Anzitutto un dato, quasi mille presenze all'assemblea! Mai successo nella lunga storia della Cassa Rurale di Pinzolo. E quest'anno celebra 120 anni. Un'istituzione da sempre al servizio della comunità, di aiuto a quanti si sono trovati in difficoltà e insieme motore di sviluppo imprenditoriale. Oltre che sostegno alle attività degli enti e delle associazioni sportive, culturali, di assistenza e di volontariato: ben 87! Per le quali ha speso più di un milione di euro negli ultimi cinque anni, cifra di circa 140.000 euro riconfermata anche per quest'anno, nonostante la crisi economica perdurante.

Benché il bilancio abbia segnato 1.315.434 euro di perdita (per aver spostato dei soldi su eventuali sofferenze a garanzia della solidità dell'azienda che vanta 32 milioni di patrimonio, e aver contribuito con 500.000 euro ad appianare i debiti di altre casse rurali del sistema cooperativo in nome della solidarietà che contraddistingue e caratterizza il movimento) i presenti hanno approvato il bilancio si può dire all'unanimità, con una sola astensione e nessun voto contrario, sottolineando il tutto con applausi convinti. Hanno voluto riconoscere i meriti di una gestione caratteristica che ha dato risultati positivi e inciso in maniera efficace sul tessuto sociale ed economico dei quattro comuni ove opera: Pinzolo,Giustino, Carisolo e Massimeno, rappresentati in sala dai loro primi cittadini. Ha mosso quasi 223.300.000 euro e impiegato oltre il 90 per cento della raccolta a sostegno delle necessità e delle attività imprenditoriali dei soci sul territorio. Per Roberto Simoni, presidente dal 2003, che avrebbe voluto lasciare, ma che è stato convinto a riproporsi date le lotte per la sua successione (gruppi di soci avevano chiesto di candidarsi a presidente a Modesto Povinelli, Albert Ballardini e Luigi Olivieri creando fratture nella compagine sociale) è stata una serata gratificante. Si è trovato unico candidato ed è stato riconfermato per acclamazione. Erano in scadenza anche due consiglieri: Modesto Povinelli con tre mandati alle spalle, che non si è riproposto per lasciar spazio ai giovani, e Riccardo Maturi. Lui non ha voluto rinunciare alla poltrona ricoperta da una vita e si è riproposto. Per i due posti di consigliere così oltre a Riccardo Maturi si sono candidati Fabio Vidi (consigliere in passate stagioni) e il giovane Claudio Collini Bòrciol. Da rinnovare pure il collegio dei sindaci, costituito da Fausto Aldrighetti, Cristina Binelli e Stefano Maffei, ricandidatisi in blocco. Alle loro candidature si sono aggiunte quelle di Marco Polla e Matteo Polli. Iniziata alle 15 l'assemblea si è protratta fin dopo le 20 per dar spazio alle relazioni del presidente, del direttore, del presidente del collegio sindacale, del revisore della Federazione dottor Forti, di Fabrizia Caola e, dalla sala di Giuseppe Ciaghi e Luigi Olivieri e del sindaco Michele Cereghini. Tutti d'accordo sulla funzione importante della Cassa rurale di Pinzolo sul territorio, sulla bontà e sulla qualità della gestione e sulla necessità di ricambio, perplessità sulla fusione con la Cassa Rurale della Val Rendena proposta con furia dall'onorevole Olivieri, ma contestata dal sindaco Cereghini. A quest'ultimo va il merito di aver riconosciuto che il valore vero della Cassa rurale è il socio. Sono stati premiati con una targa una decina di soci con 50 anni fedeltà. Quindi ciascuno dei candidati ha presentato le proprie credenziali; sono stati sorteggiati dei premi fra gli intervenuti e, dopo aver votato, si è passati a piano terra a degustare specialità servite dai commercianti dell'UCAS.


Sono riusciti eletti a consigliere Claudio Collini con 514 voti (un successo straordinario a dimostrazione che i giovani se si presentano ottengono i voti) e nella lotta tra Riccardo Maturi e Fabio Vidi ha avuto la meglio il primo, che rimarrà in consiglio grazie a 209 voti, una quarantina in più del Vidi (163). Nel collegio sindacale, accanto al presidenet Fausto Aldrighetti, votato per acclamazione, sono stati eletti Marco Polla (nuovo) con 280 suffragi e Cristina Binelli (riconfermata) con 241 preferenze. Non ce l'hanno fatto Stefano Maffei (222 voti) e Matteo Polli (214 voti).