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Notizie dal Trentino

Tirocinio Formativo Attivo: la Cisl Scuola del Trentino presenta lo stato dell'arte della complessa trattativa con il Miur

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Poche le certezze, grande la preoccupazione fra il centinaio di docenti precari che hanno affollato ieri l'aula magna dell'Istituto Arcivescovile di Trento per l'assemblea indetta dai vertici della Cisl Scuola del Trentino. I temi all'ordine del giorno sono stati il Tirocinio Formativo Attivo, nelle due forme auspicate dal Miur di Ordinario e Speciale e la proposta dell'Amministrazione trentina in tema di reclutamento.
Antonietta Pellegrino e Stefania GalIi, dirigenti della Cisl Scuola del Trentino, sul palco per rispondere alla pioggia di domande e chiarimenti da docenti confusi, esasperati e stanchi per una condizione di instabilità che si protrae ormai da anni, ancora in attesa di chiarimenti dal Ministero a poche settimane dal termine ultimo per l'iscrizione al TFA fissato per il 4 giugno sul territorio nazionale, l'8 giugno 2012 in Trentino.
"La Cisl Scuola tutta, compatta, sostiene l'enorme preoccupazione che percepiamo nelle telefonate dei tanti docenti che ci contattano ogni giorno" sottolinea Stefania Galli nel suo saluto all'assemblea, mentre Antonietta Pellegrino ha lungamente illustrato la complessa trattativa in corso al tavolo sul TFA fra i rappresentanti sindacali e il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca: il 3 maggio 2012 l'inizio dei lavori del tavolo, e la disponibilità del Miur ad attivare un corso abilitante per quei docenti che avevano accumulato 36 mesi di servizio; il 14 maggio scorso l'ultima convocazione in ordine di tempo del tavolo nel quale si è deciso fra le altre cose di attivare un canale diretto di comunicazione con il Miur attraverso la creazione di una FAQ sul sito del Ministero con i principali dubbi in materia di TFA. Le trattative per la definizione dei dettagli sono ancora in corso, mentre è stato diffuso ieri all'interno dell'assemblea un comunicato sulle novità introdotte nel corso dell'incontro del 14 maggio a Roma.

Numerosi i nodi ancora aperti: 'attivazione di corsi per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP), la valutazione delle ore sul sostegno, l'accesso al tirocinio per i docenti delle scuole della formazione professionale trentine, che rispetto al resto d'Italia sono per la maggior parte provinciali, l'attesa dell'istituzione del percorso per la Primaria e l'Infanzia (nazionale, non trentina).
Si attende prima della scadenza del 4 giugno un'Ordinanza Straordinaria che recepisca le variazioni richieste dai sindacati e specifichi i numerosi dettagli ancora da definire, per questo la Cisl Scuola ha invitato i docenti con tre anni di servizio ad attendere qualche giorno prima di effettuare l'iscrizione online al Tirocinio.

In Trentino sono 153 i posti a concorso, ma secondo le stime ammontano a 4000 i docenti non abilitati. "Cifre insostenibili se l'intento è quello di mettere un po' di ordine e normalizzare la situazione dei precari, anche alla luce del fatto che l'ultimo concorso ordinario è stato indetto nel 1999 e dal 2001 solo i docenti laureati e abilitati hanno diritto di accedere ai concorsi" ha sottolineato dal palco Antonietta Pellegrino. Per questo la Cisl Scuola si è fortemente battuta a fianco delle altre sigle sindacali per un'apertura all'abilitazione (con TFA speciale) che permetta di accedere al concorso ordinario. Da questo presupposto è nata la proposta del Ministero di attivare un percorso di Tirocinio Formativo Speciale, semplificato rispetto al Tirocinio Ordinario, per coloro che hanno maturato tre anni di esperienza lavorativa calcolati in 180 giorni per ogni anno scolastico.
Nella seconda parte dell'assemblea si è passati dal quadro nazionale, dal quale in questo momento dipende anche quello Trentino, a discutere le questioni peculiari per la Provincia Autonoma di Trento, unica in Italia ad avere una graduatoria provinciale invece che graduatorie a esaurimento "blindate". Nella graduatoria trentina ci sono attualmente 1548 docenti che hanno diritto alla tutela e si teme che all'annunciata riapertura per l'anno scolastico 2012/13 delle graduatorie provinciali, quando nel resto d'Italia sono bloccate da tempo, si riversino in regione circa 20mila precari in cerca di un posto in graduatoria provenienti dal resto d'Italia. "Una situazione che rischia di penalizzare gli iscritti nelle graduatorie trentine – spiega Antonietta Pellegrino – i quali in virtù delle peculiarità del sistema trentino potrebbero aver accumulato meno punteggio rispetto ai colleghi del resto d'Italia e si vedrebbero scavalcati. Di fronte all'emergenza che potrebbe verificarsi per i docenti iscritti nelle graduatorie trentine, determinata unicamente da un sistema diverso rispetto al resto d'Italia, ci sentiamo in dovere di difenderli da conseguenze che potrebbero creare disparità".
La Provincia di Trento presenta delle peculiarità anche per le scuole professionali che possono in un frangente come questo generare delle disparità di trattamento. "La Cisl scuola opera per tutti i docenti indifferentemente – ha precisato Stefania Galli – difende tutti i lavoratori, per questo ricorda che tra le questioni aperte nella Provincia Autonoma di Trento, unica in tutta Italia, vi è un riconoscimento diverso fra chi opera nelle scuole paritarie e chi è in servizio presso le scuole statali: si parla di 9 punti anziché 12 a parità di periodo di insegnamento".


In merito alla bozza sulle nuove modalità di reclutamento proposta dall'Amministrazione trentina Antonella Pellegrino ha specificato che: "la Cisl Scuola è disposta a sedersi al tavolo del confronto come ha sempre fatto credendo nel valore della contrattazione e della concertazione, ma unicamente se vi è la garanzia di una copertura totale dei posti vacanti facendo un puntuale confronto tra organico di fatto e organico di diritto".

Le dirigenti sindacali della Cisl Scuola, concludendo i lavori, hanno sottolineato la piena condivisione degli obiettivi di fondo della bozza provinciale – qualità dell'istruzione, continuità per gli alunni, maggiori opportunità per i giovani docenti, l'avvio di pratiche concorsuali– ma sostenuto che anche alla luce delle novità di questi giorni da parte del MIUR la bozza debba essere rivisitata da parte dell'amministrazione se non rifatta in toto.