto l'aspetto socio-giuridico che religioso. Ricordiamo che ecclesiasticamente tutti i sacerdoti erano della diocesi di Trento (fino al 1964) ed il loro punto di riferimento è sempre stata la Pieve di Condino (dalla quale dipendeva persino Bagolino). Invece dal punto di vista politico-amministrativo i Comuni della Valvestino, dal 1814 in poi appartenevano al Distretto Giudiziale di Condino ed erano soggetti all'Austria gli abitati di Armo, Bollone, Magasa, Moerna, Persone e Turano con una popolazione complessiva di 1429 abitanti (Battisti, 1909). Oggi (2012) sono riuniti in soli due Comuni: Magasa e Valvestino (questo con sede a Turano). Dal confine austriaco fino al 1918 Bollone era il paese più meridionale delle Giudicarie; quindi vi era il villaggio di Hano però già Comune del Regno d'Italia (Battisti).
Sempre dalla "Guida delle Giudicarie" di Cesare Battisti del 1909 si desume chiaramente l'appartenenza della Valvestino alle Giudicarie. Infatti vi si trova scritto: «La Valle di Vestino è una valle formante parte del Trentino e, quindi, dell'Austria per quanto abbia le migliori comunicazioni col Regno d'Italia e tutte le sue relazioni commerciali siano coi Comuni della riviera del Garda. Allorché nel 1860 si venne alla delimitazione dei confini tra Austria e Italia la prima lasciò ai paesi della Val Vestino il diritto d'opzione; ed essi, sperando di aver presto delle comunicazioni stradali, che a tutt'oggi (1909 n.d.r.) non furono ancora costrutte, dichiararono fedeltà al governo austriaco. Però, per la loro speciale posizione, questi Comuni formano un territorio extradoganale, esente da dazio d'importazione». Il sogno delle promesse comunicazioni fatte dall'Austria si realizzano oggi, dopo oltre 150 anni, grazie al Trentino.
In questo delicatissimo momento storico penso che le Giudicarie (ed i Giudicariesi) debbano tenere in considerazione sia l'esito della riunificazione territoriale (dalla provincia di Brescia alla provincia di Trento) sia soprattutto il riavvicinamento viario che darà modo a quelle popolazioni di essere in pochi minuti in Giudicarie, mentre ora sono lontane sia dai centri del Bresciano che del Lago di Garda. Specie nella Valle del Chiese potranno essere a loro servizio e beneficio le Scuole, le fabbriche per gli operai ed il settore del commercio per i loro prodotti sia caseari (davvero eccellenti) che quelli delle coltivazioni di montagna; senza parlare dell'opportunità turistica sia con paesaggi insoliti e inusitati nonché delle eccezionali particolarità botaniche di Cima Tombea, uniche al mondo.
In campo amministrativo entreranno nuovi Comuni nei due Bim del Sarca e del Chiese, e la stessa Comunità delle Giudicarie troverà ampliati a sud i propri confini con nuovi Comuni e nuove popolazioni. Una vera nuova epoca storica che richiede particolare sensibilità socio-politico-amministrativa sia da parte delle Istituzioni pubbliche che delle popolazioni giudicariesi che si troveranno a diretto contatto (grazie al tunnel) a "fratelli" troppo a lungo rimasti fuori dalla porta di casa. Un sincero augurio che deve, da subito, farsi concreta realtà.
Mario Antolini Musón