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Il Blog di Marco Zulberti

La B Koalition, la coalizione... bifronte. Gli scenari del dopo elezioni

Beppe grillo

Il comune denominatore dei risultati delle elezioni italiane del 2013 è la rivendicazione della libertà economica da parte degli italiani ad una classe politica che si è completamente scollegata dalla vita dei suoi cittadini, un collegamento che i tecnici hanno tentato inutilmente nell'ultimo anno di ripristinare provocando qualche corto circuito di troppo. Il successo di Grillo, la rimonta di Berlusconi, la sconfitta di Bersani, la messa in un angolo di Monti, sono dovuti tutti allo stesso motivo: il popolo rivendica una libertà economica che la rigidezza e i costi delle strutture politiche, ministeriali, amministrative, finanziarie, fiscali, previdenziali, sindacali, in cui le stesse caste di burocrati, manager, funzionari, che vi lavorano non possono permettere per non perdere la propria mansione, la propria posizione di rendita. E' un punto che Monti richiamava quando affermava sulle rigidità di entrambi i poli. Ma Monti parlava una lingua dell'oggettività e della verità, che ormai nessuno più è abituato comprendere. Tutti e tre i leader devono le loro performance elettorali, positive e negative, al rapporto che hanno saputo instaurare con queste caste, con i loro interessi, o meglio con i loro "costi"; Grillo opponendosi, Bersani tenendo fermi alcuni punti in modo intransigente e Berlusconi utilizzando lo strumento del populismo più sfacciato e irriverente.
Ad un apparato che sordo alla situazione economica e finanziaria dei cittadini continuava a pensare strumenti con cui limitare la libertà economica dei cittadini solo per far sopravvivere le strutture burocratiche e amministrative dello stato, la popolazione ha reagito accettando le promesse più demagogiche. Ma che altro poteva fare?

Si dimostra con questo l'inutilità delle stesse primarie e la rigidezza di Bersani verso chi lo avrebbe potuto far vincere, dallo stesso Renzi alla stessa esclusione di Grillo dalle primarie del Partito Democratico, che nessuno oggi sembra ricordare. Forse il popolo quando ha fame diventa più intelligente degli stessi intellettuali e filosofi, che pregiudizialmente e in modo sprezzante, lo guidano. E allora Bersani deve riconoscere lo scollamento anche del partito democratico dalla gente; avrà ascoltato gli apparati, ma non il muratore, non l'idraulico, non l'operaio della trafila o dell'acciaieria, non io piccolo commerciante. La soluzione ora è pensare al dialogo nell'interesse del paese, al dialogo con quelle forze che hanno invece anche in modo censurabile e populistico, dato voce alla gente.
Adesso serve un passo da parte di tutti, verso una colazione bifronte, una B-Koalition (Bersani-Berlusconi e magari Grillo) da mettere sul tavolo di questi strani tre mentori del popolo italiano. Sono stati votati non per prolungare le risse all'infinito come sanno benissimo fare, ma per governare responsabilmente.