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Il Blog di Marco Zulberti

Una Ellis Island a Lampedusa


Ellis-Island immigrazione


La rotta che porta le masse africane verso la libertà e la democrazia rappresentate dall'Europa, passa forzatamente per le isole del mediterraneo come Lampedusa, la Sicilia o le coste della Calabria. Queste masse di emigranti e profughi fuggono da dittature, povertà, miseria, fondamentalismo religioso, conflitti interrazziali, soppressione dei diritti umani, ignoranza culturale e tecnica, per approdare ad una terra ricca, non tanto di lavoro, quanto di diritti e libertà, di cultura e formazione, che offre ad ogni singolo individuo il compimento naturale delle proprie capacita. Questa terra promessa, agli occhi di queste masse è rappresentata oggi dalle democrazie europee che per realizzarsi sono uscite anch'esse da secoli di imperi, dittature sanguinarie, guerre drammatiche, governati da despoti e tiranni sia di destra che di sinistra.
Solo un secolo fa come oggi, gli europei e gli italiani, gli irlandesi, gli spagnoli, i portoghesi, gli stessi tedeschi emigravano verso le coste del sud America o quelle degli Stati Uniti e del Canada, che necessitavano di nuove masse di lavoratori per alimentare economie che erano in piena espansione.
V'era una vera e propria propaganda fatta in Europa che attiravano gli europei nelle sterminate pianure dell'Argentina e dell'Ohio, o nelle filiere industriali del nord America della nascente industria automobilistica da Boston fino a Syracuse con la chimica Solvay.

Per accogliere le navi che trasportavano le masse degli emigranti da Genova e Dublino stati come l'Argentina, il Brasile, il Canada si erano organizzati con apposite agenzie statali e private, sanitarie, del lavoro, sociali, religiose. Negli Stati Uniti l'approdo ad Ellis Island, dove venne issata la Statua della Libertà che accoglieva la vista dei nostri nonni che fuggivano prima dalla miseria imposta sulle masse dagli imperi centrali, perennemente in guerra, dai regni retti dalle monarchie militarizzate, e successivamente dalle dittature e dai disastri della prima guerra mondiale, gli emigranti sbarcavano sotto il controllo delle autorità venivano condotti dall'identificazione, venivano schedati, registrati, muniti di carte di riconoscimento, visitati e quando tutto era apposto potevano entrare nel paese o essere respinti.

Chi non aveva le caratteristiche utili al lavoro, sanitarie, di età, veniva respinto. Un lontano parente arrivato a Ellis Island con sintomi di tubercolosi fu rimandato indietro. La cosa fu vissuta dalla famiglia in nodo naturale.
Di questa organizzazione di accoglimento degli emigrati, di selezione delle caratteristiche, ne a livello europeo, ne italiano non esiste nulla. Anzi, la legislazione italiana ha emesso norme astruse, ha concepito il business dei centri d'accoglienza, che appaiono più dei carceri che delle strutture di selezione dei futuri lavoratori europei. L'Italia sulla carta ha concepito regole durissime ma che poi di fatto non hanno alcuna applicazione compresa la legge sull'emigrazione clandestina. Vi sono intere aree economiche italiane che fanno di questa legge un metodo di ricatto e sfruttamento dei lavoratori immigrati.

In questi vent'anni seguiti dal crollo del muro di Berlino, ai primi viaggi in mare dei profughi dall'Albania, l'Europa ha pensato di unire solo i mercati finanziari favorendo la speculazione, ma non di unire i popoli europei sotto la bandiera di uno stesso principio per i diritti umani come avevano fatto gli Stati Uniti a Ellis Island più di cento anni fa.
Una sola politica estera, un unico diritto, un unico esercito, sono i passi necessari per far avanzare il percorso dekl'unione europea oltre i limiti evidenti della sola unione monetaria e finanziaria. Fare di Lampedusa la Ellis Island dell'Europa sarebbe un passo simbolico significativo, al di là degli estremismi interpretativi nel diritto di asilo, che spetta solo a chi è effettivamente un perseguitato politico, e anche alle capacità di assorbimento di una massa che ora in Europa non troverebbe lavoro ma solo la libertà individuale, libertà dai dogmi di religioni arche tipe che non rispettano i diritti umani e i diritti della donna. L'augurio è quello che Lampedusa, diventi senza retorica il primo territorio europeo veramente unito, una porta, o meglio un porto di approdo dei popoli oppressi alla libertà ma nel rispetto delle leggi che oggi fanno dell'Europa una sorta di terra promessa della democrazia, com'erano un tempo per i nostri nonni l'approdo a Ellis Island.