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Notizie dal Trentino

"Verso il Centenario della Grande Guerra, un'occasione per il Trentino e per l'Europa"

Locandina grande guerra

"Verso il Centenario della Grande Guerra, un'occasione per il Trentino e per l'Europa": è questo il titolo del Forum che si terrà venerdì 24 e sabato 25 febbraio presso la Campana dei Caduti di Rovereto. In vista della ricorrenza dei cento anni dallo scoppio del Primo conflitto mondiale, la Provincia autonoma di Trento - in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino, il Museo Storico italiano della Guerra, Trentino Marketing e altri soggetti sul territorio - ha deciso di promuovere un programma di iniziative e di celebrazioni. La due giorni al Colle di Miravalle intende coinvolgere le istituzioni, le comunità locali e di valle e il mondo dell'associazionismo in una riflessione comune sulle iniziative e le proposte che si intendono attuare in vista di questa importante ricorrenza.

L'apertura è in programma venerdì alle 15, le conclusioni sabato 25 febbraio alle 16.30, con gli interventi del presidente Lorenzo Dellai e dell'assessore provinciale Franco Panizza, a cui seguirà un momento musicale a cura della Banda Sociale di Trento e del Coro Stella del Cornet.

"Nella storia del Trentino la Grande Guerra è l'evento che più ha provocato una forte trasformazione del territorio, della società, è quindi fondamentale approfondire questo tema in un'ottica evidentemente europea - ha commentato l'assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione, Franco Panizza -, per ricostruire la storia, rafforzare la nostra l'identità che è plurima, che è fatta di momenti diversi". Il Forum, in questo senso, è un percorso che vede gli apporti di una pluralità di soggetti che hanno lavorato assieme negli ultimi mesi: "E' un programma intenso, che coinvolge le istituzioni locali, i musei, le associazioni, le Comunità di Valle quali punti di riferimento decisionali sul territorio, il mondo della scuola - ha aggiunto l'assessore Panizza - per offrire diverse letture e interpretazioni di questa grande cesura storia rappresentata dal primo conflitto mondiale".

Oggi, alla conferenza stampa di presentazione, ad affiancare l'assessore provinciale Panizza, vi era anche il soprintendente per i Beni architettonici Sandro Flaim: "Al Forum faremo il punto della situazione di questo grande progetto che, come Soprintendenza, abbiamo elaborato con la consulenza scientifica del Museo della Guerra di Rovereto, ovvero del primo progetto organico che ha trattato il tema del recupero e della valorizzazione dei beni della prima guerra mondale, opere verso cui sta crescendo in modo esponenziale l'interesse di turisti e visitatori".

Il provveditore del Museo di Rovereto, Camillo Zadra, ha quindi evidenziato il ruolo fondamentale della Rete Trentino Grande Guerra, composta di enti ed associazioni che sul territorio si occupano del primo conflitto mondiale, che si sta progressivamente consolidando e portando avanti progetti interessanti in economia di scala. Infine Laura Boschini, dirigente del Dipartimento Beni e Attività culturali, ha illustrato un progetto pilota innovativo relativo ai beni della Grande Guerra, sviluppato con Informatica Trentina, per consentire al visitatore, alle guide o al mondo delle scuole di scaricare informazioni e approfondimenti relativi ad una determinata opera bellica su un dispositivo mobile. Presenti anche Alberto Robol, reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti, che ha ringraziato per la scelta di ospitare il Forum presso il Colle di Miravalle, Innocenzo Coppola, del Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale che cura il Sentiero della Pace, e Lorenzo Baratter, coordinatore del progetto Grande Guerra, che ha presentato il programma della due giorni.

È dunque un progetto di grande respiro, quello che la Provincia autonoma di Trento, con il supporto del Museo Storico Italiano della Guerra, la Fondazione Museo storico del Trentino, Trentino Marketing e altri soggetti del territorio, sta mettendo in campo per il centenario della Grande Guerra. Un progetto che dovrà coinvolgere la comunità nella sua interezza - poiché il primo conflitto mondiale ha inciso profondamente il tessuto sociale del Trentino - e valorizzare le tantissime testimonianze belliche del territorio in chiave storica, culturale, ambientale e turistica.

