Attraverso concetti di estrazione antica risalenti forse a Pitagora si può affermare che la musica è sostanza in relazione al movimento del sole, della luna e dei pianeti; è la materia capace di determinare proporzione fra i corpi celesti e la Natura; è anche un concetto filosofico, matematico e armonico non necessariamente ascoltabile ma sempre inevitabilmente carico di energia.
Come se stessimo indugiando dentro una estetica dai lembi scientifici ecco, la musica, si materializza in figura geometrica assumendo una sua immagine quasi scientifica: anche Mozart si disse variamente attratto dalle sequenze numeriche della musica e, in fondo, la considerava come una disciplina prossima alla matematica.
Equazioni ed onde sinusoidali, linee geodetiche e ritmiche dall'aspetto quadrato...
Una predisposizione, a concepire la musica, forte di una appartenenza alla simmetria, anche quando le dinamiche si realizzano dentro un cataclisma sonoro spesso non conforme alla rappresentazione della "figura geometrica", ma più vicino alla descrizione della "forma organica". La ventisettesima opera in cd di Mike Oldfield seguendo le tracce di una musica fenomenologica, prende titolo di "Music Of The Spheres", la musica delle sfere... Una interessante proposta e un suggerimento ulteriore dopo 35 anni dalla logica di "Tubular Bells", per riprendere un percorso di ricerca ai limiti della classica (l'autore dice di trovare ispirazione in Holst e Rachmaninov) ma con il cuore pulsante delle macchine del futuro. Il disco uscito nel 2007 è interamente composto da Mike Oldfield e tutte le tracce sono suonate dalla "Sinfonia Sfera Orchestra", diretta da Karl Jenkins. (Consigliato)