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Val Rendena, anche la Pedretti Graniti ricorre alla mobilità per cinque dipendenti. La ditta di Carisolo risente dei tempi duri della crisi

Pedretti graniti deposito a Spiazzo 1

Non ha portato bene alla ditta Pedretti Graniti quell'accumulo preventivo di tonnellate di granito alle porte di Spiazzo Rendena, in vista della fine delle concessioni in val di Genova. Anche per quell'impresa di Carisolo, improntata più sul familiare, che sull'artigianale (molti dipendenti appartengono alle famiglie dei quattro fratelli), è arrivata una crisi che sembrava non dovesse arrivare mai. Dal 1966, hanno estratto senza sosta la preziosa tonalite da una delle valli più belle del Trentino. E ora la congiuntura ha toccato anche il loro settore. E' così che l'azienda è costretta a mettere in mobilità cinque, dei 16 dipendenti dell'azienda.
"L'impresa – ha detto il rappresentante Cisl Stefano Pisetta – ha la volontà di mantenere i rapporti con quelle maestranze che ha formato con tanta fatica. Ma, la crisi del lapideo ha messo in ginocchio anche il loro settore. Quindi, cinque persone sono in esubero". Da oggi dunque la Perdetti Graniti srl di Carisolo si avvale della procedura di mobilità. Se il mercato avrà una ripresa – hanno detto i fratelli Pedretti – i dipendenti lasciati a casa avranno la prelazione per il loro reinserimento. Ma, con un mercato al lumicino, è impossibile per l'azienda a mantenerli in organico. La società, tra le esclusiviste - fino al 2029 - delle cave di granito della Val di Genova, ha ridotto di un terzo la sua forza lavoro. Cavatori esperti della pregiata roccia sono vittime di una crisi difficile da arginare. La decisione non è stata presa a cuor leggero. Anzi, all'atto di lasciare a casa i loro dipendenti – ha riferito il responsabile della Cisl - hanno dimostrato momenti di toccante umanità, con uno dei fratelli che non è riuscito a trattenere gli occhi lucidi.
A incidere sulla scelta di ridimensionamento dell'organico, anche i 100 mila euro l'anno di canone di affitto, pagato al comune di Strembo per estrarre il materiale proveniente dalla cava di "Ponte Rosso". Anni addietro, quando il mercato "tirava", l'affitto era molto più modesto. C'è chi ricorda come negli anni ottanta e novanta, nonostante la produzione annua oscillasse tra le 8 e le 11 mila tonnellate, era di pochi milioni delle vecchie lire. Anche i dipendenti raramente hanno superato il numero di 16 o 17. Per conteggiarne 19, bisogna tornare al 1970, quando il prezzo a tonnellata del materiale era di appena 6,12 euro. Dal 2007 al 2010, prima di questa flessione di mercato che sta creando seri problemi a tutto il comparto, la ditta Pedretti è stata al centro di una questione giudiziaria che aveva portato al sequestro delle cave e all'inserimento nel registro degli indagati di sette persone, compreso l'ex sindaco di Strembo Alfonso Fantoma. Vicenda sollevata dai ricorsi presentati, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato dal WWF e Italia Nostra, contro la concessione a cavare granito fino al 2029. Ricorso respinto dal Consiglio di Stato il 18 febbraio del 2010 con cui, sostanzialmente, si giustificava la delibera della Giunta comunale di Strembo (con Strembo avevano fatto fronte unico: Provincia, Parco e comune di Massimeno) che nel 2006 aveva approvato un progetto di estrazione dalle tre cave di Ponte Rosso, in pieno Parco Adamello Brenta, di 229.900 metri cubi di tonalite, per altri 23 anni. Da circa quattro anni, probabilmente in vista della scadenza delle concessioni, la ditta Pedretti ha realizzato un enorme deposito di blocchi di granito alle porte di Spiazzo Rendena.

Pedretti graniti deposito a Spiazzo