Già da alcuni anni la Provincia autonoma di Trento sta valorizzando, attraverso anche collaborazioni transfrontaliere ed extraregionali, il patrimonio della Grande Guerra: nel 2003 era stato affrontato il tema del recupero e della valorizzazione dei siti attraverso l'art. 8 della legge provinciale 1/2003; successivamente, con l'art. 54 della legge 27/2010, si è previsto un programma pluriennale di progetti culturali, di studi, di ricerche, di interventi nel campo della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico relativo al primo conflitto, compreso il recupero e il ripristino di percorsi e manufatti militari. Va in questa linea anche la mozione approvata dal Dreier-Landtag, per impegnare i governi del Trentino, dell'Alto Adige e del Land Tirol su programmi comuni, nonché l'articolo inserito nell'ultima Finanziaria per concentrare in un'unica "voce" gli interventi relativi alla Grande Guerra.

Due gli organi del Centenario: il "Comitato trentino per le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra", che raccoglie i principali enti e istituzioni che operano sul tema della prima guerra mondiale ed è il punto di riferimento per i soggetti proponenti le diverse iniziative, e il "Comitato Operativo di coordinamento", che ha il compito di sovrintendere al coordinamento operativo di tutte le iniziative che verranno proposte ed è composto: dall'assessore alla cultura provinciale, dal dirigente generale del Dipartimento Beni e Attività culturali, dal soprintendente per i Beni architettonici, dal provveditore del Museo storico italiano della Guerra, dal direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, da un rappresentante di Trentino Marketing, dal dirigente del Servizio provinciale Attività culturali, dal dirigente del Dipartimento istruzione, dal dirigente del Dipartimento risorse forestali e montane e dal responsabile dell'Ufficio stampa. Il Coordinamento del progetto, presso l'Assessorato alla Cultura provinciale, è affidato a Lorenzo Baratter.

Il Forum "Verso il Centenario della Grande Guerra" è stato promosso proprio dal Comitato Operativo di coordinamento, per coinvolgere la comunità trentina nella celebrazione dei cento anni della prima guerra mondiale e favorire un processo di approfondimento di quel particolare periodo storico, che dovrebbe accompagnare tutte le prossime tappe della ricorrenza, trasformandosi in un elemento di educazione permanente della comunità. Un percorso, quindi, didattico e divulgativo, più che celebrativo, che verrà costruito per fasi diverse al fine di valorizzare un patrimonio storico che appartiene alla comunità trentina, ma anche alla storia italiana ed europea.

Il Forum si aprirà alle 15 del 24 febbraio, con l'introduzione di Franco Panizza, assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, di Lorenzo Baratter, che presenterà il logo ufficiale del centenario, e di Giampaolo Pedrotti, che illustrerà il portale nel quale confluiranno le notizie relative alla Grande Guerra. Seguiranno gli interventi del soprintendente Sandro Flaim, sui recuperi di manufatti bellici attualmente in corso, di Innocenzo Coppola, sull'esperienza del Progettone nel ripristino dei percorsi e delle opere campali, e di Laura Boschini, sui progetti innovativi di fruizione del patrimonio culturale. Nella seconda sessione si illustreranno le possibilità offerte da questa ricorrenza sotto il profilo del turismo culturale, con Paolo Manfrini, nonché gli eventi culturali e la rete dello spettacolo, con Claudio Martinelli.

Nella giornata successiva, che si aprirà alle 9.30, Camillo Zadrà spiegherà protagonisti e obiettivi della Rete Trentino Grande Guerra, mentre Beatrice de Gerloni parlerà di scuola e formazione. Nel pomeriggio Giuseppe Ferrandi illustrerà la rete di rapporti sorti fra il Trentino e le regioni vicine in tema di Grande Guerra. Verso le 16.30 le conclusioni, affidate all'assessore Franco Panizza e al presidente Lorenzo Dellai, seguite da un momento musicale a cura della Banda Sociale di Trento e del Coro Stella del Cornet, che eseguiranno "Sui monti Scarpazi" e l'inno agli eroi, ovvero "Heldentod", dedicato al sacrificio in Galizia dei Kaiserjäger II Reggimento. (at)

 

