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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Dorsino, la piazza con la chiesa di San Giorgio, 2013

Dorsino 300 - Floriano Menapace 2013

Dorsino, la piazza con la chiesa di San Giorgio, 2013.

"Urbanisticamente il centro abitato si è espanso nel secondo dopoguerra e tende a formare un'unità sparsa con le vicine frazioni di S. Lorenzo."
"Nella chiesa di S. Giorgio, vecchia curaziale di fattura tardoquattrocentesca, dipinti a fresco di Cristoforo Baschenis (fine del Quattrocento o inizio del secolo sucessivo) che "presentano residui ancora gotici nelle forme ormai rinascimentali degli ornati...".
(A.Gorfer, p. 471)

C'è una corrispondenza tra il grigio del cielo vuoto e l'asfalto della strada; il resto dell'arredo in porfido cerca di ricreare un luogo di aggregazione intorno all'antica fontana e alla vecchia curaziale.
Su una vecchia fotografia dei primi anni Venti appare, sulla casa intonacata in bianco, la scritta "Locanda all'Opinione" (così come nella vicina frazione di Prato a San Lorenzo in Banale e a Bolbeno), ma era ormai chiusa e le opinioni, in quegli anni, era meglio tenerle per se.

Nel mio lungo girovagare per le Giudicarie ho tenuto per ultima la parte orografica sinistra dell'Ambiez, con i comuni di Dorsino e San Lorenzo in Banale perchè sono legato a questi luoghi fin dalla primissima infanzia (1948). Ho voluto bene e ne voglio ancora a tante persone che sono state testimoni della mia vita di bambino, di ragazzo e di uomo. Ora, nel tempo della riflessione, ho incontrato alcune difficoltà perché i luoghi del mio immaginario si sono modificati e anche il pensare delle persone, ma non di tutte per fortuna.