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Notizie dal Trentino

Incentivi Pat a giovani e donne per favorire nuove imprese

imprenditoria femminile in Trentino

La Giunta provinciale, su proposta degli assessori Alessandro Olivi, Tiziano Mellarini e Franco Panizza, ha approvato due nuove misure di intervento per promuovere la nuova imprenditorialità femminile e giovanile e per favorire la continuità generazionale nelle aziende. Si tratta di criteri che attuano due articoli inseriti nella legge provinciale 6/1999 con la riforma della legge provinciale 12/2011 di revisione degli incentivi alle imprese. Una delle novità fondamentali introdotte dalla riforma degli incentivi, accanto al sostegno ad imprese già operative e consolidate, è proprio la promozione di nuova imprenditorialità, per qualificare e innovare la piattaforma delle imprese trentine.

Due gli strumenti di intervento approvati oggi dalla Giunta, il primo riguardante gli aiuti alle nuova imprenditorialità femminile e giovanile e il secondo per favorire il passaggio generazione: "Nel primo caso ci siamo rivolti a due categorie sociali, le donne e i giovani, che riteniamo effettivamente possano avere maggiori difficoltà ad attivare nuove imprese e ad accedere al mondo imprenditoriale, anche a causa della crisi - commenta l'assessore all'industria, artigianato e commercio Alessandro Olivi -. Abbiamo quindi cercato di rimuovere alcuni ostacoli e facilitare l'avvio, il decollo di nuove imprese giovani e composte da donne, perché riteniamo che possano rivitalizzare e rigenerare il tessuto produttivo delle imprese, portando nuove competenze e nuove idee, componenti indispensabili ad una piattaforma di imprese che deve rigenerarsi. Siamo quindi intervenuti con agevolazioni che mirano ad abbattere alcuni costi necessari per l'attivazione dell'impresa e a sostenere nei primi anni alcune spese di esercizio. Per esempio sono previsti interventi per sostenere l'accesso al credito, limitare i costi dell'energia e i costi per contributi previdenziali".

Indirettamente queste misure favoriscono anche il lavoro giovanile: "Incrementando - prosegue l'assessore Olivi - la nascita o lo sviluppo di un'impresa giovanile, sosteniamo l'auto impiego dei nostri ragazzi e ragazze".

Anche sul tema del passaggio generazionale la misura introdotta ha una doppia funzione, economica e sociale: "Ci sono molte imprese che rischiano di non avere una continuità nel tempo e spesso per i giovani è difficile proseguire l'attività dei genitori o dei familiari - prosegue l'assessore provinciale Olivi -. Con gli incentivi approvati oggi cerchiamo di favorire dentro lo stesso nucleo familiare questa trasmissione di esperienza e di storia imprenditoriale, dando un aiuto concreto a chi è chiamato a misurarsi con un contesto più aspro rispetto a quello precedente questa congiuntura".

In entrambi i casi ci si rivolge in particolare al settore delle piccole e medie imprese, verso le quali la riforma ha una funzione particolare: "Siamo consapevoli del loro valore e della loro funzione di presidio di una rete diffusa capillarmente sul territorio - sono le conclusioni di Alessandro Olivi -. L'attuazione della riforma degli incentivi proseguirà anche nelle prossime settimane: siamo già operativi con incentivi dedicati alla ricerca e all'innovazione, con oggi entrano a pieno regime quelli sulla nuova imprenditorialità ed è in lavorazione la parte forse più robusta, che riguarderà gli investimenti. Anche con i criteri in fase di definizione dimostreremo coerenza con questo filo che tiene insieme le diverse misure di aiuto, dedicando una speciale attenzione alle nuove imprenditorialità".

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Aiuti per la nuova imprenditorialità femminile e giovanile

Gli interventi sono riservati dalla legge alle nuove imprese ossia a quelle costituite da non più di ventiquattro mesi al momento della presentazione della domanda.

In particolare possono accedere agli aiuti le imprese dove le donne ed i giovani (di età non superiore a 35 anni) rappresentano la maggioranza del capitale e degli organi di amministrazione.

Tutti i settori imprenditoriali possono richiedere gli aiuti (non ci sono esclusioni in base a codici di attività); uniche condizioni sono:

essere iscritti nel Registro imprese di Trento;

non avere in corso procedure concorsuali;

disporre soltanto di unità locali sul territorio trentino.

