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Notizie dal Trentino

Altro che scacciare l'orso, le campanelle sono un segnale per attirarlo... L'opinione del Professor Giovanni Mocchi. E puntuale arriva l'interrogazione di Rodolfo Borga

orso in trentino

"Tutti i mammiferi sono in grado di apprendere velocemente l'associazione tra cibo e suono. Il famoso esperimento di Pavlov che ha dato origine alla psicologia dei riflessi condizionati, ha appunto dimostrato che il cane che ascolta ripetutamente un suono di campanella prima che gli venga offerto del cibo, secerne succo gastrico non alla diretta visione del cibo, ma fin dal momento del trillo della campanella. Per analogia, l'orso che preda un gregge, associa il suono delle campanelle delle pecore proprio alla possibilità di trovare cibo. Piuttosto che scacciare l'orso, dunque, le campanelle sono un segnale per attirarlo" . A parlare è il professor Giovanni Mocchi entnomusicologo considerato "massimo esperto di campani, sia da pascolo che da uso rituale" che interrogato dal professore Michele Corti aggiunge: 

«Questa evidenza scientifica, che valse nel 1904 il premio Nobel a Pavlov,  - continua il professore- sconfessa drasticamente i fautori della proposta di regalare ai bambini una campanella per scacciare l'orso, che in tal modo correrebbero invece un pericolo ancora più grave, nell'essere associati a prede inermi. Gli 'esperti' della Provincia di Trento non fanno che innescare un pericolosissimo corto circuito. I genitori ne devono essere consapevoli.
L'unica evidenza storica dell'uso di campanelli e di campanacci per scacciare animali feroci si riscontra nei rituali di cacciata dell'inverno ancora persistenti in diverse parti d'Europa e Italia. In questi riti spesso c'è la presenza dell'orso, impersonificato da un uomo travestito, a fianco del quale uomini muniti di campanacci svolgono la funzione di ammansire le forze selvagge della Natura, di cui l'orso è sempre stato simbolo per antonomasia.
La trovata della Provincia non fa dunque che richiamare questo uso magico del suono, con il merito - inconsapevole - di dare continuità a tradizioni radicate nelle comunità alpine. Ma non è col mito che si può affrontare il problema dell'orso". (da http://www.orsotrentino.blogspot.it/)

E puntuale arriva l'interrogazione di Rodolfo Borga che chiede provocatoriamente "Orsi e campanellini: il consulente dell'assessore Dallapiccola è forse Walt Disney?".

Qui sotto il testo dell'interrogazione

Le recenti aggressioni di cui l'orso sloveno-tridentino si è reso responsabile nei confronti di un paio di essere umani, ovviamente accusati di avere provocato il plantigrado per il sol fatto di aver osato addentrarsi nel bosco (sia pure a poche centinaia di metri dai centri abitati), hanno riportato all'attenzione dell'opinione pubblica la questione della sicurezza che la crescente presenza dell'orso comporta.
Numerosissimi gli interventi, i commenti e le proposte, la maggior parte delle quali sembrano peraltro poggiare sulla considerazione che il bosco è dell'orso: ergo, l'uomo, che nel bosco (ma, più in generale sul pianeta) è un intruso, se viene aggredito è perché "se l'è andata a cercare".
Ed è evidente che se questo è l'assunto di partenza, le soluzioni possibili al problema escludono alla radice qualsiasi ipotesi d'intervento finalizzato a limitare il numero degli orsi, numero che all'interrogante (ma non solo) sembra essere decisamente eccessivo rispetto ad un territorio di dimensioni tutto sommato modeste e, soprattutto, notevolmente antropizzato come quello della nostra Provincia.
Tra i diversi commenti particolare attenzione merita il recente intervento del prof. Michele Corti dell'Università di Milano, che nel contesto di valutazioni di carattere più generale sulla presenza dell'orso, critica la soluzione che ultimamente sembra andare per la maggiore.
Facciamo riferimento all'uso di campanellini il cui utilizzo dovrebbe salvaguardare gli umani che si ostinano a frequentare i nostri (pardon, loro, nel senso degli orsi) boschi.
La quasi amena misura, che pare essere stata mutuata da esperienze, quali quella canadese, che non è necessario essere esperti per sapere essere assai diversa rispetto alla nostra, ha avuto un certo successo, se è vero che proprio in questi giorni la Cassa Rurale di Rovereto ed il Museo Civico hanno donato ai bambini che frequenteranno la colonia diurna un bel campanellino, con il quale potranno frequentare in sicurezza i nostri boschi.
A tal riguardo il sopra citato prof. Corti mette tutti sull'avviso, rilevando come il campanellino, è in realtà misura, non soltanto non risolutiva, ma addirittura potenzialmente controproducente, in quanto potrebbe attirare, anziché allontanare, l'orso.
A giudizio dell'interrogante tale parere va tenuto nella dovuta considerazione, specie in un contesto in cui i consigli "ufficiali" per l'ipotesi d'incontro con l'orso non sembrano trovare fondamento in solide basi scientifiche.
Vorremmo, ad esempio, sapere su quali evidenze empiriche si basi la seguente avvertenza: "Essendo difficile capire se si tratta di un falso attacco, fingere di essere morti, distendersi a terra con le mani sul collo o sulla faccia per proteggersi, restare fermi il più possibile finché l'orso non termina l'attacco e, terminato l'attacco, prima di rialzarsi verificare che l'orso non sia più nei paraggi" (ammesso, e non concesso, che di rialzarsi il malcapitato sia ancora in grado, aggiungiamo noi!).
Come che sia, poiché la proposta dei campanellini sembra prendere piede, e con essa la convinzione che il loro utilizzo sia misura sufficiente a garantire l'incolumità di chi frequenta i nostri boschi, laddove, invece, qualcuno è di parere opposto, pare opportuno che la Provincia dia indicazioni precise in proposito.
Con l'occasione si chiede poi di conoscere il numero degli orsi ad oggi muniti di radiocollare, atteso che l'esemplare che si è reso protagonista delle aggressioni avvenute a Zambana e Cadine ne è privo.
Quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere

interroga il Presidente della Provincia al fine di sapere

a) se la Provincia ritiene che l'uso di campanelli possa allontanare l'orso, ovvero se invece ritiene che la misura possa produrre l'effetto contrario;
b) se la Giunta ritiene opportuno far chiarezza sul punto, anche al fine di evitare che le situazioni di pericolo anziché diminuire, possano aumentare;
c) quanti sono ad oggi gli orsi muniti di radiocollare, di cui la Provincia è quindi in grado di controllare i movimenti.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Rodolfo Borga - Civica Trentina