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Stadio dello Slalom a Madonna di Campiglio: il comune ricorre al Consiglio di Stato

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L'obiettivo e la speranza erano quelle di riuscire a realizzare parte della struttura, la parte bassa del nuovo stadio dello slalom, quella più strettamente necessaria destinata a cronometristi, giuria e logistica, entro il prossimo 19 dicembre, giorno in cui Madonna di Campiglio tornerà ad ospitare sul Canalone Miramonti, lo slalom speciale della 3TRE. Il resto, cioè la torre e le tribune, sarebbero state ultimate il prossimo anno. L'esclusione della stazione turistica dal circuito internazionale di Coppa del Mondo aveva creato profondo disagio nell'ambiente, era stata avvertita come un'umiliazione, quasi Campiglio non fosse stata in grado di gestire manifestazioni di tale livello. Così per il suo ritorno si era pensato a fare le cose in grande, a cominciare dalla nuova, avveniristica struttura. Purtroppo l'esecuzione dell'opera ha incontrato uno stop da parte del TAR in seguito al ricorso dei signori Severi, proprietari di una piccola villa nei pressi dell'arrivo della pista, che ne ha bloccato l'appalto, ora in stallo presso il Consorzio dei Servizi della Pat.

Il costo complessivo del manufatto si aggira sugli 8 milioni di euro, al 90% finanziati dalla PAT e il resto dal Comune di Pinzolo, il grosso dei quali, pari a 5 milioni, va assegnato con un appalto aperto a tutte le imprese europee. L'espletamento di tale pratica, una volta ottenuto il via libera, comporta circa 6 mesi di tempo. Contro la sentenza del TAR hanno ricorso al Consiglio di Stato sia la Pat con un suo legale, sia il Comune di Pinzolo con l'avvocato Marchetti. Lo stop della magistratura infatti si fonda su aspetti formali più che sulla sostanza dell'intervento e sembrano risolvibili. Considera irrituale che il progetto, redatto dall'ingegner Martino Bridi, sia stato promosso e pagato dalla Spa Funivie di Campiglio e poi ceduto gratis al Comune.

Ma nel merito il Tar non è entrato, ha solo applicato una sospensiva al proseguo dei lavori. Sul merito si pronuncerà dopo l'udienza in calendario a Trento il prossimo 12 luglio. Il vicesindaco Walter Vidi, che è pure assessore ai lavori pubblici e si è preso particolarmente a cuore la vicenda, è convinto che in quella circostanza il giudice riconoscerà al comune i suoi diritti e abrogherà la sospensiva in modo da consentire di indire gli appalti nel più breve tempo possibile e di aprire il cantiere in autunno. Così andasse si riuscirebbe a predisporre le strutture essenziali allo svolgimento della gara.