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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Motivo giudicariese. Val Rendena – Anno 2011

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10. Motivo giudicariese. Val Rendena – Anno 2011.

Cà' da mónt.

"Da tener presente che con l'espressione cà' da mónt (secondo la secolare tradizione) si intendeva una proprietà privata, in zona montana, confinante quasi sempre col territorio comune (oggi comunale), costituita sempre da tre elementi essenziali e fra loro complementari: 1) l'edificio con il casinòt (poverissimo!), la stalla (quasi sempre a sud) a livello del terreno; e sopra la stalla il fienile; 2) il prato per il fieno; 3) una limitata superficie di bosco ceduo per la fóia (strame). Da qualche decennio, ormai, quasi tutti gli edifici storici si stanno trasformando in vere e proprie comode seconde case radicalmente trasformate, per cui ora la loro denominazione si è trasformata da cà' da mónt in cà' sal mónt!".

Mario Antolini, Le mie Giudicarie, Antolini Editore, Tione di Trento, 2002, p. 41.

I "motivi" che saranno presentati in questa raccolta di immagini, avranno un'indicazione generica della loro collocazione perché vanno oltre al dato puramente tecnico.