MUSIC SEVENTIES: ALCUNE OSSERVAZIONI VELOCI. Da la Musica sei tu di KimboIna Vellocet

PICTURES AT AN EXHIBITION 2
... L'arte barocca del "Progressive". Il rock attraversata l'infanzia solare degli Anni '50, si inerpica con tensione adolescente e piena di rabbia nel decennio degli Anni '60, infine affrontando un'età più matura si dispone a privilegiare la sua essenza musicale come vera e propria Arte, tesa a superare le esperienze della musica dedicata principalmente al corpo. Con il "Progressive" la soluzione diviene "seria", per certi versi addirittura troppo mentale e depressiva, ma certo anche colma di energia creativa e di spirito evolutivo. Non più musica per il corpo e per gli incontri del divertimento, non più gioco e lucentezza estiva ma musica di riflessione, per la mente! Attraverso i contenuti proposti da questa sezione della musica si superano le radici del rock, approdando ad una forma ulteriore dove la necessità di disporre di un nuovo respiro "artistico", inteso come attraversamento del disimpegno, diverrà anche dialogo fra le parti: la vecchia Europa verrà investita di una nuova ipotesi di sviluppo; il contatto fra musica giovanile e musica classica. La sua forma essenzialmente "colta", verrà perseguita principalmente in Inghilterra dove riceverà i caratteri di una "sperimentazione memorabile", fatta di tre elementi fondamentali:
• "l'uso della suite", un brano esteso in più movimenti collegati fra loro;
• "l'uso della tastiera" a discapito della chitarra strumento principe del rock;
• "l'uso di testi letterari" in taluni casi anche non completamente comprensibili.
La rilevanza del concetto di "classico" apparirà ed ispirerà molta musica giovanile, il modello al quale farà riferimento sarà quindi strutturato sulle armonie e sulle melodie (ma anche sulle evocazioni) di origine magniloquente e barocca, seguirà poi le tematiche di un romanticismo rovente e sublime, fino ad approdare alle soluzioni "oblique" del Novecento. Per ricordare alcune esperienze: I "Love Sculpture" realizzarono una versione contaminata della "Danza delle Spade" di Aram Khachaturjan, i "Nice" si rivolsero a Jean Sibelius, mentre qualche anno prima "L'aria sulla quarta corda" di J. Sebastian Bach divenne "A Whiter Shade of Pale", una indimenticabile canzone dei Procol Harum, trasposta anche in italiano da Mogol ed interpretata dai Dik Dik con il titolo "Senza Luce". Ma il movimento più eclatante per il recupero del "classico" lo effettuarono gli Emerson Lake & Palmer i quali, in trio di basso, tastiere e batteria, diedero seguito alla intera scrittura e rappresentazione delle "Pictures At An Exhibition" di Modest Mussorgsky ...
... to be continued ...