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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Giudicarie Esteriori, Rango - Anno 2011

29.Rango 300bis copia

29.Giudicarie Esteriori, Rango - Anno 2011.
Emigranti.

Sono partiti per il Belgio, per la Germania, per l’America e i più fortunati per Milano e Varese. Rimpatriano per le vacanze ora che sono pensionati, ma non tutti gli anni. C’è chi ha rimesso un po’ a posto la casa dei loro vecchi, chi invece, con qualche ostentazione, si sono fatti realizzare una villetta in periferia del paese; a volte, nella speranza di un ritorno anche per i figli e nipoti, hanno fatto costruire, con notevoli sacrifici, un vero e proprio condominio, con tanti appartamenti quanti sono gli eredi. Questi ultimi ritornano, ma non parlano più il giudicariese, vestono in un altro modo, mangiano e bevono altre cose, non si riconoscono in quelle loro proprietà, le abitano, ma sono rimaste scomode, invecchiate, sempre frigide e male arredate. Quanti sogni e fatiche nel mito del ritorno che ha fatto passare la loro vita in mezzo ad un guado mai attraversato del tutto.