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Notizie dal Trentino

Samuel Bentolila: "Rilanciare la produttività attraverso l'istruzione e il lavoro, dal momento che è l'unico fattore che influisce direttamente sulla qualità della vita"

Carmen Santoro Samule Bentolila

Una panoramica sul mondo del lavoro in Italia e in Spagna e un costante interrogativo: perché il contratto unico non ha ancora sostituito il dualismo dei contratti a tempo determinato e indeterminato? Si può ricondurre a questa domanda l'esposizione di Samuel Bentolila, professore di Economia al Centro de Estudios Monetarios y Financeiros di Madrid, introdotto nella sua relazione dalla giornalista del Tg3 Carmen Santoro. Bentolila ha accompagnato la sua lezione illustrando una lunga serie di grafici che fotografano lo stato attuale del lavoro nei paesi europei con particolare attenzione per l'Italia e per la Spagna. Analizzando i tassi di disoccupazione, il livello di istruzione, gli impatti della crisi e l'economia dei contratti a termine, è emerso un mosaico che sancisce il sostanziale fallimento della normativa attuale e che riconduce all'interrogativo iniziale, definito dal professore "l'enigma dello stallo delle scelte politiche".

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In Trentino.Imprese competitive e investimenti da attrarre

Il rilancio dell'economia locale prevede 'interventi di sistema', anche attraverso la partecipazione responsabile di pubblico e soggetti privati sempre più nella veste di partner nella gestione delle politiche economiche provinciali. A parlarne oggi sono stati Sergio Anzelini (direttore Confidi imprese) , Claudio Grassi (direttore Cooperfidi) Paolo Nardelli (cooperativa artigiani di garanzia), Stefano Robol (direttore generale di Trentino Sviluppo), Roberto Dal Bosco, (Dipartimento industria e artigianato) e Renata Diazzi (Centro europeo di innovazione imprese artigiane)

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"I giovani e la finanza": Il tasso di disoccupazione in Italia è pari al 36 %, ma le idee di business non mancano

Mario Marangoni Omar Lodasani Matteo Lunelli Enrico Franco Paolo Collini
Creare nuove idee, fare rete e assumersi dei rischi. Questa la soluzione alla crisi economica emersa dall'incontro "I giovani e la finanza" al Festival dell'Economia di Trento. In sala Paolo Collini, preside della Facoltà di Economia dell'Università di Trento; Matteo Lunelli, presidente Cantine Ferrari ed Eliano Omar Lodesani, direttore regionale per il Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo, coordinati da Enrico Franco, direttore del Corriere del Trentino e Alto Adige, hanno così cercato "l'antidoto" all'infelice sorte che attende le nuove generazioni.

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Federico Rampini al Festival dell'Economia: "La rivoluzione delle pantere grige"

Federico Rampini
C'è una straordinaria ricchezza in quelle che Federico Rampini ha definito "le pantere grige", ovvero i "giovani pensionati" che, grazie ai progressi della medicina e della qualità della vita, sono entrati nella cosiddetta "età del bis", in una sorta di seconda età adulta. "Mi mortifica - ha commentato Rampini - come in Italia si sia ridotto il tema della rivoluzione demografica, dell'allungamento dell'età della vita, ad un tema cupo, triste, deprimente e opprimente. Vorrei invece cercare di raccontarvi come questo tema venga declinato in un Paese che continuo a considerare un laboratorio, ovvero gli States, dove l'età del bis ha connotati molto più positivi ed è considerata come una rivoluzione fantastica". Federico Rampini ha aperto così oggi l'appuntamento di "Visioni" in Sala Depero, rispondendo alle incalzanti domande del direttore de "L'Adige", Pierangelo Giovanetti, nell'ambito del Festival dell'Economia 2012.

