San Lorenzo in Banale, loc. Nembia, 2013

124 Nembia Floriano Menapace

San Lorenzo in Banale, loc. Nembia, 2013

"Impressionante per la sua romantica asprezza alpestre è la regione di Nembia, alle pendici delle pareti rocciose che scendono dalla Prada (M. Ghez), per oltre seicento metri: un susseguirsi di ondulate praterie cosparse di macchie di bosco (pini, abeti, faggi), da muretti a secco, da enormi macigni calcarei e da baite. Parecchie di queste ultime sono addossate, o addirittura costruite sotto larghi "coeli", ai massi che le ripararono dai venti del nord; altre hanno il tetto di paglia o di scandole (1960), tutte circondate da un piccolo orto con il noce e il recinto per il bestiame. [...] ...simile al verde prato di un prato di un campo da golf, proprio alla base delle rupi di Prada c'è il lago di Nembia, a quota 760."
Gorfer parla di un luogo di sogno, ricordata da pittori e poeti, cita: "... l'incanto del tutto particolare..." del lago, e conclude: "Comunque il paesaggio di Nembia, con le vive testimonianze dell'antico intervento umano, rimane uno tra i più singolari e affascinanti del Trentino.". Siamo nel 1975, ma, sedimentatosi lo sfregio dei lavoro idroelettrici, il paesaggio ha mantenuto le sue caratteristiche anche perché i restauri non sono stati invasivi ad eccezione della locanda del Tomasin che è diventata un albergo troppo grande e, li vicino, un recentissimo capannone industriale incombe sulla casetta della signora Migliorini, a suo tempo ufficio dei cantieri.
(Gorfer, p. 476-77)

Da bambino frequentavo spesso Nembia, c'erano i cantieri della SISM dove lavorava mio padre e tanti uomini di San Lorenzo e ho ancora in mente i loro volti le loro voci.