
Forse il passo che ho trovato nel libro di Massimo Centini "I segni delle Alpi: simboli, credenze, religiosità, miti e luoghi della montagna" può aiutare a capire la presenza di personaggi raffigurati con sei dita come puntualmente segnalato dal signor Manfredi che ha notato che a Carisolo nella Chiesa di Santo Stefano San Giovanni ha il piede con sei dita.
Vi si legge: "...un singolare caso ...è quello relativo alla presenza, nell'iconografia, di personaggi (santi in genere) caratterizzati da esadattilia. Per esempio, presso la chiesa di Burgusio (BZ) si può ammirare una singolare scultura di una creatura il cui aspetto ricorda quello di un folletto: le sue piccole mani sono dotate di sei dita. Se ci spostiamo sul lato opposto delle Alpi e raggiungiamo la chiesa di san Pietro in Vincoli a Pontechianale (CN) troviamo due dipinti del XVII secolo che raffigurano gli evangelisti Marco e Luca con sei dita nelle mani e nei piedi.
L'esadattilia è un'anomalia non sconosciuta alla scienza, anche se rara; da sempre questa particolarità ha comunque determinato la formazione di credenze e di superstizioni. Generalmente in passato chi possedeva un numero di dita superiore a quello canonico, era considerato in rapporto con le creature dell'ombra e spesso era indicato come strega o eretico" Personalmente penso che per i santi si sarebbe potuto trattare di un rapporto col cielo. Giovanni infatti era l'evangelista più acuto, simboleggiato dall'aquila, il più vicino al cielo; è probabile che porpio per questo fatto nella chiesa di santo Stefano a Carisolo sia stato raffigurato con sei dita.
Nel libro di Centini si legge anche: "Secondo una diffusa tradizione popolare chiunque nasca con più di cinque dita sarà molto fortunato e otterrà sempre degli ottimi risultati in qualunque campo si applicherà, nel bene o nel male...
Circa l'aspetto della demonizzazione della esadattilia, nella Bibbia si legge: "Vi era un uomo di grande statura che aveva sei dita per ogni mano e sei dita per ogni piede, in tutto ventiquattro; anch'egli discendeva da Rafa. Oltraggiò Israele, ma Gionata, figlio di Simeià, fratello di Davide, lo abbatté". (Libro di Samuele 20,21). Da questi versetti si apprende che la presenza delle sei dita era la caratteristica più evidente della misteriosa razza di giganti indicati nella Bibbia come creature malvagie, nate dall'unione degli angeli decaduti e le donne della terra".