Il progetto Grande Guerra, Soprintendenza per i Beni architettonici

Numerosi sono stati gli interventi conclusi negli ultimi anni, fra questi: il restauro del forte di Cadine quale museo e centro di informazione delle fortificazioni di Trento; progetti pilota di recupero di alcuni forti individuati per la loro valenza storica, localizzazione e potenzialità (forte di Cadine, forte Dossaccio, forte Tenna, forte S. Biagio, forte Pozzacchio, Progetto di recupero Tagliata del Ponale); progetti di recupero e valorizzazione di complessi fortificatori o ambiti territoriali finalizzati al recupero del paesaggio fortificato (Percorso della Memoria della Val Rendena, Progetto Zona Monumentale del sacrario del Pasubio, Studio di recupero e valorizzazione dei forti degli altipiani di Folgaria-Lavarone.Luserna, Progetto di recupero e valorizzazione dei forti dello sbarramento di Lardaro); restauro di cimiteri militari (cimitero monumentale di Bondo, cimitero di malga Sorgazza); campagne di censimento di monumenti ai caduti e cimiteri monumentali; campagne di catalogazione di opere campali, secondo una metodologia scientifica adottata dalla Soprintendenza e finalizzata a creare un'apposita banca dati, che progressivamente sta coprendo i territori un tempo attraversati dalla linea del fronte.

 

Il Sentiero della Pace, Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale

Il sentiero, identificato sul territorio con il simbolo di una colomba gialla, segue il vecchio confine tra Italia e Impero austro-ungarico e ripercorre la linea del fronte della Grande Guerra. Ideato dallo storico militare austriaco Walther Schaumann, in Trentino fu realizzato tra gli anni 1987 e 1991 dal "Progetto speciale per l'occupazione attraverso la valorizzazione delle risorse turistiche, ecologiche ed ambientali", il cosiddetto "Progettone" che diverrà Servizio Ripristino e valorizzazione ambientale nel 1991 (oggi Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale). Il Sentiero della Pace in Trentino - che si snoda tra il Passo del Tonale e la Marmolada per 521 km circa lungo strade forestali, mulattiere e sentieri - è suddiviso nei seguenti tratti:

1. Tratto | Tonale - Gruppo Presanella - Adamello - Val Rendena - Val Giudicarie - Val di Concei - Valle di Ledro

2. Tratto | Alto Garda - Rovereto e Vallagarina

3. Tratto | Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna - Valsugana

4. Tratto | Lagorai - Val di Fiemme - Val di Fassa

A questi si sono uniti, negli anni successivi, il tratto da Livigno al passo Gavia e quello lungo l'altopiano dei Sette Comuni. Nel 2007 infine anche lungo il fronte dell'Alto Isonzo, tra Friuli e Slovenia, è sorta un'iniziativa analoga.

In vista del 2014 e delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, il Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale ha iniziato a progettare e realizzare i lavori di manutenzione del "Sentiero della Pace", che dopo la conclusione del percorso nel 1991 non sono mai stati realizzati, se non sporadicamente. Gli interventi prevedono di rendere percorribile il tracciato con il recupero delle trincee, il rifacimento di muri crollati, il ripristino di piccole frane, la realizzazione di passerelle e ponti e il posizionamento di una segnaletica uniforme come da protocollo provinciale. Al "Sentiero della Pace" verranno collegati i numerosi interventi effettuati in questi anni dal Servizio Conservazione della natura e valorizzazione ambientale per il ripristino di opere campali.

 

La grande guerra in Trentino, coordinate

La Prima guerra mondiale (1914-1918) costituisce un evento che ha cambiato la storia dell'Europa e che ha segnato indelebilmente anche il destino della nostra regione. Nel 1914, allo scoppio della guerra contro la Russia e la Serbia, i trentini furono chiamati alle armi nelle file dell'esercito austro-ungarico, del cui Impero il Trentino faceva parte, e furono mandati a combattere sul fronte russo dove sperimentarono, spesso lasciandone testimonianza in diari e memorie, la tragedia della guerra di trincea, con un numero elevato di perdite (attualmente il numero stimato ammonta a 11.400 soldati).