Sono previste due tipologie di agevolazione:

un contributo a fondo perduto fino al 50% dei costi sostenuti dall'impresa femminile o giovanile per l'avvio dell'attività. Tra i costi rientrano le spese di costituzione (legali, amministrative e di consulenza), gli interessi su finanziamenti bancari (il contributo può coprire fino al 50% del costo degli interessi del mutuo contratto dall'impresa fino ad un importo massimo di 50.000 euro), le spese per energia, acqua e riscaldamento ed i costi per contributi previdenziali per figli e familiari. Il contributo è relativo a costi sostenuti in un periodo massimo di cinque anni dopo la costituzione dell'impresa;

un contributo a fondo perduto fino al 50% per l'acquisizione di servizi di consulenza che le imprese femminili o giovanili devono acquisire per la valutazione complessiva dell'azienda, per la realizzazione di un piano strategico (business plan), per l'analisi economico finanziaria, per il tutoraggio e per la formazione pre-imprenditoriale.

Con il provvedimento proposto sono riconosciute come ammissibili tutte le spese sostenute fino a 12 mesi precedenti la presentazione della domanda e, comunque fino al 31 dicembre 2012, le spese sostenute a partire dall'entrata in vigore della legge (dal 10 agosto 2011).

Il livello di agevolazione per i costi di avvio è graduato in funzione degli anni di attività (maggiore aiuto per i primi anni: 50%, minore aiuto per gli anni successivi: dal 30% al 15%). In ogni caso per le imprese avviate da "donne-giovani" è riconosciuta sempre la percentuale massima di aiuto (50%).

Relativamente alle spese sono posti limiti minimi - euro 10.000 per ciascuna domanda che potrà comprendere i costi relativi all'avvio per tutti i 5 anni nonché i costi di consulenza - e massimi - euro 20.000 per spese legali e amministrative; euro 20.000 all'anno per ciascun anno per gli altri costi di avvio; euro 50.000 per consulenze.

Le procedure di presentazione e di istruttoria sono ispirate alla massima semplicità:

presentazione telematica o via pec;

procedura automatica di istruttoria;

erogazione dell'aiuto di anno in anno ad avvenuta dimostrazione dei costi sostenuti.

Aiuti per il passaggio generazionale

Possono beneficiare dell'intervento le piccole imprese a gestione familiare che hanno effettuato (da non più di 24 mesi al momento della domanda) o che intendono effettuare il passaggio generazionale.

La definizione di impresa a gestione familiare e di passaggio generazione è stata formulata tenendo conto dell'ordine del giorno approvato in Consiglio provinciale a margine dell'esame della legge di riforma degli incentivi.

Per definire l'impresa a gestione familiare è richiesta la proprietà di almeno il 75% da parte di soggetti legati da rapporto di parentela e la presenza negli organi di amministrazione dei medesimi soggetti in modo da disporre della maggioranza.

Il passaggio generazionale si sostanzia nell'atto di trasferimento della maggioranza della proprietà dell'impresa tra soggetti legati da rapporti di parentela.

Tutte i settori imprenditoriali possono richiedere gli aiuti (non ci sono esclusioni in base a codici di attività); uniche condizioni sono:

essere iscritte nel Registro imprese di Trento;

non avere in corso procedure concorsuali.

Sono previste due tipologie di agevolazione:

un contributo a fondo perduto del 30% dei costi sostenuti per il riassetto organizzativo e societario. Tra i costi rientrano le spese legali, amministrative e di consulenza;

un contributo a fondo perduto del 50% per l'acquisizione di servizi di consulenza destinati alla formazione ed al tutoraggio delle figure professionali destinate a gestire l'azienda con il passaggio generazionale.

Sono riconosciute come ammissibili tutte le spese sostenute fino a 12 mesi precedenti la presentazione della domanda e, comunque fino al 31 dicembre 2012, le spese sostenute a partire dall'entrata in vigore della legge (dal 10 agosto 2011).

Sono posti limiti minimi (euro 10.000 per ciascuna domanda) e massimi (euro 20.000 per spese legali e amministrative; euro 30.000 per formazione e tutoraggio).

Le procedure di presentazione e di istruttoria sono ispirate alla massima semplicità:

presentazione telematica o via pec;

procedura automatica di istruttoria.

(at)