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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Bersone, Chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano, 2012

97 Bersone - Floriano Menapace 2012

Bersone, Chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano, 2012.

... Di origine medioevale, menzionata nel 1537, rifabbricata nello scorso secolo [Ottocento] in stile neoclassico […] ha un pesante atrio a pilastri ed è fiancheggiata dal campanile...” (Gorfer, 1975, p. 592).

La fotografia è nuova perché è fra le poche arti che, attraverso tutto il XX secolo, sono rimaste legate ai fatti del mondo, […] Ma proprio questo grande limite della fotografia – l'impossibilità di fare qualche cosa senza avere prima scontato verso il reale un'attenzione rispettosa – mi ha fatto capire che i fotografi non hanno di che preoccuparsi; la fotografia potrà essere sempre nuova, perché la superficie della vita continua a cambiare. Come ogni arte, potrà avere le sue stagioni, ma non sarà mai una moda passeggera più della vita stessa.” (R. Adams, 1995, p. 47).

Oltre a mostrare un momento di luce speciale nel protiro della parrocchiale di Bersone, ho voluto meditare sulle parole del fotografo e critico americano Robert Adams e sulle qualità e le regole che la fotografia, ancora oggi, deve adottare al di là dell'apparente facilità tecnologica.