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Caso Daniza, una Val Rendena allibita si chiede quando questa gogna immeritata avrà fine

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Per Pinzolo, e la val Rendena, l'incubo Daniza continua. "Pensavamo di aver archiviato la vicenda con l'ultima avvilente manifestazione, che è stata di tutto, fuorché una dimostrazione animalista a favore dell'orsa", dice uno dei Pinzoleri che, domenica 14 settembre mentre sfilavano striscioni e manifestanti al grido di "Assassini", "Pinzoleri di m...", "Montanari ignoranti figli di...", "Venite fuori c...sotto", è rimasto ai margini, come del resto tutti gli abitanti del paese, per evitare inutili provocazioni. Purtroppo però il blitz della notte scorsa con manifesti e volantini appiccati a Pinzolo, Campiglio e sui muri della sede del Parco a Strembo, ha propiziato un cattivo risveglio. La vicenda orso è ancora più viva che mai. E, chissà quando si riuscirà a mettervi la parola fine.

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Due settimane fa a Pinzolo, in un paese blindato dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, era stato il "Fronte animalista", approdato da Milano e da Biella nel bel mezzo del corteo a rendere incandescente la situazione, vissuta dagli abitanti di Pinzolo come una sorta di violenza privata nei loro confronti. "Noi, che in tutta la vicenda – dicono – c'entriamo come i cavoli a merenda, giacchè il paese non ha mosso un dito contro l'orsa, ne aveva responsabilità in merito". Una tesi del resto già sostenuta dal sindaco William Bonomi, che in questo frangente è piuttosto parco di dichiarazioni. O meglio, probabilmente cose da dire ne avrebbe più d'una. "Ma, si finisce solo con alimentare una polemica senza fondo".

 

 

Per questo preferisce non rilasciare dichiarazioni. "Ciò che dovevo dire – dice – l'ho già detto nei giorni passati. Posso solo ribadire che l'amministrazione comunale, le istituzioni e i cittadini di Pinzolo non hanno nessuna responsabilità di quanto è accaduto. Il paese non c'entra. E, per quanto mi riguarda, tutto il trambusto che ne è nato non aveva nessun motivo di iniziare".

La sua voce è ferma. Decisa. Non vuole alimentare altre polemiche. Non vuole prestare il fianco ad altre offese e umiliazioni al paese che rappresenta. Il 23 agosto era stato il primo a scendere in piazza, per fare da cuscinetto tra le due fazioni pro e contro Daniza. O meglio, pro "Carnera", alias Daniele Maturi, l'uomo aggredito dall'orso che è stato la miccia delle contestazioni al progetto Life Ursus, che ha coinvolto migliaia di persone sul web e qualche centinaio di contestatori in valle, e pro orsa.

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In quell'occasione il sindaco Bonomi, armato di megafono, aveva tentato di pacificare le due fazioni in lizza. Durante l'ultima contestazione però con gli animalisti scatenati e imbufaliti per l'immeritata morte di Daniza (non accidentale - a loro avviso – come invece dichiarato dalla Provincia), il primo cittadino era rimasto in disparte e con lui tutti gli abitanti di Pinzolo che speravano con quel comportamento civile di evitare scontri e possibili ritorsioni per la cittadinanza. Compreso un danno d'immagine turistico, per molti è incalcolabile.

Ieri notte, però, gli animalisti (questa volta è l'associazione "100% animalisti" che sigla questo ennesimo boicottaggio) hanno appiccicato i loro cartelli sulle sculture degli orsi in legno lungo la statale, nella sede del Parco a Strembo, a Carderzone al bar Rustik (colpevole di essere il ritrovo degli amici del Carnera), alla Pro loco del centro rendenese e a Madonna di Campiglio nella sede della società Funivie.

Un blitz in piena regola. Che non ha risparmiato anche altri paesi del Trentino. La morte di Daniza? Dicono: una vergognosa esecuzione mascherata da un errore veterinario. E la vita dei cuccioli? Ormai segnata. Nelle foto, oltre a quelle del presidente Rossi che "deve dare le dimissioni". Anche il primo cittadino William Bonomi e Daniele Maturi. Entrambi oggetto di "nomination". Una Rendena allibita si chiede quando questa gogna "immeritata" avrà fine.

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