Giudicarie, Irone, portico – 2011

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Giudicarie, Irone, portico – 2011

Motivo giudicariese.

Da bambino, ormai molti anni fa, avevo sempre un po’ di timore ad entrare nei vòlti delle case. Transitando frettolosamente in quegli ambienti scuri, affumicati, si passava davanti ad una scalinata che si sprofondava nella terra, o si avvertiva un forte odore di letame di una stalla con un paio di pacifiche mucche, o capre: solo il bécco faceva una diabolica paura. Poi c’erano le pile della legna ben ammonticchiate, il ciocco con la mannaia sempre pronta, la ramaglia per accendere veloce il fuoco, che, quasi, non servivano neanche il fiammiferi se c’era un po’ di brace sotto la cenere. Le porte erano aperte, i lucchetti appesi alle catene, nessuno pensava a toccare niente.