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Notizie val Rendena

Vadaione, Bondo, Breguzzo, Bolbeno nelle donazioni dei successori di Carlo Magno

Il vescovo Notkerius -

Federico Barbarossa è stato l'ultimo imperatore del sacro Romano Impero a reiterare, nel 1154, la donazione della "Curtem que dicitur Badabones sita in Tridentino comitatu, cum cappella" cioè di Vadaione e delle "tres ville": Bergusio, Bundo e Belueno (Breguzzo, Bondo e Bolbeno) alla chiesa di Verona.
Prima di lui ben sette imperatori del Sacro Romano Impero: Ottone II, Enrico II, Corrado II, Enrico III, Enrico IV, Lotario III, Corrado III avevano donato al capitolo del Duomo di Verona le stesse località. E' quanto si può verificare nel più grande sito di storia della Germania: Monumenta Germaniae Historica (www.dmgh.de) che raccoglie tutti i Diplomi di Carlo Magno e dei suoi successori.

La prima donazione di Vadaione e dei tre paesi delle Giudicarie, di cui si ha riscontro scritto (anche se probabilmente ve ne erano state anche in precedenza), si ha con l'imperatore Ottone secondo che emanò un diploma imperiale per concedere queste terre a Notkerius vescovo di Verona dal 915 al 928. Quest'ultimo, in un codicillo al suo testamento, cita queste località dicendo che si trovano nella "Judicaria summa laganensis". Ed è forse la prima volta che il termine Giudicarie viene citato nella storia.

Ottone secondo di Sassonia combatté contro i saraceni in Calabria e pur vincendo la battaglia subì ingenti perdite che lo costrinsero a risalire la penisola dove, a Verona, fece eleggere re d'Italia il proprio figlio di tre anni Ottone terzo. Morì a Roma per un attacco di malaria, a soli 28 anni,ed è l'unico imperatore del Sacro Romano Impero ad essere sepolto in Vaticano. Proprio a Verona, nel giugno del 983, l'imperatore reiterò un diploma che donava alla chiesa di Verona i possedimenti delle Giudicarie che evidentemente erano già stati di proprietà di qualche suo predecessore.

Federico Barbarossa -

La seconda donazione si ha con Enrico II il Santo nel 1014. La terza con Corrado II il Salico. La quarta con Enrico III che fu incoronato a Roma nella notte di Natale del come fu per Carlo Magno. La quinta con Enrico IV famoso per aver sostato tre giorni fuori dal castello di Canossa per chiedere perdono al Papa. La sesta con Lotario III che ebbe l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. La settima con Corrado III di Svevia che partecipò alla seconda crociata. E l'ultima con Federico Barbarossa che si scontrò più volte con le autonomie comunali di Milano e del Nord Italia riunite attorno al Carroccio.

Poi probabilmente piano, piano queste terre giudicariesi furono assorbite nell'ambito del Principato vescovile di Trento. Non a caso al castello di Stenico troviamo un affresco del 1473 in cui Carlo Magno dona al vescovo Vigilio (cioè alla chiesa di Trento) le Giudicarie.

Ecco che la Leggendaria spedizione di Carlo Magno comincia ad uscire dalla leggenda e a trovare precisi riferimenti storici.
Nessuna località in Europa possiede questo meraviglioso racconto con tanto di affresco di Simone secondo Baschenis, che raffigura l'imperatore Carlo Magno. racconto e affresco purtroppo non sufficientemente valorizzati anche sul piano turistico.

L'importanza di questa storia bellissima, che risale nella notte del Medioevo, era invece stata capita anche da persone come Napomuceno Bolognini che la pubblicò su uno dei primi numeri del Bollettino della SAT e dal giovane alpinista Douglas Willam Freshfield tra i primi a scalare le montagne della Rendena. Infine il cambiamento del nome del passo, che collega la val Rendena alla val di Sole, in Campo di Carlo Magno, ai primi del novecento, probabilmente è stato fatto dai primi albergatori di Campiglio per attirare la clientela tedesca per la quale il nome di Carlo Magno, o meglio di Karl der Grosse, è un fortissimo richiamo.

Gente che vedeva lontano, forse più di oggi, quando ci si limita spesso a valorizzare le automobili in montagna o gli alberi di Natale con i maglioni "antismog" quando ce ne sono migliaia al naturale.
Viene da chiedersi se mai, in qualche fiera turistica all'estero o in qualche incontro internazionale dei Parchi, si è pensato di pubblicare l'immagine di Carlo Magno come dipinta da Simone II Baschenis a Santo Stefano di Carisolo, anche solo per verificare quanta gente sarebbe interessata a conoscere la Leggendaria spedizione e magari venire a vedere i meravigliosi affreschi dei Baschenis di cui le Giudicarie sono ricche.