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Andrea Ichino: " "bisogna porre fine all'iniquità per cui oggi i poveri pagano l'università ai ricchi"

Andrea Ichino

L'università è uguale per tutti. Sbagliato. L'università, come è strutturata oggi, è un regalo dei poveri ai ricchi e se la scuola è per tutti, l'università è solo per i capaci e i più meritevoli. Su questo principio si basa una proposta concreta, innovativa, che farà sicuramente discutere, soprattutto per alcuni concetti cardine su cui verte e che sono oggi considerati veri e propri "tabù". Ad esempio, tasse universitarie più alte e maggior autonomia degli atenei. Quella spiegata oggi, nell'incontro "Facoltà di scelta" - momento partecipatissimo, soprattutto da giovani - tenutosi a Palazzo Calepini nell'ambito del Festival dell'Economia, dal professor Andrea Ichino dell'Università di Bologna, è la sua proposta concreta contro il sistema iniquo dell'università italiana, un sistema di tassazione regressivo, ovvero sono i ricchi che pagano di meno.

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Ricambio generazionale nelle imprese: opportunità o colpo di grazia?

Festival economia trento 2012

L'economia italiana è composta prevalentemente da imprese di tipo familiare. A volte però quando si tratta di passare il testimone del comando tutto rischia di spaccarsi. Il "capo" deve distinguere tra cuore e affari ma spesso non ci riesce. Individuare l'erede più talentuoso poi è tutt'altro che facile. A complicare il tutto la scarsità, in Italia, di soggetti specializzati che possono aiutare gli imprenditori in questa fase delicata. L'evento però può essere reso meno traumatico se si seguono semplici ma alquanto fondamentali parole chiave: preparazione, gradualità, valori, impegno e apertura verso l'esterno

Era affollata di giovani la tavola rotonda, ospitata dalla Facoltà di Economia e moderata da Sandro Trento, docente di Strategie d'impresa e corporate governance all'Università di Trento. Segno che il ricambio generazionale è un argomento molto sentito, soprattutto di questi tempi. A prendere per primi la parola sono stati tre imprenditori che hanno raccontato come è avvenuto il cambio di vertice all'interno del proprio nucleo familiare.
Per Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari, tutto si è svolto nella maniera migliore e più indolore. "Io e i mie cugini – ha raccontato – siamo la terza generazione. Il passaggio è stato studiato con l'aiuto della consulenza di membri esterni all'azienda ed è avvenuto dopo un periodo di convivenza tra generazioni. A facilitarci è stata anche la gavetta fatta altrove e i forti valori che ci uniscono". Essere un'impresa familiare, per Lunelli, ha rappresentato e rappresenta tuttora un vantaggio competitivo.
Storia ben diversa invece quella dell'imprenditrice veneta Susanna Magnabosco. "Contrariamente alla famiglia Lunelli il nostro cambio generazionale è stato conquistato". Il padre, racconta, di abbandonare il comando proprio non ne voleva sapere. Ne sono nate liti furiose poi fortunatamente rientrate. "La mia esperienza – ha commentato - mi ha insegnato che l'età dell'imprenditore è un elemento determinante nell'andamento di un'impresa. Se io e mio fratello non avessimo imposto con forza nuove idee non so se saremmo sopravvissuti alla crisi".
"Modelli vincenti da seguire non ce ne sono – precisa Alessandro Laterza, amministratore delegato della Gius.Laterza & Figli Spa – perché dipende dal tempo in cui vengono applicati. La cosa certa è che il passaggio di testimone deve essere preparato". Chi subentra, ha spiegato Laterza, deve imparare il mestiere, scalare l'azienda, conquistare il rispetto dei dipendenti e dei colleghi. Deve sintonizzarsi con nuove richieste dovute non solo alla crisi ma anche a un nuovo modo di lavorare. "La cosa più importante a mio avviso – ha concluso Laterza – è che sia vissuta come una scelta e non come un obbligo".
Ad aiutare gli imprenditori ci pensa l'AIdAF di cui è direttore Gioacchino Attanzio. "Organizziamo seminari, attività di formazione, protocolli familiari ma soprattutto raccogliamo le storie delle aziende. Solo così si possono capire le problematiche da affrontare".
"Il 20% delle aziende italiane è guidata da persone con più di sett'antanni. Il 3% da over 80. Molto più spesso di quanto si possa immaginare ci sono figli di cinquant'anni - ha sottolineato Giulio Corbetta, docente all'Università Bocconi di Milano – che non hanno alcuna responsabilità. Un fatto che deve far riflettere".
"L'innovazione, l'attrazione di talenti, la preparazione di cui abbiamo parlato – ha concluso Alessandra Lanza, presidente Gei – sono elementi fondamentali anche all'interno del sistema paese. Se non riusciamo però a produrli quei talenti come facciamo ad attrarli? Dobbiamo ampliare la diversità. Dobbiamo recuperare il senso del futuro".

