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Notizie val Rendena

La Cassa Rurale di Pinzolo è solida e non è tra le osservate speciali di Banca d'Italia. Il Presidente Simoni anticipa il bilancio 2015

Il Presidente Roberto Simoni e il direttore Gianfranco Salvaterra - aprile 2016

«La Cassa Rurale di Pinzolo è solida, e non è tra le osservate speciali di Banca Italia». A smentire la stampa locale che era uscita qualche giorno fa con la notizia che la banca di credito cooperativo di Pinzolo navigasse in cattive acque e che fosse nel mirino di Banca d'Italia il Presidente Roberto Simoni che aggiunge: «L'indicatore di solidità bancaria stabilito dalla Banca Centrale Europea il CET1 ratio è cresciuto anche nel 2015 arrivando al 18.91%. Un risultato che pone la Cassa Rurale di Pinzolo tra le più solide del Trentino».
«Questo – puntualizza il direttore Gianfranco Salvaterra - grazie ad una politica molto attenta della prevenzione del rischio che ci ha portato negli ultimi dieci anni a passare da un patrimonio di 18 milioni di euro a quello attuale di 33 milioni di euro e allo stesso tempo a creare un fondo aggiuntivo di oltre 10 milioni di euro per far fronte ad eventuali svalutazioni dei crediti».

Ma la tabella apparsa su Il Sole 24 ore che dice che la Cassa Rurale di Pinzolo è una di quelle con più crediti deteriorati come la si può far conciliare con i dati positivi di solidità da voi espressi?
I crediti deteriorati sono composti da esposizioni scadute o sconfinanti, ristrutturate, incagliate e da sofferenze. La percentuale di sofferenze, che è l'esposizione più difficile da recuperare, è di circa il 4,45% netto. Nei crediti deteriorati ricordiamo che ci finiscono dentro anche chi non paga due rate consecutive del mutuo...». Una situazione dunque secondo il Presidente Simoni e il direttore Salvaterra che non è affatto allarmante, anzi. Negli ultimi 10 anni la Cassa rurale «ha perso realmente solo 600 mila euro di crediti», un'inezia se si pensa che il volume di prestiti erogati supera il mezzo miliardo di euro.

Le sofferenze attuali in valore assoluto sono pari a circa 12 milioni di euro. Il tasso di recupero storico delle sofferenze è dell'80% il che significa si potrebbero avere perdite per circa 2 milioni e mezzo di euro. Ma il Fondo svalutazioni è molto superiore a questa cifra perché pari a 10,6 milioni di euro. Quindi « il fondo di svalutazione che abbiamo creato e che ci ha fatto chiudere l'esercizio con una perdita di circa 1milione e 300 mila euro, in futuro se, come ci auspichiamo, riusciremo a recuperare i nostri crediti, accrescerà gli utili e quindi aumenterà il patrimonio della nostra Cassa Rurale».
«La decisione di attivare una perdita - precisa Simoni - è stata presa dal Consiglio di amministrazione per la prima volta e dopo una attenta ponderazione al fine di anticipare il rispetto della recente normativa che richiede di accantonare in via prudenziale una importante somma dovuta alla svalutazione dei crediti. Una decisione controcorrente e impopolare, con la volontà di dare un segnale forte ed anticipare il nuovo piano di sostegno al territorio in vista della ripresa economica».

Ripresa economica che fa trasparire un sostanziale ottimismo da parte degli amministratori della CR supportato dal fatto che l'economia sta tenendo. «I nostri crediti sono per il 40% erogati ad attività legate al Turismo e fortunatamente il turismo sta facendo registrare risultati molto positivi tanto che non abbiamo in questo comparto neanche una rata scaduta. Anche l'Immobiliare che ha subito negli ultimi 8 anni una contrazione pesante che ha appesantito i bilanci anche della Cassa Rurale, sembra sia ripartito nei primi mesi del 2016 e abbiamo segnali ed indicatori positivi che ci fanno propendere verso un cauto ottimismo anche sulla ripresa degli scambi immobiliari».

A preoccupare invece il contesto generale delle banche in quanto esistono delle realtà che sono in difficoltà, e ogni qualvolta questo succede tutto il sistema è chiamato a tamponare e a partecipare ai salvataggi. «Questo contesto ci è costato 60 mila euro solo per il salvataggio delle 4 banche in difficoltà e circa 350 mila euro totali per il Fondo di Garanzia di Depositanti nel solo 2015».

Comunque sia aldilà del contesto difficile la Cassa rurale vuole mantenere e rimarcare il proprio ruolo naturale di sostegno alle attività economiche del territorio e delle associazioni. «Come facciamo da sempre, anche quest'anno cercheremo di sostenere tutte le attività sul territorio e daremo ad associazioni, soci ed enti circa 300 mila euro che andranno a sostenere il territorio e le iniziative locali.

Il 23 aprile l'Assemblea dei soci dove scadranno il Presidente Simoni e i consiglieri Riccardo Maturi e Modesto Povinelli e l'intero Collegio Sindacale. Il Presidente Simoni ha già fatto sapere che si ricandiderà: «Ci sono in ballo parecchie cose da portare a termine e anche se sono presidente già da 11 anni e auspico un ricambio generazionale ho accettato di dare la mia disponibilità a guidare la Cassa Rurale in un momento delicato nel quale ci sono molti temi sul tavolo, dalla riforma del credito cooperativo alle fusioni che siamo chiamati a fare. Proprio sul tema fusioni, dopo il mancato accordo con la Cassa Rurale Val Rendena stiamo considerando opportunità anche fuori dalla nostra valle».