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Il Blog di Marco Zulberti

Il collegamento tra art.18 e falso in bilancio. Si può licenziare per motivi economici e lasciare depenalizzato il falso in bilancio?

Mario Monti 1

La riforma del mondo del lavoro è uno dei temi fondamentali attraverso il quale dovrà forzatamente passare il governo di Mario Monti appena riconosciuto a livello internazionale con la sua visita negli Stati Uniti che ricorda tanto quella famosa di Alcide De Gasperi del 7 gennaio 1946. L'incontro con il presidente Obama e la dedica a Mario Monti della copertina della rivista Time, ricordano la similitudine con l'incontro dello statista trentino con Harry Truman, quando venne stipulato il Commodity Credit Corporation, trattato che fece arrivare in un Italia stremata dalla guerra e dalla fame 7. 500 tonnellate di patate.

Oggi il primo ministro Mario Monti, con il suo viaggio a Washington e a New York appare collocarsi proprio nella scia di De Gasperi che aveva fatto del low profile, del basso profilo la sua immagine, resa celebre il caso dal "cappotto" preso a prestito per andare all'Assemblea delle Nazioni Unite, deve far arrivare non più le patate, ma le "regole" che hanno reso più forte il mercato del lavoro americano in questi anni di crisi. Superare quindi nello stesso tempo la demagogia di concetti come "posto fisso" e "precarietà", rendendo più facile il riavvio della filiera produttiva italiana e interessante per le società estere che intendono investire in Europa, come dimostra il successo della sinergia italo-americana della Crysler diretta da Sergio Marchionne.

Le prime indiscrezioni sul progetto del ministro Elsa Fornero intorno alla revisione dell'articolo 18, riguardano proprio il ritorno alla perdita del lavoro a tempo indeterminato, e quindi al licenziamento, da parte delle società per motivi economici. Una società potrà licenziare una parte dei propri dipendenti per motivi economici e quindi congiunturali. E fino qui il discorso può reggere.

Ma chi garantisce che il bilancio aziendale è veramente in rosso, se in Italia è stato depenalizzato il falso in bilancio? È un punto cruciale.

Se si vuole veramente abolire e modificare l'art.18 almeno per temi come le difficoltà dell'impresa che licenzia, si devono anche garantire i dati societari, che ad oggi, sono invece contabilmente falsificabili. Se nel passato la cancellazione del falso in bilancio in Italia ha avuto una sua logica manageriale e psicologica per nascondere i picchi delle crisi, gli Stati Uniti e il Giappone ad esempio ne hanno fatto ampiamente uso, nelle crisi degli anni Novanta, oggi di fronte alla riforma delle leggi che regolamentano il mercato del lavoro è possibile questo passo?

Diremmo di sì solo se nello stesso momento in cui viene modificato l'articolo 18, la normativa di legge ripristina il reato di falso in bilancio. Altrimenti avremmo licenziamenti motivati dal "costo economico" fasulli e contrari al buongoverno.

Nella famigerata Germania, che sembra essere tornata a causa del suo radicalismo al conto economico, i sindacati si siedono nel Cda e leggono e approvano il bilancio delle società. Se i sindacati italiani sedessero nei cda, e partecipassero alla vita economica delle società produttive, forse modificherebbero totalmente il loro atteggiamento. Sarebbero responsabilizzati di fronte al conto economico e nello stesso momento lo renderebbero più certo e garante dei suoi dati di bilancio.

Per cui quando Mario Monti, suonando la campanella di Wall Street, afferma che vuole un'Italia più moderna nel mondo del lavoro, nello stesso tempo deve tener conto anche di questi ostacoli decisivi. La modifica dell'articolo 18 non è una cosa semplicistica, ma implica altri due fattori: per primo le reintroduzione del falso in bilancio per le società e secondariamente il coinvolgimento nelle responsabilità anche dei sindacati, facendoli partecipare ai cda delle aziende.

La possibilità di licenziare la manodopera, implica pertanto una drastica maturazione contemporanea sia nei manager, un attimo troppo effervescenti in questi ultimi due decenni, e un cambio di mentalità della classe sindacale, ancora fissata sull'idea dello sfruttamento di un proletariato che ormai esiste solo sui testi dell'ottocento.