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Dialetto - Ricerca: él déc!

Penso sia logico (quasi necessario) approfittare - da parte degli appassionati e non - di usufruire di questa "rubrica" di www.giudicarie.com per aiutarsi a vicenda a conoscere meglio i nostri dialetti giudicariesi e per "precisare" l'uso, la scrittura, gli accenti, i significati e tutto quello che è bene sapere affinché il dialetto abbia a mantenere la sua bellezza e la sua esatta integrità che sono andate accumulandosi nei secoli.

Per oggi il mio interesse è attorno al vocabolo déc:

• déc = per i Tionesi significa: confine catastale, ossia quelle pietre sulle quali è stata scolpita una + per segnare il passaggio da quel luogo della linea di confine fra proprietà catastali comunali o fra proprietà catastale e proprietà private;

• in tutti gli archivi comunali dovrebbe esistere "él lìbro de le Crós" (scritto nel medoevo, nel periodo ca. 1500-1700, comunque prima del 1803) con l'elencazione esatta di tutti i déc relativi al proprio territorio catastale;

• dég = nel libro di Ezio Scalfi ("Duemila parole del mio paese") il vocabolo è scritto: dég: s. m. Cippo di confine. - Probabilmente da deganus perché serviva per segnare il confine tra le decanie: divisioni territoriali del Medio Evo in rapporto al possesso e alla amministrazione. Negli Statuti di Tione sono chiamati degani;

• déch, déghi = Nel vocabolario di Miriam Sottovia ("Vocabolario del dialetto di San Lorenzo e Dorsino - Banale") è scritto: déch (déghi) s. m. - Segno di confine, pietra conficcata nel terreno, o roccia con una croce incisa sopra, posta al confine tra la proprietà privata e quella comunale.* I vecchi conoscevano con precisione, quasi al centimetro, la collocazione di molti déghi (conficcati a pochi metri di distanza l'uno dall'altro) e li sapevano trovare con sicurezza quando serviva verificare la proprietà. Una delle preoccupazioni che avevano, poi, era quella di insegnare ai giovani, soprattutto ai figli, la collocazione di detti déghi che, da tempo immemorabile, delimitavano la proprietà collettiva. - Déch: parola in totale disuso; è sinonimo, in un certo senso, di tèrmen. - El déch l'èra su sto maròch = il segno di confine (la croce) si trovava su questo masso. * Probabilmente il termine viene da deganus in quanto il cippo serviva da confine tra le decanie, divisioni territoriali del Medioevo in rapporto al possesso e alla amministrazione. Scrivo citando quasi alla lettera Scalfi;

• NB. - Il vocabolo non lo si trova su nessun altro vocabolario dialettale giudicariese (Storo, Roncone, Bondo, Pinzolo, Montagne) né sul noto Azzolini;

• ugualmente non risulta neppure nell'Ufficio del Catasto.

Grazie per eventuali e possibili informazioni.

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