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Al Centro Studi Judicaria "Out of the Bleu" la conferenza sull'arte di Amedeo Marchetti a cura di Alessandro Togni

Conferenza Amedeo Marchetti

Si  è tenuta presso l'auditorium del Centro Studi Judicaria "Out of the Bleu", la conferenza sull'arte di Amedeo Marchetti a cura di Alessandro Togni che oltre a ripercorrere i tratti caratterizzanti del percorso visivo dell'artista di Bolbeno cercherà di interpretare e far emergere le relazioni tra pittura e musica.

Un appuntamento imperdibile per gli amanti dell'arte che oltre a beneficiare dell'esposizione del Togni potranno anche incontrare l'artista e viitare la mostra di Amedeo Marchetti che rimarrà aperta nelle sale expo del Centro Judicaria fino al 31 gennaio 2012 tutti i giorni dalle  16,00 alle 18,00 con apertura serale (20,30 – 22,00) il mercoledì e il venerdì.

Riportiamo in seguito una critica di Alessandro Togni su Amedeo MArchetti

"Gli artisti naif sono sempre pronti a sorprendersi per la bellezza apparentemente comune delle cose" ... Ed in questa visuale estetica, in questo atteggiamento emozionale disincantato ed aperto si muove anche Amedeo Marchetti, il più profondo e sincero pittore naif delle Giudicarie, capace da 30 anni ormai, di realizzare nella sua forma maggiormente riconoscibile, opere in grado di modificare il nostro modo di accogliere l'arte anche nel tempo del terzo millennio.

Si sente nella sua pittura il suono di una classicità di natura ottocentesca, il gusto per il brivido esotico costruito con le sembianze delle "cose di casa nostra", il tratto di un carattere rimasto vicino alle sensazioni istintuali dove il naturale primitivismo espressivo, solo in parte, con gli anni, sembra aver ricevuto in dote anche una sorta di eleganza ed uno stile meno ruvido, perfezionato e sostenuto nella pulizia formale costruita dentro i parametri di una leziosità, mai eccessiva. Si odono lontane le tensioni per una pittura ancorata alle sue origini "fin de siècle", quando la volontà di indipendenza artistica reclamava in maniera prepotente una propria esistenza, dove a segnare i sentieri per l'evoluzione artistica furono proprio le correnti artistiche fra figurazione e astrazione al punto che, anche il pensiero critico arrivato ad un certo limite indicò in questo postulato, "ogni opera crea il suo pubblico", tutto il suo carico di modernità. E dentro le avanguardie artistiche del '900 vennero a configurarsi attitudini non propriamente considerate fino ad allora. Il Naif, nella sua costruzione sprovveduta, ingenua, istintuale ed incolta, pure se inizialmente venne indicato con una accezione negativa, riuscì in seguito a rompere le catene di una espressività solamente per "addetti ai lavori", riconducendo la pittura verso orizzonti nei quali tutti potessero trovare possibilità di rappresentazione. Nella sua manifestazione troviamo quindi una speciale originalità dove l'assenza di regole sembra essere la condizione privilegiata, dove pensiero ed immaginazione trovano spazio per esistere in virtù della facoltà degli artisti di istituire, non un modello antico ma, invece, una possibilità di estroversione dell'inconscio.

Il Naif quindi nel suo sviluppo fuori dalle convenzioni, ha saputo diminuire la distanza fra le esperienze artistiche e facilitato una percezione "popolare" dell'arte, restituendo altresì, come avvenne in seguito anche per la Transavanguardia nel corso degli Anni '70, una condizione di "autonomia dell'arte". Amedeo Marchetti si inserisce decisamente in questa operazione di apertura dell'arte producendo con intensità e qualità estetica opere di estrazione fortemente biografica, dove il recupero del pittoresco, le soluzioni nell'unitarietà stilistica, l'insofferenza alle proporzioni, sembrano descrivere ed anticipare la forma ed i contenuti di una comunicazione spontanea utile anche per il domani. Dentro le sue opere ritroviamo la deformazione del tempo reale al quale assegniamo facoltà mnemoniche utili a ripristinare il nostro personale "Amarcord" dell'anima ed in questo senso osservandole possiamo intuire un tempo immaginario dove a vivere e rivivere rimane solamente la fantasia. Opere silenziose dove tutto sembra rallentato, al limite dell'inerzia, scenografie e storie raccontate dove il frammento reale trova completezza e consistenza nella sua natura evocativa e straniante come dei sogni.

AMEDEO MARCHETTI 1

Ed infine, mentre rimaniamo avvolti dentro una visione lenta, seppure improvvisa, ecco fluttuanti e coinvolgenti sentimenti intenti ad indicare la forma delle nostre facoltà; la nostalgia capace di farci sentire "fuori/out" mentre vorremmo condividere cose con tutte le cose, e la malinconia dentro un vellutato "blue", sollievo e consapevolezza con la quale percepiamo di essere parte, anche se infinitesimale, dell'intero Universo.