Nel 1915, la dichiarazione di guerra dell'Italia all'Impero austro-ungarico portò la guerra nelle case. Le aree del Trentino poste in prossimità del fronte furono evacuate: spontaneamente o in modo forzoso circa 100.000 persone, per lo più donne, bambini e anziani, lasciarono le loro case verso la Boemia, la Moravia o per grandi campi di raccolta (Mitterndorf, Braunau am Inn, ecc.), vere "città di legno". Nelle baracche dilagarono la miseria, le malattie, la mortalità. Nei paesi non evacuati si instaurò la militarizzazione della vita civile. I centri abitati situati sulla linea del fronte vennero distrutti, le campagne devastate, le proprietà saccheggiate e disperse.

Sul fronte bellico, con lo scoppio del conflitto italo-austriaco nel maggio 1915, l'esercito imperiale si attestò su una linea difensiva studiata e parzialmente preparata nei mesi precedenti, la Tiroler Wiederstandlinie, mentre l'esercito italiano mantenne un atteggiamento di prudenza, occupando solamente le creste di confine. La prima linea allestita dall'esercito austro-ungarico scendeva dalle cime del Cevedale ai forti del Tonale, attraversava il ghiacciaio dell'Adamello e proseguiva sul lato sinistro orografico della val Daone fino ai forti di Lardaro. Si raccordava con i forti di Riva attraverso la testata delle montagne che chiudono a settentrione la Valle di Ledro, e dall'Alto Garda proseguiva lungo i monti Creino e Biaena, attraversando la Vallagarina lungo il corso del Leno. Da Rovereto saliva le pendici del Finonchio, sbarrava gli altipiani con un possente sistema di forti e chiudeva l'accesso dalla Valsugana presso i laghi. Risaliva le montagne a settentrione seguendo poi le cime dei Lagorai fino al forte Dossaccio, controllava la Val di San Pellegrino attraverso le opere di Cima Bocche e della Costabella e proseguiva lungo le montagne fassane fino alla Marmolada.

Unico episodio degno di nota nei primi giorni del conflitto fu il tentativo italiano di aggirare i forti del Tonale, attraverso il ghiacciaio della Presena. Il 9 giugno 1915 vi fu la prima battaglia combattuta su un ghiacciaio. Nel corso dei mesi successivi gli italiani occuparono via via le posizioni che gli austriaci tenevano come avamposti di osservazione davanti alla loro linea. Soltanto con la primavera 1916 vi furono avanzamenti di rilievo: gli italiani conquistarono nell'aprile gran parte del ghiacciaio dell'Adamello, ma perdettero pochi giorni dopo gli altipiani, causa l'offensiva nota come Strafexpedition, che gli imperiali scatenarono su quel tratto di fronte. L'offensiva inoltre spostò la linea del fronte sia in Vallagarina, fino a Serravalle, che in Valsugana, dove il fronte si stabilizzò presso Borgo.

Esaurito lo sbalzo offensivo, gli austro-ungarici subirono l'iniziativa dell'esercito italiano, che si manifestò in maniera particolare sul massiccio del Pasubio e sui monti di Fiemme. L'arrivo dell'inverno "congelò" nuovamente le posizioni degli eserciti.

La Battaglia dell'Ortigara, 10-25 giugno, fu l'episodio più violento che si registrò nel 1917 sul fronte trentino, mentre la disfatta dell'esercito italiano a Caporetto pose fine alla guerra sul fronte dolomitico, con una nuova linea del fronte che dalla bassa Valsugana saliva sul Grappa e proseguiva lungo il corso del Piave.

La guerra rimase di posizione anche nell'ultimo anno del conflitto, registrando in particolare sul fronte trentino la guerra di mine sul Pasubio, che si concluse con la distruzione del Dente italiano, la fallimentare "Operazione valanga" che gli austro-ungarici scatenarono nel settore del Tonale in concomitanza con l'offensiva sul Piave, e infine la Battaglia di Punta San Matteo, nel settembre 1918, la battaglia più alta della storia del conflitto. Poche settimane dopo, l'Impero giunto allo stremo delle risorse, si disgregò negli stati nazionali che lo componevano, mentre l'esercito italiano balzò all'offensiva sul Piave. Giunto ormai alla fine, l'Impero d'Austria-Ungheria chiese l'armistizio, che fu stipulato a Villa Giusti (Padova) il 3 novembre.