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Notizie val Rendena

Madonna di Campiglio, lavori ai Montagnoli. Francesco Bosco risponde a Mountain Wilderness: Non siamo vandali né barbari. Sappiamo perfettamente che senza ambiente è impossibile fare turismo. Noi vogliamo continuare a vivere di turismo»

il cartello ad inizio cantiere località montagnoli Madonna di CampiglioDomenica le pesanti accuse mosse dall'associazione Mountain Wilderness a riguardo dei lavori per la realizzazione del bacino per l'innevamento programmato in località Montagnoli. Oggi le dichiarazioni di Francesco Bosco, direttore di Funivie Madonna di Campiglio, che  risponde alle accuse degli ambientalisti e sottolinea la strategicità e la necessità dell'intervento proposto.


«Credo che tutto abbia un limite. Evidenziare alcuni punti di vista divergenti rispetto ad altri sia una cosa normale, screditare il lavoro altrui non è corretto come non è corretto diffondere false notizie cercando sempre e comunque la notizia ad effetto» esordisce il direttore Bosco. «Mi riferisco in particolare all'articolo apparso sulla stampa locale domenica, dove i signori dell'associazione Mountain Wilderness, con il loro atteggiamento fazioso screditano l'intera comunità affermando "scempio a Campiglio". Vorrei sottolineare che non siamo vandali e tantomeno barbari. Non produciamo morti bianche come hanno fatto molte realtà produttive negli ultimi trent'anni, e delle quali tutto quanto è passato sotto ordine. Noi ci preoccupiamo di sviluppare una attività produttiva cercando di mantenere occupazione. E questa attività è il turismo che ha determinate regole e necessità. Un turismo che possa permettere alla nostra gente di continuare a vivere nelle nostre valli. Non accettiamo lezioni di sensibilità e di buon comportamento da nessuno perché abbiamo la netta percezione che senza ambiente è impossibile fare turismo. Voglio ricordare che in un momento di crisi così accentuato per l'occupazione la Skiarea di Madonna di Campiglio (composta da Funivie Campiglio, Pinzolo e Folgarida Marilleva) conta 500 dipendenti con un monte salari di 18 milioni che rimangono sul territorio, con 56 milioni di fatturato e con un indotto di circa 500 milioni di euro.
Finora non abbiamo creato nessun cassaintegrato né alcun disoccupato e credo sia un aspetto non trascurabile. Fa male leggere alcune insinuazioni, anche pesanti, riportate da questi signori che, ripeto, tendono solo a screditare.
Le prescrizioni non sono "ridicole" come dicono, ma sono precise e puntuali e soprattutto onerose... e lo potremo dimostrare a fine lavori, quanto saranno stati effettuati.
Con enorme stupore leggo l'insinuazione, e mi chiedo come facciano a ravvisarla se non conoscono il progetto, di un eventuale "sfondamento di oltre 100 metri". Il progetto è a regola d'arte e si sta realizzando nei confini delimitati.
Sono stati delimitati i confini dagli uffici competenti in materia, insieme alle funivie di Campiglio. Per tempo siamo andati a picchettare la zona in quanto siamo consci di quello che stiamo facendo.
I cartelli sono bene esposti all'ingresso del cantiere... Certo che chi entra nel cantiere abusivamente per scattare quelle foto apparse sui giornali attraverso i boschi non può leggere i cartelli che ci sono all'inizio del cantiere in prossimità del rifugio Montagnoli.

Invocare l'intervento della magistratura, motivandolo con presunti abusi, credo sia estramamente scorretto. Vorrei  ricordare che questo bacino ha avuto un iter di ben 11 anni di progettazione. I vari organi competenti hanno sballottato le funivie di Campiglio a destra e a manca fino a quando dopo 11 anni di progettazione, con un enorme investimento progettuale, siamo riusciti ad ottenere queste autorizzazioni.

Del perchè di un bacino tanto importante per quanto riguarda l'innevamento è presto detto: ricordo che nell'inverno 2011-2012 , un anno di carenza di neve e di freddo, noi al primo gennaio eravamo riusciti a proporre solo il 58% delle piste innevate quando tutte le aree attorno a noi erano perfettamente innevate.
E questo chiaramente per la mancanza di acqua stoccata. E solamente al 14 febbraio siamo riusciti a presentare il 90% del comprensorio aperto, a stagione quasi conclusa. Alcuni dati ufficiali significativi, citano che le Funivie di Campiglio hanno attualmente stoccato 31 mila metri cubi per una superficie da innevare di 152 ettari cioè una media di 203 mc ad ettaro che è una media assolutamente ridicola. Il tasso più basso di tutto il Trentino. Che si avvicina a noi c'è solo il Monte Bondone che ha 40 mila mc stoccati per una superficie di 70 ettari di piste con un rapporto di 560 mc ad ettaro.

E poi via via a salire fino al comprensorio di Andalo con 171 mila mc e 68 ettari di piste con un rapporto di 2499 mc ad ettaro... e noi ne abbiamo 203. Credo sia una situazione assolutamente insostenibile che doveva essere colmata.
Ritengo di dover precisare un'altra cosa. Questo è un investimento che viene sostenuto economicamente dalle Funivie di Campiglio con un contributo pubblico del 7,5% e nulla più.
Infine voglio chiarire un concetto semplicissimo: senza ambiente è impossibile fare turismo. Noi vogliamo continuare a vivere di turismo. Noi Funivie ma anche tutta la realtà associativa di Madonna di Campiglio e della val Rendena. Quel turismo che è l'unica possibilità per poter far lavorare la gente».