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Notizie dal Trentino

Schelfi quater: scomodato Gaius Julius Caesar per "giustificare" il quarto mandato in deroga alle regole

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Il professor Stefano Zamagni per giustificare uno Schelfi quater al timone della Cooperazione trentina giorni fa ha citato Cesare e il “De bello gallico”: non si cambia un comandante nel mezzo di una guerra. Chi lo fa perde. Avrebbe dovuto aggiungere che Cesare poi se ne fregò delle leggi della repubblica e si fece dittatore. La storia è un contenitore dove si possono trovare appoggi ad ogni tesi e al suo contrario. Quella romana ne è piena zeppa. Basti pensare alla figura di Scipione. In un momento particolarmente drammatico per le sorti di Roma, con Annibale plurivittorioso e le truppe puniche in Italia, il senato affidò a lui, giovane e intraprendente homo novus, il compito di risolvere la questione cartaginese.

Come andò a finire lo sappiamo tutti. In omaggio al vecchio adagio che non c'è un uomo bravo senza che ce ne possa essere uno migliore, né uno tanto asino che non ce ne possa essere uno più asino. Presentare come assunzione di responsabilità in particolari momenti congiunturali decisioni prese in ambiti o circoli ristretti per governare il movimento cooperativo con i propri uomini allo scopo di raggiungere determinati obiettivi passando sopra le norme che lo regolamentano, e tentare di giustificare questi aspetti con l'appoggio di luminari, con convegni ad hoc (vedi Riva del Garda), conferenze nelle valli e quant'altro per imporre la propria volontà non fa certo onore a quello spirito democratico che dovrebbe stare alla base del movimento, ma soprattutto di chi lo rappresenta, né rispetta la libertà di pensiero e di espressione dei soci, pochi dei quali, per timore di rappresaglie, se la sentono di mettersi di traverso davanti al Potere.