Tito Boeri: "Rafforzare l'istruzione e la conoscenza di economia già nei licei"

Tito Boeri festival economia di Trento

"Io mi auguro che da questa edizione del Festival venga un messaggio e che sia quello di rafforzare l'istruzione e la conoscenza di economia, e più in generale dei problemi sociali, che noi diamo ai giovani del nostro Paese. E' un qualcosa che serve non solo per capire l'immediato, per dare risposte ad una domanda fortissima che viene, ma anche per orientare nelle scelte future". Da questa frase di Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival dell'Economia, pronunciata durante l'inaugurazione, nasce quella che è è una proposta precisa, rivolta al mondo della scuola che dei giovani - al centro del dibattito in questi giorni - è luogo per eccellenza.

"Separare l'insegnamento dell'economia da quello del diritto - aggiunge Boeri - diventa essenziale. E' una considerazione che nasce dall'esperienza che abbiamo fatto nei mesi che hanno preceduto questa edizione, perché oltre alle Università, è anche nei licei di tutta Italia che il Festival dell'Economia riscuote interesse. Già nella scuola secondaria si guarda al Festival come punto di riferimento importante e alcuni licei hanno istituito una sorta di borsa di studio per far sì che i loro studenti potessero essere presenti qui a Trento. E negli incontri che ho avuto nei licei ho riscontrato attenzione massima anche in presenza di lezioni certamente complesse. In questo senso anche dal Festival possono venire indicazioni per la riforma del nostro sistema scolastico. E la prima è appunto quella di dare più peso all'insegnamento di economia per capire meglio i fenomeni sociali, spesso tenuti in secondo piano nella scuola secondaria. Ne consegue, ed anche questa è esperienza, che chi non studia economia al liceo si trova poi più in difficoltà nel percorso universitario. Dobbiamo avere strumenti per poterlo fare in modo adeguato ed uno di questi consiste proprio nel separare quel che è invece ancora unito: materie economiche e diritto, unione di discipline che non si parlano".

Orazio Attanasio:"Analizzare i consumi per capire le disuguaglianze"

Orazio Attanasio
Secondo alcuni economisti ad una variazione della disuguaglianza nel reddito non corrisponde necessariamente un uguale scarto a livello di reddito. E' partito da questo assioma Orazio Attanasio, ma per confutarlo, al Focus del Festival dell'Economia su salari e consumi. L'incontro è stato introdotto da Stefano Lepri – giornalista de La Stampa – che ha specificato come lo studio delle disuguaglianze sia sempre più all'attenzione degli economisti perché ci si è resi conto che se queste aumentano oltre una certa misura è tutto il sistema a diventare inefficiente.

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Green jobs: "Non c'è alternativa possibile alla sostenibilità"

Mario zoccatelli
Non esiste alternativa alla sostenibilità. Per costruire - non in senso figurato ma letterale - un futuro migliore bisogna ripartire da qui, attraverso un patto tra generazioni. E bisogna cambiare rotta. "Negli anni del grande sviluppo c'è stata, in Italia e nel mondo, una logica dissipativa del territorio ed oggi ne paghiamo le conseguenze, come con l'amianto. Ora dobbiamo lavorare per rendere i contesti più vivibili non solo per noi, ma soprattutto per chi ci vivrà dopo, per alleggerire l'eredità che lasceremo", ha sottolineato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, aprendo l'incontro "Green Generation. La sostenibilità ambientale per un patto intergenerazionale" al Mart di Rovereto. E questo sarà possibile "partendo dall'impegno quotidiano di ognuno di noi, perché la sostenibilità è strettamente legata a nuovi stili di vita".

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